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intervista

Dakar 2016. Il ritiro amaro di Carlos Sainz

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Lo aspettavamo al bivacco ormai da un po’ e iniziavamo a credere che non sarebbe più arrivato di sera. Poi, Sainz è arrivato al Bivacco di La Rioja alle 22:30

Dakar 2016. Il ritiro amaro di Carlos Sainz

Lo aspettavamo al bivacco ormai da un po’ e iniziavamo a credere che non sarebbe più arrivato di sera. Poi, Sainz è arrivato al Bivacco di La Rioja alle 22:30.

«Tutto è iniziato con una foratura. Ci siamo fermati per cambiare, ma la pistola per togliere i dadi non funzionava bene. Abbiamo perso tempo. Poi una seconda foratura, e quindi quel waypoint che no riuscivamo a trovare. Finalmente siamo ripartiti, la macchina andava bene e abbiamo iniziato a spingere per recuperare. Avanti, alla partenza della seconda parte, in un posto un po’ assurdo, 5, 4, 3, 2, 1, ma la macchina si è piantata. Fuor le placche, altro tempo perso. Infine, al chilometro 213, ho sentito un colpo. Siamo scesi, e ci siamo accorti che si era rotta la “carcassa” del cambio, che nella nostra macchina è parte integrante con il telaio. Era chiaro che non potevamo continuare».

Come ti senti, globalmente?

«È chiaro che sono un poco dispiaciuto. Era iniziata in modo strano, poi finalmente siamo riusciti a vincere, ad andare in testa. Stava andando tutto molto bene, ma è finita così. È la vita. … è chiaro che sono un po’ dispiaciuto, ma sono anche contento. Ho iniziato il Rally in quel modo, ho perdere 14 minuti nel fiume, ma poi abbiamo potuto attaccare, vincere. Mi sento bene, fisicamente bene, e ho voglia di guidare, bene, mi diverte. Ma mi diverto se so che sono ancora capace di vincere. Sì, sono contento. La Macchina ha dimostrato di andare forte, bene, di essere competitiva. Abbiamo lavorato duro per questo, e mi sento n po’ responsabile delle scelte che sono state fatte, a iniziare dai primi passi del Progetto».

La Dakar, quest’anno è stata una gara a eliminazione. Per primo Nani Roma, poi Cyril Despres, poi è stata la volta di Loeb, e oggi è toccato ad Al Attiyah e ame. Non ero preparato per questo, ma è successo

E la Dakar di quest’anno?

«La Dakar, quest’anno è stata una gara a eliminazione. Per primo Nani Roma, poi Cyril Despres, poi è stata la volta di Loeb, e oggi è toccato ad Al Attiyah e ame. Non ero preparato per questo, ma è successo».

Che vorresti fare adesso?

«Vorrei riprendere la corsa, ma questo dipende molto dai meccanici, dai tecnici che devono decidere. Mi piacerebbe concludere la Dakar e portare la 2008 DKR al traguardo di Rosario».

Ma sappiamo che, dopo aver ispezionato la Vettura, Bruno Famin ha stabilito che non era possibile ripristinare la 2008 DKR e che Carlos, dunque, doveva rinunciare al suo progetto di terminare la Dakar. un vero peccato. Carlos è stato subito uno dei protagonisti di questa edzione della Dakar. con due vittorie di tappa, Carlos Sainz e Lucas Cruz erano riusciti ad ottenere la leadership della corsa proprio il giorno precedente l’incidente.

 

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