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DC e Monza: Coulthard ricorda applausi e fischi dei tifosi

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David Coulthard a Monza ha sia vinto, godendo del podio unico con la folla tricolore, sia perso amaramente

DC e Monza: Coulthard ricorda applausi e fischi dei tifosi

Come per sir Jackie Stewart, anche con il connazionale David Coulthard abbiamo scambiato alcune battute durante la presentazione dei due spot promozionali che li vedono protagonisti. A differenza di quello dell’attempato tre volte iridato, lo spot di Coulthard, classe 1971, è solo contemporaneo e punta al cuore più glamour e notturno del dorato mondo F1, scherzandoci sopra con battute tra giovani e meno giovani, in luoghi come Montecarlo. "First time in F1?" è la battuta ricorrente, meravigliandosi di quanto sia divertente andarci anche per altro, oltre le monoposto, a un Gran Premio.

In effetti, nella sua lunga presenza nel circus da pilota, circa quindici stagioni a vario ruolo in seno a squadre tra le più blasonate (Williams, McLaren e Red Bull) il buon David ha fatto parlare le cronache anche per quello che faceva senza casco, con la sua fama di viveur, attorniato sempre da belle donne, che incarna quindi a pennello il ruolo voluto da Heineken, sponsor, per portare i fan non solo a bordo pista ma nei ritrovi, alle feste e nelle varie attività che scaldano le cittadine in cui si disputa un moderno GP. Una visione giusta allo stato attuale delle cose e della competizione sportiva: non a caso si trova facilmente più coda per bere e rilassarsi nei vari punti, riservati o meno, a ridosso di un circuito attivo sino a notte, che per salire in tribuna durante le sessioni di prova.

Lo stilisticamente impeccabile DC, come molti lo chiamano sinteticamente, vice-campione del mondo nel 2001 e titolare di onorificenza britannica (MBE) oltre che commentatore TV e discreto imprenditore, oggi, ci ricorda i due suoi momenti più intensi, qui in Brianza.

La McLaren Mercedes MP4-12 vince a Monza nel 1997 con DC al volante

“La sensazione più bella di certo nel 1997, quando qui ho vinto il GP Italia, con la McLaren: è stato bellissimo trionfare davanti ad Alesi e Frentzen, la folla ci attorniava come mai mi è accaduto di vedere da un gradino del podio (ne ha collezionati oltre 60 in F1, ndr). Di contro devo ammettere che non è certo stata leggera nemmeno la sensazione meno simpatica di quando mi sono ritirato qui nel 1998. Purtroppo i fan italiani, i tifosi, si fanno sentire forte anche quando non ti incitano ma il contrario: io ero avversario delle rosse al tempo, venerate qui a Monza e la rivalità era molto, molto intensa per la vittoria; anche perché solo due settimane prima c’era stato il tamponamento di Michael (Schumacher, i due arrivarono quasi alle mani, ndr) a Spa sotto il diluvio. Ricordo bene quei lunghi metri percorsi a piedi, dopo aver rotto il motore, con le urla e i fischi. Ho avuto modo di comprenderli comunque e mi piace sempre il Gran Premio a Monza, proprio per quel calore unico; contento che abbiano rinnovato”.

 

 

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