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F1, GP Spagna 2017: le pagelle di Barcellona

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I promossi e i bocciati di Barcellona nelle pagelle del Gran Premio di Spagna 2017

F1, GP Spagna 2017: le pagelle di Barcellona

Che Hamilton tornasse più forte che mai dopo l'opaca parentesi in Russia nessuno ne dubitava seriamente, e infatti l'inglese a Barcellona si è espresso da campione, disputando forse una delle migliori gare della sua carriera per l'intensità con cui ha corso e l'attenta gestione delle gomme mostrata nel finale. Partito così così, ha faticato a star dietro a Vettel ma non l'ha mai mollato, finché la sorte (e la squadra) non gli hanno dato un'opportunità che però il buon Lewis ha avuto il merito di sfruttare alla grandissima. Voto 10, campione.

A proposito di squadra, intesa come Mercedes, voto 6 (stiracchiato) a Bottas che finché la macchina non l'ha lasciato a piedi è tornato a fare il minimo sindacale per il mezzo a disposizione: ha preso mezza pista dal compagno di squadra (e da Vettel) con l'unico merito di bloccare (in modo per altro corretto) il tedesco per un paio di giri. Un po' pochino per l'eroe di Sochi...

Voto 10 invece al team delle Frecce d'Argento, che ha fatto tutto alla perfezione: a livello di aggiornamenti, che hanno funzionato benissimo - perchè a Barcellona la Mercedes ne "aveva" un po' di più della Ferrari, su questo non si discute - migliorando non solo in velocità pura ma anche e soprattutto sulla costanza di rendimento, e poi la strategia, semplicemente perfetta. Diabolici e tostissimi. 

Voto 10 però anche a Vettel, sconfitto a testa altissima: velocissimo in qualifica, perfetto al via e nei primi giri, autore su Bottas di uno dei sorpassi più belli degli ultimi anni, cattivo ma corretto su Hamilton rientrando in pitta, roccioso nella difesa finché ha potuto resistere all'inglese. Granitico.

Voto 6 alla Ferrari, perchè è vero che a fine gara siamo tutti grandi strateghi ed è vero anche che chi insegue ha un vantaggio indiscutibile potendo regolarsi sulle mosse dell'avversario, però la sensazione è che stavolta a Maranello abbiano un po' dormito, per esempio non sfruttando la virtual safety car per far fermare Vettel, perchè chiamarlo ai box quando era appena finita è un errore da matita blu: se doveva fermarsi andava fatto finché c'era quel vantaggio, se non doveva fermarsi bisognava a quel punto fregarsene e tirare dritto, anche se probabilmente il risultato non sarebbe cambiato. Al solito, non tutto può essere previsto, però l'impressione resta: lenti di pensiero.

Voto 7 invece - sulla fiducia - a Raikkonen, perchè dell'incidente al via non ha colpa ed era partito pure bene, e a volte davvero la sfortuna sembra accanirsi con il buon Kimi. Aspettando la volta buona. 

Alle loro spalle, un Ricciardo incolore come la Red Bull di questo primo scorcio del campionato: esattamente come Verstappen a Sochi, troppo lento per impensierire che era davanti e troppo veloce per dover guardare negli specchietti. 6,5, tassista.

A proposito dell'olandese, la manovra al via sarebbe stata da applausi se fosse riuscita ed è vero che se Raikkonen non l'avesse toccato (di rimbalzo su Bottas) ce l'avrebbe fatta, però forse doveva pensare che infilarsi all'esterno in quel punto dove c'era già altre due auto non era una mossa molto furba... Voto 5, ingenuo.

Chi non sbaglia un colpo ancora una volta è invece l'armata rosa, sempre più splendida quarta forza del campionato: le Force India marciano come un orologio, sempre a punti, sempre dietro i grandi. E allora voto 10 al team, mix perfetto di gestione oculata del budget, capacità tecnica e volontà di investire nel talento dei piloti prima che nella loro valigia; voto 8 a Perez, ancora una volta perfetto, e 7,5 a Ocon, che continua il suo ottimo apprendistato.

E voto 8 all'ennesima impresa di Hulkenberg, che porta altri punti alla Renault rimarcando ancora una volta l'inadeguatezza del compagno Palmer (voto 4,5, imbarazzante nel confronto con il tedesco) e il mistero di come la Renault possa avere confermato l'inglese per questa stagione.

Alle loro spalle un buon Sainz (7), a punti però meno brillante del solito e in difficoltà su auto sulla carta meno dotate della sua. Come la Sauber di Wehrlein, ad esempio, che infatti passa solo per la piccola penalizzazione inflitta al tedesco per un'ingenuità: resta comunque l'impresa di quest'ultimo (voto 10, bravissimo), unico pilota a effettuare una sola sosta ai box e capace di portare buoni punti ad una Sauber che rimane imbarazzante, ma che con Wehrlein al volante sembra una vera F1. Dietro di loro voto 7 a Kvyat, a punti dopo essere partito dalle retrovie. 

Infine, capitolo Haas, tornata a esprimersi su buoni livelli a Barcellona, però siccome la classifica non dice sempre tutto, qui vogliamo sottolineare la buona prova di Magnussen (voto 7) e quella al contrario piuttosto opaca di Grosjean (voto 5), di fatto sempre alle spalle del compagno di squadra anche se alla fine l'unico punto l'ha colto proprio il francese, ma solo per i danni riportati da Magnussen nel finale la lotta con Kvyat.

Fuori dai punti, ma ancora una volta immenso Alonso (voto 10) al sabato, mentre in gara ha potuto fare ben poco, un po' per l'uscita al via un po' perchè sulla distanza il limite del mezzo emerge inevitabilmente. Ma almeno lo spagnolo ci ha provato: Vandoorne invece è stato al solito lentissimo in qualifica e in gara ha provato solo a... far fuori Massa. Voto 3, distratto.

E voto 3 comunque a questa McLaren-Honda che davvero non sembra in grado di fare nessun progresso. Incredibile.

Tra le assenze dalla zona punti spicca anche la Williams, che sicuramente quest'anno non è un fulmine, però avrebbe il potenziale per lottare stabilmente tra la quarta e quinta fila. E infatti Massa anche stavolta timbra il cartellino in Q3, poi in gara cercano un po' tutti di sbatterlo fuori pista, gli tocca fare un pit stop in più già al primo giro e la sua gara è rovinata; ciò nonostante, il brasiliano rimonta come può, fin dove può e già questa è una bella dimostrazione per uno che aveva detto basta sei mesi fa dopo una carriera lunghissima: voto 7, tenace. Tra gli altri, il brasiliano passa anche uno Stroll mai così imbarazzante: 18°in qualifica e ultimissimo sul traguardo, senza alcun problema tecnico come giustificazione e dietro a gente come Palmer ed Ericcson per dire... Ecco, voto 3 e non aggiungiamo altro.

Voto 10, in compenso, a chi ha avuto l'idea di portare da Raikkonen il bambino inquadrato mentre piangeva quando ha visto il ritiro del suo beniamino: non sappiamo se sia stata la Ferrari o (più probabile) qualcuno di Liberty Media, ma la trovata per quanto costruita è stata simpatica e ha portato una ventata di freschezza in un ambiente che si prende fin troppo sul serio. Non ultimo, porterà qualche milionata di like sui social, merce preziosissima di questi tempi di cui Ecclestone, per sua stessa ammissione, non si è mai curato molto. E bravo anche il buon Kimi a prestarsi, mettendo da parte per un momento l'amarezza del ritiro.

Voto 10 e lode, comunque, al campionato di quest'anno, mai così incerto e combattuto. E fino a qui diciamo è fortuna, nel senso che se la Ferrari non avesse azzeccato la macchina staremmo a parlare di "Formula Noia", però va detto che le nuove F1 sono belle da vedere e che il DRS ora ha il giusto peso: fa sì che i sorpassi siano possibili (ricordate gli anni in cui a Barcellona non si passava proprio, nonostante un rettilineo di circa un chilometro? Era ridicolo) ma ora chi è davanti può difendersi e chi è dietro deve comunque guadagnarselo (a riguardo da vedere, e rivedere all'infinito, quello di Vettel su Bottas). E le gomme, finalmente più stabili, ora non sono le protagoniste assolute delle gare falsando le situazioni. E se qualcuno ancora si lamenta che lo scorso anno c'erano più sorpassi, beh... c'è sempre il wrestling.

GP Barcellona 2017, i voti

Hamilton 10

Mercedes 10

Vettel 10

Wehrlein 10

Force India 10

Alonso 10

Perez 8

Hulkenberg 8

Ocon 7,5

Raikkonen 7

Kvyat 7

Sain 7

Magnussen 7

Massa 7

Ricciardo 6,5

Bottas 6

Ferrari 6

Grossjean 5

Stroll 3

Vandoorne 3

McLaren 3

 

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