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GP Stati Uniti 2017

F1, GP USA 2017: le pagelle di Austin

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I promossi e i bocciati di Austin nelle pagelle del Gran Premio degli Stati Uniti 2017

F1, GP USA 2017: le pagelle di Austin

Su una pista in cui la Mercedes "ne ha di più", Hamilton domina in apparente scioltezza. Ma basta vedere la gara di Bottas per capire che in realtà una volta di più il pilota inglese ci ha messo più di quello che potrebbe sembrare. Velocissimo e perfetto, l'inglese conferma di meritarsi il titolo che si appresta a vincere. Voto 9, inarrestabile.

Alle sue spalle Vettel alterna grandi cose a momenti meno brillanti: bravo in qualifica ad artigliare la prima fila, splendido al via dove illude (e forse si illude) di poter puntare alla vittoria, dorme un po' in occasione del sorpasso di Hamilton e soffre le gomme soft ad un certo punto della gara. Strappa applausi veri per il sorpasso su Bottas, ma la verità è che Raikkonen a fine gara - senza gli ordini di scuderia - gli sarebbe finito davanti. E allora voto 7: bravo, a tratti bravissimo, però... Che poi è il riassunto di tutta la stagione.

Piuttosto, in Ferrari stavolta hanno di che celebrare la bella prova del finlandese: in prova è solo 5° ma va detto che sono in 4 in 2 decimi, quindi piano non è andato al sabato il buon Kimi. In gara poi, senza strafare, ha puntato sul ritmo di gara e sulla strategia, ma ha mostrato anche più di un sorpasso degno di nota. Peccato per il quasi certamente inutile gioco di squadra nel finale: in Ferrari fanno bene a fare tutto il possibile (non si sa mai), però così ancora una volta hanno mortificato un pilota che si era guadagnato in pista un gran bel 2° posto. Voto 7,5.

Diciamo così perchè il sorpasso di Verstappen nel finale era palesemente irregolare, e bene ha fatto la direzione gara a intervenire. Ciò toglie poco però all'impresa - l'ennesima - dell'olandese, che con un motore Renault non ancora al top (anche se in netto miglioramento ci sembra) ha messo in scena un'altra rimonta da incorniciare, fatta di strategia, ritmo e giusta dose di cattiveria nei sorpassi. Insomma, un campione vero, al quale ora manca solo una monoposto vincente per puntare al bersaglio grosso: voto 9, immenso.

Spento, ancora una volta, Bottas: quando guidi l'auto più veloce del lotto, parti 3° ma concludi 5° (e meno male che Ricciardo si è ritirato) significa che qualcosa non va. E siccome la cosa si ripete ormai da qualche gara, urge un intervento di qualche tipo, tecnico, psicologico o forse entrambi. Nel frattempo voto 5, aspettando tempi migliori.

Ancora una volta "primo degli altri " Ocon, che ormai ha smesso da un pezzo di stupire per diventare un'altra bellissima conferma: voto 8,5, più di così per il momento non si può proprio chiedergli.

La vera rivelazione della gara, però, a nostro parere ad Austin è stato Sainz (voto 9), perchè non è facile scoprire un'auto e una squadra sconosciuti direttamente nel week end di gara: lo spagnolo però ha iniziato come meglio non poteva la sua avventura francese, centrando la Q3 al sabato e lottando come un leone in gara per cogliere un bel 7° posto finale, davanti tra l'altro a un osso durissimo come Perez. Per la prima volta in Renault possono correre con due monoposto e i risultati si sono subito visti, anche in classifica costruttori dove ora la quadra francese ha superato la Haas.

A proposito di Perez, meno incisivo del solito, anche rispetto al compagno di squadra, conclude comunque a punti una gara positiva, anche se forse ci aveva abituati fin troppo bene nel recente passato: voto 6,5 e per una volta va bene così.

A punti anche Massa, sempre più fuori dalla Williams ma ancora ampiamente pilota di riferimento del team: voto 7, perchè il brasiliano non sarà l'ultimo giovane di talento nè un nome che "tira", ma al momento resta l'unico capace di portare a casa con continuità la pagnotta (leggasi punti) all'interno della squadra. Sì perchè Stroll, dopo essersi beccato più di 1,2 secondi in Q1 dal "nonnetto" compagno di team, in gara ha condotto l'ennesima gara senza costrutto, girando in tondo come fosse stata una sessione di test. Voto 3 al canadese, perchè a questo punto della stagione la scusa dell'esperienza costa sempre di meno.

Chiude la zona punti un redivivo Kvyat, messo in macchina solo perchè per la prima volta nella sua storia in Red Bull avevano più sedili che piloti (annotatevi questa data, chissà quando ricapiterà): il russo ha messo in valigia un cambio di biancheria e i cocci del suo morale ed è partito per gli USA, dove ha disputato una delle sue migliori gare dell'anno. Ormai l'abbiamo capito: il talento c'è, la testa un po' meno, cosa che espone il russo ad alti e bassi sconcertanti. Nel dubbio però questa volta voto 7: se lo è meritato.

Fuori dai punti, voto 5 a Magnussen che continua a essere coinvolto in contatti di ogni genere: a volte le prende, a volte le dà, però non è possibile che ogni gara si concluda con la sua carrozzeria segnata.

Per il resto, voto 7 di incoraggiamento alla Honda, perchè pochi forse ci hanno fatto caso ma da un paio di gare Alonso viaggia stabilmente a centro gruppo, segno che hanno sostituito finalmente il "GP2 engine" con qualcosa di più consono, anche se ancora lontano - troppo lontano - dai migliori. Forza Honda, c'è bisogno di un altro costruttore protagonista...

Infine, a costo di ripeterci, voto 3 alle piste moderne - di cui Austin è l'ennesimo esempio - con i loro cordoli bassissimi e la moviola perennemente accesa per capire se un pilota è stato dentro o fuori i limiti della pista: è chiaro che nella lotta uno ci prova, con il risultato che si vedono però manovre spettacolari ma a conti fatti un po' ridicole (come i tentativi di Ricciardo su Bottas: divertenti, ma su una pista "vera" non li avrebbe mai impostati così) o il taglio di Verstappen per passare Raikkonen. E con il triste teatrino a fine gara di vedere la direzione gara costretta a cambiare a tavolino il risultato in pista. Volete evitare che queste cose si ripetano? Rialziamo questi cordoli e spargiamo un po' di sabbia o altro materiale penalizzante fuori dalla pista: vedremo qualche tentativo in meno, ma saranno duelli e sorpassi più autentici.

Voto 10, comunque, alla Mercedes che conquista il titolo costruttori con tre gare d’anticipo. A differenza degli ultimi campionati, quest’anno i tedeschi non hanno dominato, ma proprio per questo la loro vittoria assume un sapore e un significato speciale. Oltre al fatto che confermarsi è anno dopo anno più difficile. La squadra tedesca però è stata praticamente perfetta su tutti i fronti, dalla progettazione allo sviluppo durante la stagione, passando per l’affidabilità e la gestione dei piloti. Imbattibili

GP Stati Uniti 2017, i voti

Mercedes 10

Hamilton 9

Verstappen 9

Sainz 9

Ocon 8,5

Raikkonen 7,5

Vettel 7

Massa 7

Kvyat 7

Honda 7

Perez 6,5

Bottas 5

Magnussen 5

Stroll 3

Piste moderne 3

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  • carlo.caroni, Albavilla (CO)

    Ciccarone,detto tra noi:cosa diavolo deve fare Hamilton per meritarsi un 10 in pagella?e.gia' che ci siamo,una domanda:ci sara' mai una speranza,pur piccola,di vedere qualche alta pista vera,oltre a Spa,Suzuka e Monza?che so,qualcosa come Portimao(mi dicono simile ad Oulton Park)o Phillip Island,dove,guarda caso,si vedono bellissime gare di moto
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