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Attualità

Caso Dexcar: l’Antitrust sanziona e ordina di sospendere l’attività

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L'ultimo caso di vendita piramidale ha visto coinvolti 8.000 automobilisti. Versando 500 euro, si aspettavano di ricevere un’auto da usare gratuitamente per due anni. Ma era una vendita piramidale, cioè una catena di Sant’Antonio, e Automoto.it, per prima, lo aveva denunciato nel marzo 2016

Caso Dexcar: l’Antitrust sanziona e ordina di sospendere l’attività

Le truffe legate alla vendita piramidale continuano a mietere vittime: l’ultimo caso, legato al settore automotive, porta il nome di Dexcar e di alcune altre società collegate che rispondono alle denominazioni di Raggio Verde s.n.c., Asap Holding S.r.l. (già Asapsmarkets Europe S.r.l.), Bizeta Web s.a.s., Tronchin Auto S.r.l. e Trentatre S.r.l. Tutte sono state costrette a sospendere senza appello ogni attività di promozione e di adesione.

Si tratta di un’iniziativa che ha visto coinvolti almeno 8.000 automobilisti italiani, chiamati a versare una cifra intorno ai 500 euro, dietro la promessa che avrebbero ricevuto una vettura nuova dopo due anni da usare gratuitamente, assicurazione e cambio gomme compresi. Un’auto, in pratica, da noleggiare a costo zero per altri 24 mesi.

Era ovvio che la promessa non sarebbe stata mantenuta, se non per i primi in cima alla piramide. L’intento truffaldino ci era apparso chiaro appena abbiamo letto i contratti ed eseguito alcuni calcoli. Per onorare la promessa occorreva infatti che per ogni aderente fosse costruita una piramide di 126 automobilisti che a loro volta avessero versato analoga cifra iniziale. I fondatori di questa organizzazione potevano girare in Maserati: mentre più economiche come Smart e C3, con tanto di scritta “io guido gratis”, si sono effettivamente viste per strada. È altrettanto evidente, però, che, facendo i conti in tasca, si poteva facilmente calcolare che ci sarebbero voluti almeno 1,4 milioni di persone a sborsare 500 euro per alimentare gli 8.000 automobilisti che erano presenti a un certo punto nella catena di Sant’Antonio.

L’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato ha aperto la sua indagine oltre un anno fa ed ora è giunta alle conclusioni: una sanzione di 455.000 euro alla Dexcar, oltre alla chiusura di tutti i siti e all’ordine di cessare l’attività, che nel frattempo era proseguita sotto una denominazione tedesca. Il nostro sito e una associazione di consumatori di Bari, però, erano partite molto prima ad avanzare fondati sospetti.

È bene sempre diffidare di iniziative che promettono guadagni o vantaggi mirabolanti. Si tratta di specchietti per le allodole che invogliano i più ingenui a partecipare: si chiamano vendite piramidali e sono proibite dalla legge. Ma ricompaiono costantemente con nuove formule allettanti e regole macchinose che confondono e non rendono semplice inquadrarle in attività illecite. Quando bisogna contare su un numero di persone quadruplicato a ciascun livello per far continuare la catena, dopo pochi passaggi la piramide si arresta e si sgretola, anche perché c’è chi si stanca e si ritira.

Il numero di persone coinvolte va ben oltre le 8.000 che non hanno ricevuto la vettura. Ad organizzare la catena due fratelli italiani, residenti in Germania: sembrava un’iniziativa mitteleuropea, con tutti i crismi dell’ufficialità. Non era così, naturalmente: chi si trovava nella parte bassa della piramide ha perso i suoi soldi, nonostante le promesse di risarcire tutti.

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