Colpo di sonno al volante? La tecnologia ci salverà dagli incidenti

Soprattutto in questi giorni di trasferimenti per le vacanze, quando diventa più concreta la possibilità di restare per lunghe ore, e magari anche di notte, al posto di guida, quello del colpo di sonno è uno dei pericoli più temuti dagli automobilisti, o dai camionisti spesso sottoposti a turni sfiancanti al volante.

Secondo le statistiche, circa un quarto degli incidenti autostradali gravi sono riconducibili alla stanchezza e alla sonnolenza della persona al volante: basta un attimo per passare dalla veglia all’incoscienza, e le conseguenze spesso sono devastanti.

Così l’attenzione dei costruttori, che nel campo della sicurezza a tutti i livelli hanno negli anni innalzato di molto l’asticella delle dotazioni di bordo, si è concentrata se non a risolverlo del tutto, quanto meno a contrastare in modo efficace questo rischio.

Mercedes-Benz, ad esempio, con il suo Attention Assist, riesce a captare i segnali di riduzione della soglia di attenzione da parte di chi guida ed invia un convincente segnale che invita a fermarsi per una sosta, prendere magari un caffè e riposarsi un pochino prima di ripartire.

Panasonic, fra le prime aziende al mondo nell’elettronica di consumo e molto attiva anche nel mondo dell’automotive, sta lavorando ad una tecnologia per risolvere il problema: e se l’Attention Assist è basato su un algoritmo e riconosce i cambiamenti nello stile di guida dovuti alla stanchezza, mentre la tecnologia della multinazionale giapponese lavora grazie a tre diversi sensori che tengono sotto controllo il guidatore e si attivano per svegliarlo attraverso la climatizzazione.

Grazie ad una telecamera ad infrarossi posta nel rivestimento del montante anteriore sinistro, ad una posta nel cruscotto ed al sensore nella plancia, si possono osservare la faccia della persona al volante e valutare le variazioni di clima all’interno dell’auto.

I sensori, che lavorano in maniera separata, riconoscono i principi di sonnolenza, che si può intuire in base ai battiti delle palpebre, ai movimenti facciali e ad altre variazioni nel corpo: Panasonic ha allestito un database con circa 1.800 parametri che testimoniano la sonnolenza.

La stanchezza, poi, è raro che si verifichi in ambienti freschi e luminosi: quindi l’azienda nipponica prevede di montare un sensore nell’abitacolo, affidando a un termometro il compito di valutare la quantità di luce e la temperatura presenti nell’auto.

Il sistema si interfaccia con l’impianto di climatizzazione, adeguando la temperatura dell’aria o i flussi in modo da tener sveglio il conducente.

La società giapponese non ha ancora annunciato quando la versione definitiva del sistema potrà essere disponibile per l’uso su larga scala, su autovetture e veicoli da trasporto merci.