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Emissioni, sì ai test in condizioni reali. Ma c'è il trucco, arrivano le soglie di sforamento

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L'UE approva il test di omologazioni in condizioni reali ma concede soglie di tolleranza importanti alle Case automobilistiche. E' il solito "balletto" tra burocrati e costruttori, anche se in un certo senso è un primo passo in avanti

Emissioni, sì ai test in condizioni reali. Ma c'è il trucco, arrivano le soglie di sforamento

Si chiude con una vittoria per i costruttori automobilistici la seduta del parlamento europeo, chiamato a esprimersi sul primo pacchetto Ue per rimediare allo scandalo Volkswagen.

C'è il trucco

Con il consueto - e, francamente, triste - “balletto” tra burocrati e costruttori l’Europa da un lato ha dato un nuovo via libera al test di omologazione su strada (RDE), più duro, almeno sulla carta. Dall’altro però sdogana soglie di sforamento dei limiti di emissione tali da rendere di fatto trascurabili gli obblighi per le auto diesel Euro 6.

Accolto con soddisfazione da parte dei costruttori, il voto degli eurodeputati è stato invece fortemente criticato da parte di ambientalisti e consumatori che li hanno accusati di avere ceduto alle lobby dell'auto dei principali stati membri, dalla Germania all'Italia, dalla Spagna alla Francia. Le norme che l'Europarlamento non è riuscito a bloccare ma ha di fatto convalidato erano state adottate con molta difficoltà dai 28 a fine ottobre, annacquando la proposta più ambiziosa della Commissione Ue. 

Il parlamento europeo

Ecco le soglie di tolleranza

Queste prevedono che dal primo settembre 2017 i nuovi prototipi auto potranno superare del 110% il tetto massimo degli 80 milligrammi per chilometro di ossidi di azoto (NOx). Dal primo settembre 2019 questa soglia entrerà in vigore per tutti i modelli auto. Dal primo gennaio 2020 saranno consentite emissioni in più del 50% per i nuovi prototipi, e dal primo gennaio 2021 per tutti i modelli. 

Questo di fatto significa invalidare o comunque annacquare le norme Euro 6 adottate dalla stessa Ue. Da qui la bocciatura da parte di diverse commissioni europarlamentari, da quella ambiente a quella affari giuridici. Il voto in plenaria ha invece rovesciato le carte in tavola per soli 6 voti: l’Aula spaccata quasi a metà ha bocciato l'emendamento (323 voti contrari, 317 in favore e 61 astensioni) che avrebbe messo il veto a quello che di fatto diventa un via libera all'innalzamento dei limiti delle emissioni di sostanze nocive consentite per i diesel. 

E' poco, ma dobbiamo persino rallegrarci

Seppur con una buona dose di amaro in bocca, la decisione dell’Unione va interpretata in ogni caso come un primo passo in avanti. Il via libera alle soglie di tolleranza infatti - altro lato della medaglia - consentirà di far partire i test su strada già l'anno prossimo evitando ulteriori ritardi, e riducendo comunque lo sforamento delle emissioni che oggi, a causa dei test effettuati solo in laboratorio, superano del 400-500% i limiti.

Seppur con una buona dose di amaro in bocca, la decisione dell’Unione va interpretata in ogni caso come un primo passo in avanti

«In caso di voto opposto», ha sottolineato il presidente della commissione ambiente dell'Europarlamento Giovanni La Via (Ppe), «avremmo perso un sacco di tempo, non avremmo avuto un quadro normativo di riferimento certo e da qui a un anno e mezzo avremmo dovuto cominciare tutto da capo, con un'altra proposta della Commissione, magari non diversa da questa».

La commissaria Ue Elzbieta Bienkowska ha «accolto con favore» il primo semaforo verde, ricordando che ora toccherà andare avanti sull'irrigidimento del sistema di omologazioni e motorizzazioni. Bene anche per i produttori auto Acea, che apprezzano l'aver fatto "chiarezza", mentre fioccano le critiche dai Verdi europei che parlano di voto «assolutamente vergognoso» e dai consumatori del Beuc che chiedono di «smettere di respirare gli ulteriori interessi della lobby auto». 

Fonte: Ansa

 

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