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Fiat e la Nazionale, fine della storia?

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Il prossimo anno scade l'accordo di sponsorizzazione tra Fiat e FIGC, un rapporto di lunga data incrinato adesso dalla mancata qualificazione al Mondiale in Russia del 2018

Fiat e la Nazionale, fine della storia?

Si sa, sono le difficoltà quelle che possono mandare in crisi un rapporto. E si dice che spesso arrivino al settimo anno. In effetti, sono proprio sette anni che Fiat è “Top Sponsor” della Nazionale Italiana di calcio, fermata ieri a San Siro sullo 0-0 dalla Svezia e quindi fuori dal Mondiale 2018 in Russia. 

Si è scritto in lungo e in largo che la mancata qualificazione all'evento - l'unica e ultima volta risaliva al 1958 - è anche una débacle economica che qualcuno ha quantificato in circa 100 milioni di euro tra premi FIFA, diritti TV, merchandising e naturalmente sponsorizzazioni.

A perderci, oltre alla FIGC che ricava dalle sponsorizzazioni 43,2 milioni di euro su un fatturato totale di 174 milioni (lo dice il bilancio 2016), sono anche gli stessi sponsor, che vedranno il valore dei loro contratti precipitare venendo meno l'esposizione mediatica del Mondiale mancato dalla squadra guidata da Gian Piero Ventura. Per vedere la maglia azzurra competere per una coppa internazionale si dovrà attendere infatti il 2020, con il Campionato Europeo che per il sessantesimo anniversario si giocherà in 13 distinte città del Vecchio Continente.

A perderci dunque è anche Fiat, il cui accordo da “Top Sponsor” (come Eni, Tim e Poste Italiane) con la FIGC era stato rinnovato per ulteriori quattro anni nel 2015 con scadenza al 2018, all'indomani del Campionato del Mondo russo. 

Carlo Tavecchio, presidente della FIGC, e Cristiano Fiorio, responsabile sponsorizzazioni FCA EMEA, alla firma dell'accordo a Coverciano nel 2015

Il brand torinese in qualità di partner tecnico ha sostenuto la squadra azzurra nei grandi tornei internazionali a partire dal 2000, anno del secondo posto al Campionato Europeo in Belgio e Paesi Bassi. Fiat è stato partner tecnico nel Campionato del Mondo in Giappone e Corea del 2002 (usciti agli ottavi di finale), agli Europei in Portogallo 2004 (usciti al primo turno), ai Mondiali del 2006 vinti in Germania, agli Europei in Austria e Svizzera del 2008 (usciti ai quarti), al Mondiale in Sud Africa del 2010 (usciti al primo turno). 

La Fiat Pandazzurri, serie speciale creata per l'Europeo 2016

Nel 2011, ritiratasi dalla MotoGP con il passaggio di Valentino Rossi dalla Yamaha alla Ducati, il salto di qualità con la firma del contratto che ha fatto di Fiat un “Top Sponsor”, un investimento sinora con luci e ombre partito bene con l'Europeo in Polonia e Ucraina del 2012 (secondo posto), andato peggio con l'uscita al primo turno nel Mondiale in Brasile del 2014 e benino con l'eliminazione ai quarti di finale dell'Europeo in Francia del 2016, anno del rinnovo dell'accordo Fiat-FIGC. 

Bisognerà dunque attendere la fine del 2018 per sapere se il costruttore nazionale vorrà ancora contribuire al calcio italiano, a cui rimane legato comunque attraverso la Juventus. Difficile dire se l'accordo sarà rinnovato, ma se ciò accadrà vorrà dire che la Nazionale maggiore e tutto il movimento calcistico italiano avranno ritrovato la competitività di un tempo.

Oggi, in una Federazione dalle tante poltrone bollenti, a partire da quella del presidente Carlo Tavecchio, il percorso sembra una “Mission Impossible”, che ironia della sorte è stato il film trasmesso in prima serata da Italia 1 mentre su Rai 1 andava in onda lo psicodramma azzurro.

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