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Silk Way Rally 2017

Silk Way Rally 2017. Loeb (Peugeot) “primissimo” a metà strada

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Il Rally attraversa Russia e Kazakhstan e arriva in Cina. Giornata di riposo a Urumqi. Sébastien Loeb porta al debutt la 3008 DKR “Maxi” ed è in testa con un’ora di vantaggio su Despres. Menzies 3° con la Mini, Peterhansel rallentato da un incidente

Silk Way Rally 2017. Loeb (Peugeot) “primissimo” a metà strada

Urumqi, 15 Luglio 2017. Ci eravamo lasciati a Tcheboksary, e da lì il Silk Way è andato avanti spedito. 5.000 chilometri, dalle rive del Volga alla megalopoli petroliera e industriale Ufa, poi oltre il confine russo a Kostanay, prima tappa in Kazakhstan giusto il giorno prima di raggiungerne la Capitale, Astana. Altre due tappe in Kazakhstan, a Semey e Urdhzar, e la carovana passa finalmente in Cina. Prima Karamay e quindi Urumqi, dove il “Convoglio dei Coraggiosi” si ferma per la giornata di riposo del Rally.

La prima parte del Rally “alternativo” o “complementare” alla Dakar si è svolto all’insegna del maltempo. Non una novità a queste latitudini, e poi di caldo e arsura ce ne sarà d’avanzo in Cina, dove la carovana è appena arrivata.

Un po’ di “riassunto”. A Ufa si sono “traccheggiati” Sugawara, in difficoltà sulle sabbie mobili del lago con il pur piccolo e leggero Hino, e Al-Rahji che ha dovuto attendere l’assistenza veloce del Team X-Raid per tirar fuori da una buca piena di fango la preziosa John Cooper Works. Dispiaciuti entrambi, ma hanno ben poco da lamentarsi. Le insidie sono specificamente indicate dal road book, e al briefing viene continuamente raccomandato di stare attenti ai “tagli”, tentazioni fuori pista che possono rivelarsi fatali. Coreografici e impeccabili, i tre Equipaggi Peugeot danzano scambiandosi le posizioni. È la volta di Peterhansel che conclude davanti a Despres e Loeb, e passa al comando. Menzies è l’”avversario” più vicino, sia pure a debita distanza dei tre “Leoni”, e ben presto si passa agli Elefanti del Deserto, i Camion, Renault e IVECO meglio di Tatra e Kamaz, che si mostrano ben più “minacciosi” delle altre “piccole” vetture.

Ancora pioggia, non la smette mai, e “terreno pesante”. Fortuna che siamo lontani dall’inverno, perché da queste parti si è arrivati anche a meno 50!

La Via della Seta si confonde con la Transiberiana, Kostenay, 870 chilometri, quindi Astana, 900. La Capitale del Kazakhstan è raggiunta. Le tappe si susseguono in un’ambientazione “cupa”. Le piste sono veloci, ma il meteo non si decide a restituire l’estate, che ormai non ci si aspetta prima del Gobi. Continua anche la danza delle Peugeot, a tratti interrotta da passi inconsueti. È così che a Kostenay vince di nuovo Loeb davanti a “Peter”, ma Despres si infila in una buca di fango e ci lascia la pazienza e un quarto d’ora. Ad Astana Loeb stravince davanti a Despres, ma Mister Dakar in Asia è veramente sfortunato e butta tre ore cappottando cinquanta chilometri dopo la partenza. Ironia della sorte, è lo stesso incidente di un anno fa, sempre al Silk Way. Loeb fa dunque, ancora e di più, la parte del… Leone, e alle spalle dello “scudiero” Despres, che è pur sempre il Detentore del SWR, si affacciano i primi nomi “alternativi”. Il cinese Yong Zhou, terzo a Kostenay, il saudita Al Rajhi, il francese Lavieille e il cinese Han Wei, che salgono al terzo, quarto e quinto posto nella generale provvisoria allo stop della Capitale Kazaka. Peterhansel è scivolato in 12ma posizione, Despres, che è nuovamente caduto in una “trappola” perdendo quasi un’ora, salva la faccia e resta secondo, ma ormai lontano da King Loeb. Dopo la sfuriata iniziale di Renault e Tatra, primo e secondo sono ora un Tatra e un IVECO, Kolomy e De Rooy.

Verso Semey, inquietante roba ex nucleare, che poi non è mai “ex”, la 5° tappa. Non piove, ma quel che resta dopo è piste disastrate. Problema di sospensioni per la 3008 DKR, un po’ in “disordine” dopo il massacro del giorno precedente, e Peterhansel passa in modalità “tour” regalando ore a destra e sinistra. Loeb tira i remi un po’ più a bordo, e si accontenta di aprire la pista al ritmo suggeritogli dall’impeccabile Navigatore di una vita, Daniel Elena. L’Equipaggio della 3008 DKR “Maxi”, quinto, concede a Despres, che ha vinto la tappa davanti a Liu e Menzies, un quarto d’ora, e si concentra su quell’ora solitaria di vantaggio che è patrimonio e responsabilità da difendere. Kolomy manda il suo camion a… ruote all’aria e De Rooy rompe la cabina. Morale, Tatra e IVECO fuori dal podio e irrompono spaventosi i Kamaz di Sotnikov e Shibalov.

Urdzhar, ultima trappa in Kazakhstan il 13. Smette di piovere, aumentano progressivamente i chilometraggi, quasi 400 di Speciale, le temperature e le velocità. Ormai questi “mostriciattoli” del Deserto viaggiano a 200 all’ora. Cresce anche la bellezza degli scenari. Despres deve aprire la pista in mezzo all’erba alta della steppa, claustrofobica, Peterhansel ha la strada letteralmente spianata dal passaggio anche dei Kamaz. Naturalmente vince “Monsieur Dakar”, davanti a Loeb e Han Wei. Loeb, Despres e Menzies nella generale dopo sei tappe, oltre un’ora tra le due Peugeot di testa e un’altra mezza prima della Mini. A pochi secondi, tuttavia, il Buggy di Han Wei. Classifica molto più corta nella Gara dei Camion, vinta oggi da Nikolaev. Sotnikov, Shibalov e Kolomy sono in una dozzina di minuti, e in un’ora ci sono ben cinque “Elefanti”, tre dei quali azzurri.

Urdzhar, ultima trappa in Kazakhstan il 13. Smette di piovere, aumentano progressivamente i chilometraggi, quasi 400 di Speciale, le temperature e le velocità. Ormai questi “mostriciattoli” del Deserto viaggiano a 200 all’ora. Cresce anche la bellezza degli scenari

L’ingresso trionfale in Cina lo fa, invece, Bryce Menzies, che taglia il traguardo della corta Speciale che porta a Karamay davanti a Despres e Loeb. L’americano è stato ampiamente favorito dell’ordine di partenza, ma ancor di più dall’”attitudine” del duo di testa Peugeot, tutt’altro che bellicoso. D’altra parte le Peugeot 3008 DKR, indifferentemente la versione “Standard” o la “Maxi”, hanno fatto, sino a quel momento, l’en plein di sei su sei, e una speciale così corta è l’ideale per tirare il fiato senza correre alcun rischio. Questo non toglie nulla all’americano, che ha già dimostrato la sua bravura al comando della Mini All4 Racing John Cooper Works, che mantiene il terzo posto nella generale comandata e riesce pure a distanziare leggermente Han Wei il giorno in cui il cinese torna a casa. Sempre più aggressivi i Camion, pesi massimi contro welter ormai combattono ad armi pari, che sono sempre più a ridosso delle Auto.

Anche la tappa che porta a Urumqui, l’ottava e ultima della prima parte del Silk Way, è “indolore”. Nel senso che non trasporta colpi di scena dissimulati come clandestini nella carovana. Vince di nuovo Loeb, è la quarta volta, cui va il merito di tenere alto il ritmo. Anche oggi che è partito indietro, in quattro e quattr’otto è risalito sui battistrada, Despres e Menzies, e ha fatto l’andatura aprendo la pista fino alla sede della giornata di riposo. La classifica di giornata, almeno oer quanto riguarda le posizioni del podio, è uguale alla Generale a metà corsa. Loeb, Despres a un’ora e passa, Menzies ormai a quasi due. Han Wei e Christian Lavieille bussano al portone del podio. L’italiano Edoardo Amos, in corsa con il “TWD” è settimo assoluto, Pietro Cinotto e Fulvio Zini sono indietro con un Polaris Razor. Peterhansel naviga di conserva al nono posto e protegge le… spalle dei compagni di Squadra. Stasi anche nella Gara dei Campion, immobile sul dominio Kamaz di Sotnikov e Shibalov appena disturbato dall’inseguimento, al momento vano, del Tatra di Kolomy.

Domenica giornata di riposo, lunedì si riparte per le ultime sei tappe. Detta così sembra di essere a metà del giro del Mondo. Invece, credete a me, il bello del Silk Way è tutto lì, nella seconda parte dall’altra parte del… meteo. Xi’an è ancora ben lontana!

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