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Volvo XC90 T8: il Twin Engine spiegato da Massimo Clarke [Video]

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La Volvo XC90 T8 non è solamente un SUV di alto rango ma è anche e soprattutto un concentrato di tecnologia. Merito dei due propulsori – termico ed elettrico – in grado di fornire una trazione integrale, senza l’impiego di un albero di trasmissione

Bologna – Iniziamo subito di dati, per una volta: 407 CV e 640 Nm di coppia massima. Che motore vi verrebbe in mente, se ci limitassimo solo a darvi questi numeri? Magari un motore a benzina, un V8 sovralimentato vecchio stampo. E se vi dicessimo che questi valori sono stati raggiunti da Volvo sfruttando al massimo la sovralimentazione di un propulsore da 2.0 litri al quale è stato aggiunto un motore elettrico?

Si, perché la casa svedese ha deciso di dotare la sua oramai iconica XC90 – vero baluardo della ricerca e del progresso raggiunto dal marchio – oltre che del noto motore a benzina anche di un motore elettrico installato in prossimità dell’assale posteriore, il quale può fornire motricità al retrotreno, garantendo così all’auto la trazione integrale, anche senza l’utilizzo di un albero di trasmissione. Nasce così la XC90 T8, dove 8 si ricollega idealmente al numero dei cilindri delle vecchie motorizzazioni, mentre la T indica “Twin Engine”.

All’avantreno abbiamo, quindi, il già noto motore termico a quattro cilindri alimentato a benzina da 2.0 litri di cilindrata, al quale è stata aggiunta una doppia sovralimentazione: oltre alla turbina, infatti, è stato aggiunto un compressore volumetrico. Con questo sistema, il motore è in grado di sprigionare ben 320 CV di potenza.

La motricità elettrica, in aggiunta, sarà un altro fattore chiave per la mobilità dei prossimi anni, tanto forte è il bisogno di distaccarsi dai combustibili fossili in direzione delle energie rinnovabili dalle quali ricavare elettricità “pulita”

Volvo, tuttavia, non è unicamente sinonimo di linee eleganti e rassicuranti del design esterno e di maniacale cura per l’elegante e sobrio arredamento degli interni: con questa XC90 T8 i tecnici scandinavi vogliono tracciare un netto e deciso solco con il passato, indirizzandosi in maniera perentoria verso il futuro.

I motori della famiglia Drive-E, lanciati nel 2013, sono già stati di per sé una piccola rivoluzione. Non sono molti – praticamente, nessuno – i costruttori che adottano questa architettura per l’alto di gamma, ma a Goteborg sono ben consapevoli che in un futuro non troppo lontano sarà indispensabile minimizzare gli ingombri di queste unità per ridurre il consumo di carburante, mantenendo pur sempre potenze elevate ed appetibili per la clientela grazie alla sovralimentazione.

La motricità elettrica, in aggiunta, sarà un altro fattore chiave per la mobilità dei prossimi anni, tanto forte è il bisogno di distaccarsi dai combustibili fossili in direzione delle energie rinnovabili dalle quali ricavare elettricità “pulita”. E proprio il motore elettrico installato a bordo della XC90 T8 rappresenta una pietra miliare nella storia del marchio svedese. Il SUV è dotato di una batteria ricaricabile agli ioni di litio da 400 V che alimenta un motore elettrico ERADElectrical Real Axle Drive. A seconda della modalità di guida, dello stato di carica della batteria ad alta tensione, della velocità e della coppia richiesta, l’ERAD lavorerà in parallelo con il propulsore termico, fornendo quindi una vera trazione integrale.

Con la XC90 T8, Volvo vuole tracciare – riuscendovi – un segno netto con il passato

La batteria, tuttavia, non si ricarica unicamente tramite un apposito cavo collegato alla presa di corrente: in frenata o – meglio ancora, in discesa - l’energia cinetica prodotta dal rotolamento delle ruote andrà a ricaricale le batterie in maniera del tutto ecocompatibile.

Interessante vedere, poi, come nel vano motore vi sia un alloggiamento per il convertitore DCDC – Direct Current Direct Current. La XC90 T8, infatti, non utilizza né un alternatore né un motorino di avviamento sul sistema da 12 V, ma tutto passa attraverso il DCDC, che converte i 400 V in 12 V, utilizzando la corrente ottenuta per caricare la batteria da 12 V. Un generatore-motorino di avviamento da 400 V integrato con l’albero motore è installato tra il motore a combustione interna ed il cambio. Tale componente ha principalmente tre funzioni: fungere da motorino di avviamento per il 2.0 litri a benzina, generare corrente ad alta tensione in determinate situazioni ed integrare con potenza elettrica addizionale il motore termico in determinate circostanze.

Per funzionare al massimo delle proprie potenzialità, questo sistema necessita di una temperatura che non sia né troppo alta né troppo bassa. A tale scopo, i tecnici Volvo hanno dotato l’impianto di un sistema di raffreddamento che gestisce la temperatura della batteria ad alta tensione dell’auto, oltre a quella dei componenti coinvolti nella trazione ibrida.

Interessante, ancora, è la presenza, in corrispondenza del gruppo sospensivo, di molle pneumatiche a soffietto, estremamente leggere e resistenti, capaci di modulare l’altezza del veicolo a seconda della necessità – attivando la funzione Off-Road – o nel caso in cui la vettura sia carica in maniera considerevole. Dopotutto, si tratta sempre di un’auto destinata ai lunghi viaggi!

Con la XC90 T8, Volvo vuole tracciare – riuscendovi – un segno netto con il passato. Potenze considerevoli, unite a bassi consumi ed emissioni, sono i punti cardine di un progetto che è destinato, per certi versi, a fare storia a Goteborg. 

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