BMW, abbiamo provato “l’auto che guida da sola”. Ecco che effetto fa [Video]

Las Vegas - Leggere tranquillamente il giornale, magari sorseggiando una tazza di caffè bollente. Un’azione semplice e quotidiana. Ma che assume un significato totalmente diverso se invece che al tavolino di un bar la viviamo in autostrada, lanciati a 130 km/h in mezzo al traffico frenetico di un lunedì mattina. 

Fino a pochi anni fa un simile scenario poteva sembrare ancora fantascienza. Ma, come spesso è accaduto nel corso della storia, la tecnologia ha saputo stupirci molto prima del previsto. Lo abbiamo sperimentato in prima persona a Las Vegas, nel cuore del deserto del Nevada. E’ in questo scenario un po’ folle e improbabile, tra le luci assordanti di una città che non dorme mai, che abbiamo provato la nuova frontiera della guida autonoma secondo i tedeschi della BMW.

Guida autonoma di Livello 3, ci siamo (quasi)

Il tutto è avvenuto al volante di una BMW Serie 5 di ultimissima generazione (G30), equipaggiata con una tecnologia avanzatissima, ma ancora in fase di sviluppo e quindi non disponibile oggi sul mercato. Insomma abbiamo avuto questo “assaggio” di futuro su un prototipo, ma questo non ha reso la prova meno emozionante. Anzi, sfrecciare su una tipica highway americana, tra un truck e l’altro e senza muovere un dito, è stata un’esperienza unica, vicina al paranormale. La nostra Serie 5 prototipo infatti ci ha permesso per la prima volta di vivere da protagonisti la guida autonoma di “livello 3”. Questo significa che, in base alla scala usata convenzionalmente per indicare il livello di “autonomous driving” raggiunto, siamo saliti su un’auto capace di fare tutto praticamente da sola, senza bisogno dell’intervento umano. 

I tecnici BMW hanno tenuto a precisare che si trattava comunque di un livello 3 “demonstrator”, ovvero di un livello 3 ancora in fase prototipale e quindi non disponibile sui modelli di serie, venduti in concessionaria, men che meno sulla nuova Serie 5. Ma in ogni caso non bisognerà aspettare poi molto per vivere la nostra stessa esperienza per davvero. La Casa di Monaco infatti ha annunciato che questa stessa tecnologia, ancora più completa e perfezionata, sarà disponibile a partire dal 2021

Tanto tempo libero in più

L’aspetto più interessante di una guida autonoma di terzo livello è che avremo molto più tempo per dedicarci ad altro mentre guidiamo. Soprattutto in situazioni particolarmente monotone, come per esempio durante i lunghi trasferimenti autostradali. Nel corso del nostro breve test infatti, mentre l’auto pensava a guidare in totale autonomia, portandoci a destinazione, ci siamo divertiti ad usare alcuni dei nuovi sistemi integrati nel ConnectedDrive per scoprire e farci raccontare dall'auto le bellezze naturali del posto, ma anche per fare shopping su Amazon e addirittura per finire di gustarci un film su Amazon Prime Video. Senza dimenticare poi i nuovi comandi vocali forniti da Microsoft attraverso Cortana, che ci hanno permesso di prenotare un ristorante a Las Vegas in pochi secondi. 

Insomma quello che sembrava così lontano è più vicino di quanto credessimo. Basterà solo avere un po’ di pazienza perché tutte queste nuove opportunità entrino a far parte della nostra quotidianità, andando a migliorare inevitabilmente la sicurezza collettiva sulle nostre strade. Intanto avremo tutto il tempo per affrontare e risolvere il vero, grande quesito che ruota attorno alla guida autonoma e che a questo punto non è più di tipo tecnologico ma normativo. Ovvero chi sarà il vero responsabile in termini giuridici di un veicolo che guida totalmente da solo, soprattutto in caso di incidente? Il proprietario o il costruttore? E come si dovranno adeguare le compagnie assicurative? La sfida è aperta, ma siamo sicuri che tutte queste domande troveranno presto una risposta. Il volano dell'autonomous driving è partito a tutta velocità e ormai non lo si può più fermare. 

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