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Comparativa segmento A

Quale comprare, Confronto: Fiat Panda 1.2 Vs Suzuki Celerio 1.0 Easy

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Due vetture cinque porte di segmento A che vantano ampia utenza. Auto simili stando ai numeri, ma pur con livello tecnologico comparabile, Panda 1.2 Fire e Celerio 1.0 esprimono personalità differenti che non sempre sposano medesimi gusti e necessità: ecco il confronto dettagliato.

Quale comprare, Confronto: Fiat Panda 1.2 Vs Suzuki Celerio 1.0 Easy

A confronto due vetture cinque porte del segmento A, che vantano ampia utenza e diffusione, grazie a soluzioni funzionali ed economiche contenute in volumi ridotti, dallo stile semplice ma moderno quanto basti per farsi gradire e popolare tanto metropoli quanto piccoli borghi. Due auto simili stando ai numeri, necessariamente “vicini” sulla carta, ma pur con livello tecnologico comparabile, Panda e Celerio esprimono personalità differenti e qualche spigolo caratteriale che le va a caratterizzare una volta conosciute intimamente, rendendole apprezzabili compagne di vita o meno secondo gusti e necessità non uguali.

La terza generazione dell’italiana è regina sul nostro mercato nazionale, sempre apprezzatissima un po’ da tutti (giovani, donne e lavoratori inclusi) ma la giapponese nel suo piccolo ha fatto un debutto di quelli col botto nel 2015 (subito terza vettura Suzuki più venduta) e spopola anch’essa, in Paesi lontani sì, ma non a caso. Considerando l’evoluzione delle esigenze di mercato e un gusto che preferisca maggior rilassatezza al volante, analizziamo varianti con motorizzazione benzina, quindi meno rumorosità, vibrazioni e magari al contempo più libertà per l’arto inferiore sinistro, se si scelga la trasmissione automatica. A livello allestimento ci riferiamo a quelli intermedi, senza considerare il top di gamma ma quanto includa una dotazione dignitosa, escludendo le varianti di accesso orientate spesso a compromessi in ottica commerciale. I riferimenti di prezzo minimi sono noti, pur se con livelli variabili nel tempo: le due piccole aprono attualmente (2/2016) le rispettive gamme con Fiat Panda 1.2 POP, a € 10.950,00 (promozioni escluse, non da poco per Fiat) e Suzuki Celerio 1.0 L, a euro € 8.990,00; prezzi chiavi in mano. Salendo di un gradino per entrambe, consideriamo in dettaglio Fiat Panda 1.2 Fire Easy e Suzuki Celerio 1.0 Easy, guarda caso identificate dal medesimo termine anglosassone.

Panda Vs. Celerio

TARGET COMUNE DA ANGOLATURA DIVERSA. Le basi delle due compatte urbane non sono molto distanti, in quanto a contenuto veicolistico, relazionate anche al peso per i rispettivi costruttori, non poco dati i volumi produttivi. Se l’obiettivo è quello di soddisfare l'utenza automobilistica prioritariamente urbana, poco oltre i 3,5 metri d’ingombro, il “taglio” è però diverso, sempre rimanendo a distanza dalla fascia premium. Trazione e motore anteriori, cinque rapporti, freni a disco solo anteriormente ma coordinati da un sistema ESP, elementi strutturali di similar composizione: questi come la maggior parte degli altri riferimenti meccanici di base si equivalgono, sommariamente. Pensiamo a chi abbia necessità di una vettura dedicata, pur piccola ed economica che debba essere, minimamente condivisa (es. a un familiare, saltuariamente) di uso quotidiano principalmente dedito a lavoro e commissioni, ma non necessariamente solo quello. Panda è più esterofila e aderente ai gusti medi dell’Europa contemporanea, volutamente simpatica e anche curata, dove possibile, mentre Celerio dietro un’immagine più spartana, nasconde sistemi efficienti e solidi per l’uso cui mira, senza offrire alcuna dote fuori dal segmento generalista, ma anche senza lacune. L’estetica e la personalità premiano Fiat, indubbiamente, anche nei dettagli, ma chi badi al sodo e alla praticità quotidiana, può scoprire grazie a Suzuki un’ottima alternativa che non è solo un po’ più economica, ma anche abbastanza intelligente e affidabile.

Stile & Immagine

PANDA ****. Gli italiani hanno buon gusto riconosciuto universalmente e un simbolo automobilistico tricolore che dura oltre trentacinque anni come Panda, non è esente dal rientrare tra le cose gradevoli da osservare, pur nella sua semplicità. Riduttiva oggi la popolar battuta nata a fine carriera della prima serie, “Ma sì, tanto è una Panda…” poiché l’attuale modello (319), che condivide pianale e molte parti con la più quotata Fiat 500, esibisce profilo vagamente squadrato (squircle) ma abbastanza personale e dinamico, oltretutto personalizzabile grazie alla gamma, agli accessori e i pacchetti offerti, cosa che la caratterizza in meglio rispetto alla rivale giapponese. Anche gli interni della Panda si lasciano osservare con piacere e simpatia, identificandola marcatamente rispetto alla rivale con possibilità di toni bicolore e spazio alla fantasia, se si voglia spendere qualcosa in più.

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CELERIO ***. Pensa anche all’Europa ma non vi nasce e nemmeno punta ad accattivarsene un pubblico modaiolo o grintosamente giovanile, la Celerio. L’immagine percepita è l’aspetto meno lodevole della giapponese, pur razionale e non brutto, anzi, orientato a canoni classici per sentire poco il passare delle mode. Sei le colorazioni possibili per la carrozzeria, come per Panda, ma poche le varianti o gli accessori capaci di cambiarne la percezione generale, che anche internamente non è di quelle più coinvolgenti, comunque razionale. Il piacere di averla è nella pratica di utilizzo più che nelle considerazioni di chi la osservi.

Ergonomia & Vivibilità

PANDA ***. I volumi esterni minimamente maggiori in larghezza e altezza non le concedono vantaggio, anzi, sono quei dieci centimetri in meno di lunghezza, utili per certi parcheggi “impiccati”, che si fanno un po’ sentire rispetto alla rivale. Panda è il riferimento del segmento e non delude certo, specie anteriormente, mentre chi sieda dietro qualche conto con i centimetri lo deve fare, anche l’omologazione base è per quattro persone. A livello bagagliaio l’italiana si qualifica bene, senza infamia e senza lodi, ma è comunque inferiore di 29 litri rispetto alla Celerio, recuperando per necessità di grandi carichi solo con l’abbattimento dei sedili. La ridondanza di forma squircle ovunque si osservi (strumentazione, comandi e profili vari) associata a un maggior avvolgimento della plancia, non fa mancare un esteso ripiano allungato orizzontalmente fronte passeggero, che pur senza ancoraggi o profili di contenimento, su Celerio non è presente. Apprezzabile secondo i gusti la posizione leva cambio, alta più che sulla giapponese e prossima ai comandi della console centrale.

CELERIO ****. Tra i suoi plus l’ariosità relativa in abitacolo e il bagagliaio, da 254 litri (726 con sedili reclinati) con accesso lievemente più basso, ma non solo. Celerio sfrutta bene lo spazio interno, dato anche dai 375 cm d’ingombro longitudinale, regalando abitabilità alle grandi stazze e una possibile comodità posteriore per adulti, con omologazione fino a cinque posti. Non ci sono tutte le regolazioni della Panda, vero, anche il volante ha solo tre tasti a lato inferiore sinistro contro i più pratici doppi comandi interni a pollice dell'italiana e nemmeno gli altri punti di contatto rendono caratteristico l’ambiente percepito, qui abbastanza freddo e meno coinvolgente. Lo spazio di movimento maggiore è però innegabile e nella quotidianità di lavoro o commissioni risulta utile, come anche il raggio di apertura delle portiere (le posteriori fino ad angolazione di 83°).

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Come vanno

Giudicando in ottica estesa, le due utilitarie si guidano similmente: distanti da sportività e livelli premium di certa concorrenza che offre dinamica eccellente anche in misura contenuta, pagandola però spesso salata. Le prestazioni risultano oggettivamente ordinarie e vicine per Panda e Celerio, con frenata, rollio e capacità di chiudere traiettorie ad alta velocità che sono su livelli superiori alla sufficienza, ma non buonissimi in assoluto, pur restando auto entrambe sicure; similarmente accade per l'aspetto rumorosità, talvolta presente per chi abbia gusti fini, discorso diverso invece per praticità e comodità di guida.

PANDA *****. Nel dettaglio dell’uso urbano, con Panda si ha qualche vantaggio in percorsi tortuosi e parcheggi più ristretti, grazie a misure e massa inferiori per l’italiana. Volante leggero, con EPS impostato su City e visibilità ottima su fronte e lati, meno negli angoli posteriori, non ci si fa mancar nulla da guidatori di qualunque capacità. In caso di tratte lunghe, la velocità anche oltre il codice italiano non manca, nemmeno la comodità salvo essere molto corpulenti e dover fare il pieno di passeggeri (già tre potrebbero saturare).

CELERIO ****. Al contrario dell’italiana Celerio ricompensa chi abbia qualche carico da tenere in abitacolo, o necessiti di più libertà movimento. Lo scatto da fermo della giapponese è persino migliore, di poco, come anche la visibilità, ma quello che fa differenza non è il feeling al volante, leggermente meno diretto pur onestissimo nelle reazioni ma l’ariosità interna che dona maggior rilassatezza. Utile quindi uscendo dalle città, in caso di maggiori percorrenze, con più compagni di viaggio e relativi oggetti al seguito. Delude chi abbia ambizioni sportiveggianti, ma è pratica e onesta, oltretutto con ampio raggio di sterzata a supporto di chi cerchi guida poco impegnativa.

Prestazioni & Rendimento

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PANDA ***. Il quattro cilindri otto valvole Euro6, erede del primo Fire degli anni Ottanta oggi con variatore di fase, è sulla carta parimenti dotato di cavalli (69 Vs. 68) del rivale tricilindrico a cubatura ridotta, ma la maggior coppia regala risposta migliore ai bassi e medi regimi per Panda, che risulta lievemente più reattiva e gratificante, come percezione “sotto il piede” e anche nella sostanza, forte di un passo ruota inferiore. Dalla sua non solo la piena rotondità motoristica ma anche la maggior velocità di punta (quasi 10 Km/h) oltre la comprovata solidità a prova di maltrattamento, con diffusione estesa di parti meccaniche e sistemi Fiat oggi affinati, pur ispirati a una concezione semplice. I consumi, onesti, non sono tanto contenuti quanto per la Celerio, che dichiara circa 1 l/100km in meno sui vari cicli di utilizzo.

CELERIO ***. Con il tre cilindri la giapponese vanta consumi lievemente ridotti, a (quasi) parità di CV erogati, il che non fa male alla lunga, anzi, per qualcuno può essere la differenza da considerare. Ciò che sorprende conoscendo Celerio è anche la dinamica di guida, molto buona in ambito urbano. Le quattro valvole per cilindro e un’elettronica precisa sposata a elementi meccanici in movimento leggeri, non fanno rimpiangere troppo i 200cc carenti rispetto a Panda e il volume superiore, specie nel traffico dove non conta certo il feeling kartistico, non si percepisce. Al volante l’erogazione lineare e morbida è a prova di novizio. Solo in allungo la giapponese ha la peggio, con una guida meno diretta in certi frangenti, comunque sempre agevole in termini di risposta. Pensando di spendere qualcosa in più, senza superare significativamente il listino della rivale italiana, è possibile optare per la variante motoristica Dualjet che riduce ulteriormente i consumi, specie in ambito urbano: da 5,1 l/100km a 4,1 dichiarati, a questo punto facendosi apprezzare più seriamente.

Dotazioni & Finiture

PANDA ***. In questo allestimento Panda non ha ancora tutto quello che Fiat dispone per il modello, pur meglio percepita come qualità di materiali e assemblaggio, oltre che oggettiva personalità delle forme, non ha troppi sistemi a suo vantaggio inclusi, salvo l’impianto radio con sei altoparlanti. Il feeling tattile e visivo di comandi, sedili e portiere lascia avvantaggiata l'italiana, anche per la strumentazione, ma sui contenuti sono da aggiungere a parte elementi che la rivale, con un listino inferiore, include già, in particolare il climatizzatore, ma anche il Blue&Me. Il punto della trasmissione automatica, su cui vale la pena spender parola, diventa poi vincolante per la motorizzazione: il Dualogic è offerto solo con motore TwinAir 0.9 sovralimentato, che pone su un livello superiore, con il raffinato bicilindrico più moderno e prestante, ma anche maggiormente oneroso in acquisto, sposando l’accezione della AT come dote “superiore”, contrariamente alla visione giapponese.

CELERIO ****. Il nome che identifica l’allestimento è lo stesso della rivale italiana, il colpo d’occhio per i materiali al tatto e la originalità delle forme meno coinvolgente, ma in realtà Celerio include maggiori sistemi e le finiture non sono di livello troppo inferiore, solo molto meno personali. Si osservano superfici lineari, con comandi e strumentazione molto semplici, ma ha già il clima (manuale), il bluetooth e i fendinebbia. Un must per chi abbia limitazioni di movimento alla gamba sinistra, o semplicemente voglia arricchire la Celerio di comfort pratico, è la trasmissione automatica AGS, da noi recentemente testata con ottimi riscontri per l’uso urbano e proposta a una contenuta differenza prezzo (700 euro).

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Economia di Acquisto, Manutenzione e Rivendita

PANDA ****. La variante benzina di allestimento medio ha un prezzo coerente, al netto delle varie (e costanti) promozioni Panda 1.2 Fire si fa pagare il giusto per quanto offre, con listino a € 11.700,00 (2/2016), non tanto vantaggioso però quanto Suzuki Celerio 1.0. La manutenzione di un veicolo Fiat, in Italia, è quanto di più popolarmente conosciuto e ritenuto riferimento vi sia, specie se parliamo della diffusissima motorizzazione benzina 8v. Non ci sono sorprese, data l’ampia condivisione dei sistemi in uso e la ben collaudata solidità delle parti meccaniche. Gli interventi programmati dalla Casa sono nella media (quelli più rilevanti a trentamila e sessantamila chilometri), con la possibile furberia di uso nazionale, nel poter giocare qualche tempo supplementare prima del “cambio” contando sulla robustezza generale. Fiat propone comunque la possibile estensione Stradafacendo, che copre otto anni a percorrenza illimitata e offre pacchetti prepagati da due a cinque tagliandi. Tagliandi ma anche riparazioni straordinarie che sono eseguibili ovunque, mentre solo alcuni sistemi elettronici potrebbero, alla lunga, giocare qualche scherzetto. In caso, le procedure di codifica riservate alla rete Fiat, sono facilmente disponibili data la capillarità della stessa. Tanto la carrozzeria quanto gli interni non presentano pecche, nemmeno in caso di forti stress. Sul fronte dell’usato Panda rimane poi sempre definibile come un classico assegno in tasca, di facile commerciabilità e monetizzazione, in qualunque condizione si ritrovi, a un deprezzamento poco inferiore della media.

CELERIO *****. La giapponese strizza maggiormente l’occhio al risparmio sull’acquisto da nuova, con un listino lievemente più basso a € 10.490,00 (2/2016) ma contenuti più che sufficienti e mette le mani avanti con una garanzia triennale che include alcuni controlli gratuiti (disponibili poi pacchetti da tre o cinque tagliandi prepagati, a prezzi netti). Venendo alla tecnica dei sistemi usati, si conferma che nonostante la lontananza delle origini e degli assemblaggi, anche nel lungo termine la riparazione della Celerio non prefigura difficoltà, sia presso la rete della Casa, sia presso l’autoriparazione generica (sono teoricamente programmati maggiori cambi olio alla lunga, viste le quattro valvole per cilindro contro le due di Panda, ma al contempo meno sostituzioni candele accensione). Si deve ricorrere alla rete in rari casi di necessità ricodifica parti elettroniche. Al proposto, proprio il sistema di comando dell’unità robotizzata AGS (cambio elettro-idraulico) è di produzione Magneti Marelli, ispirato a quanto sviluppato in principio per Alfa e Fiat. Sul fronte usato in prospettiva, nonostante la bontà di base e oneri di manutenzione molto simili, la giapponese perderà verosimilmente terreno rispetto alla rivale italiana in termini di valore residuo, annullando dopo qualche anno il punto in più che gli assegniamo da nuova (salvo riacquisirlo su tempi talmente lunghi da livellare la quotazione di entrambe a cifre minime), ma tale circostanza si verifica solo al momento della vendita.

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ASSICURAZIONE. Il capitolo assicurazione auto, spesso rilevante quando l'intestatario sia un neopatentato o comunque giovane, vede oneri delle polizze molto vicini: sondando il mercato delle assicurazioni online a basso costo, la sola RC ha prezzo sostanzialmente analogo per Fiat Panda 1.2 Fire e Suzuki Celerio 1.0 Easy. Includendo qualche utile copertura di base come incendio, furto, atti vandalici, cristalli e assistenza, il costo maggiore dell’italiana, che si aggira tra i cinquanta e i cento euro in funzione della compagnia, è per buona parte dato dal maggior valore assegnato riferendosi al listino del costruttore.

In Sintesi

Pro&Contro generali? Alla fine quel che emerge dalla sommatoria dei fattori è una differenza di misura più contenuta di quanto si possa immaginare, tra le due utilitarie dall’impatto fisico e listino prezzi diverso: un solo punto nella nostra valutazione (per una analisi di confronto numerico completo potete usare il nostro comparatore, con le due schede modello affiancate). La Fiat Panda 1.2 Fire si fa piacere da chi abbia gusti più personali e tendenti alla gradevolezza di estetica e materiali, per gratificarsi minimamente alla guida ma anche in coda, grazie a qualche dotazione più moderna e ausilio a portata di mano, che però si paga maggiormente. Auto certamente indicata a un target potenziale più giovane. Suzuki Celerio 1.0 premia invece la razionale economia con piena efficienza e inaspettatamente anche dinamica, che non è troppo inferiore alla rivale pur con un cilindro in meno. Sposa meglio un target maturo, o familiare che usi spesso l'auto con maggiore carico e percorrenze più elevate. Non quindi nell’insieme ma nel dettaglio le differenze, con i plus della giapponese per chi guardi a spazio e pratica razionalità quotidiana, senza badare a stile o qualità percepita ma al rendimento, specie in ambito urbano. La parte meccanica come quella elettronica dei sistemi sotto il vestito riesce a equivalersi, regalando a Panda qualcosa in più come percezione anche alla guida, ma la vera differenza nella scelta dell’italiana la fa il gusto di immagine, preferita a scapito di qualche costo superiore, ammortizzabile poi in funzione del tempo di rivendita.

Il confronto numerico di Panda e Celerio Easy grazie al comparatore modelli di automoto.it

A proposito di gusti, qualora siano diversi per varianti motoristiche, di trasmissione, o allestimento rispetto ai modelli presi in considerazione, Casa Fiat riesce a offrire molta più varietà di Suzuki, con diesel e metano oltre al GPL (disponibile anche per Celerio) la trazione integrale e un’estesa differenziazione di materiali, colori o finiture con molte varianti possibili di Panda, contro le sole quattro di Celerio. Suzuki rimane limitata, però forte sulla convenienza economica, consumi carburante inclusi, salvo il potenziale ridimensionamento di vantaggio in caso di rivendita nel medio termine.

Pregi e difetti - Fiat Panda 1.2 Fire Easy Vs. Suzuki Celerio 1.0 Easy

  • PANDA: Stile, Personalizzazione, Rivendibilità usato, Guida ai limiti (ambiti tortuosi o allungo).
  • CELERIO: Spaziosità interna e Capacità di carico, Economia in acquisto, Consumi.
  • PANDA: Prezzo di listino superiore, Dotazioni inferiori, Consumi.
  • CELERIO: Originalità e personalizzazione limitate (sia fuori sia dentro), Quotazioni usato.

 

  • alex549867, Castel Maggiore (BO)

    Dopo 7500km di utilizzo tenendo tutti gli scontrini di rifornimento e facendo sempre da pieno a pieno (riempendo fino all'orlo del bocchettone) il consumo è stato di 18,15 km/litro fatti in città/statale un migliaio in autostrada.
    Modello AGS STYLE.
    L'assistenza è cara, 175e. il primo tagliando, e non rispetta quanto indicato dal costruttore in materia di tempi di esecuzione.
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