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Test drive

Con Tesla Model X da Lione a Torino. Missione compiuta!

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Abbiamo preso una Model X, l'abbiamo caricata, e siamo partita da Lione. Destinazione Torino. E ci siamo arrivati!

C'è sempre qualcosa di romantico nel mettersi alla guida di una vettura elettrica. Ti mette di buon umore, ti sembra di fare qualcosa per te e per gli altri. Se poi hai la fortuna o il portafoglio adatto e ti metti al volante di una Tesla, capisci che il valore aggiunto sulle quattro ruote esiste, ed è sinonimo dell'azienda americana. Mentre gli altri ragionano in decine di chilometri, quelle dell'autonomia dei propri modelli elettrici, Tesla ha da subito tenuto l'asticella ragionando in centinaia.

Certo, il conto da pagare non è popolare, ma da sempre chi ha segnato le rivoluzioni ha fissato il prezzo. Quello di Tesla è motivato? In quest'ottica il romanticismo da elettrica scema e al suo posto subentra la razionalità. Cosa fare? In realtà se compri una Tesla fai un investimento, più che comprare una macchina. Intendiamoci: non sono + e - legati al bollo, alla tassa di proprietà, a quanto mi costa la carica al SuperCharger anziché fare il pieno al benzinaio. E' un investimento di prospettiva.

Vale la pena anticipare un possibile scenario futuro mettendosi in garage una vettura tecnologicamente avanzata, connessa e pronta per il futuro? L'autopilota, una delle features più interessanti di Tesla, suggerirebbe di sì, con tutti i se e con tutti i ma delle versioni beta. Eppure in fondo al cuore rimaniamo per lo più romantici, e quindi non è difficile guardare con un certo trasporto le Tesla. Abbiamo avuto il ruolo di driver sulla tratta da Lione a Torino, che in Italia è diventata da anni sinonimo di TAV.

Non abbiamo emesso CO2 nell'ambiente, avremmo potuto percorrere l'intera distanza con un'unica carica, anche se poi ci siamo fermati a un SuperCharger giusto per capirne la filosofia. Ce l'abbiamo fatta, senza la minima difficoltà, e soprattutto senza le tipiche preoccupazioni che riguardano l'autonomia (degli altri). Secondo Tesla, se percorressimo non più di 150 chilometri in una giornata di guida, di notte riusciremmo con il nostro banale contatore da 3kWh a rifornire di energia la nostra Tesla per quel quantitativo.

Già, ma se guidiamo di più? In quel caso subentrano i punti di ricarica SuperCharger o meno. Vedere la cartina francese è uno shock: una capillarità che fino a due anni non c'era, e che oggi invece ti fa trovare soluzioni in ogni città... anzi: in ogni zona delle città. In Italia siamo indietro, ma la rete di SuperCharger è già impressa sul territorio. Fino a quando non riusciremo a costruire l'infrastruttura giusta intorno, non avremo modo di cambiare il nostro approccio alle elettriche.

Il fascino c'è e non manca, così come il fascino c'è e non manca nelle vetture sportive con motore termico che proviamo da tempo per Automoto.it. Cosa può fare spostare la bilancia a favore delle elettriche? Un prezzo più abbordabile, sicuramente, e una capillarità maggiore di colonnine.

Siamo in una fase di passaggio, e forse è troppo presto per abbracciare il futuro. Ma prima o poi, sarà il futuro ad abbracciare noi. E sarà un futuro silenzioso, senza scalate ma con forti accelerazioni, con tanta coppia ed elettronica. Il piacere di guida? Cambierà senza scomparire. Avrà semplicemente un altro nome. Sta a noi capire come reagiremo alla cosa. Intanto sta a voi mettervi in gioco e provare la Tesla Greatest Drive. Cercate sul sito!

  1 di 25  
  • lorenzo.soriani, Quistello (MN)

    siamo alle solite ... se non(giustamente)potete permettervi un auto cosi' non la denigrate..le centrali elettriche non sono a carbone e in ogni caso funzionano lo stesso..importiamo dalla francia nucleare e se aveste il fotovoltaico tutti a casa???magari in garage avete una bella auto a gasolio..magari tedesca...
  • Antonio144

    >>>Non abbiamo emesso CO2 nell'ambiente
    A no?

    Allora neanch'io, quando a casa utilizzo la corrente eletrrica, emetto CO2 nell'ambiente, neanche se il mio fornitore di energia elettrica utilizza carbone per produrla...

    L'energia non si crea dal "nulla" ma da un processo di trasformazione. Alcuni processi NON producono CO2 o ne producono poco (es, idroelettrico o nucleare) mentre altri ne producono in quantità (es. carbone o idrocarburi).

    Se le batterie della vettura elettrica sono state caricate, allora abbiamo emesso CO2 in funzione della tipologia di trasformazione utiulizzata alla fonte.

    Mi sembra che stiamo confondendo i temi "dell'ecologico" (che deve tenere in considerazione l'intero ciclo di vita, che include non solo la generazione di energia ma anche la produzione e smaltimento del veicolo - e delle batterie) con quelli del "marketing".

    Ovviamente le vetture completamente elettriche hanno una serie di vantaggi che però, a mio parere, si evidenziano quasi esclusivamente nell'uso cittadino: abbattimento significativo dell'inquinamento acustico (praticamente zero)) e abbattimento dell'inquinamento locale. Inoltre il recupero di energia dell'elettrico concorre alla riduzione dei consumi (e quindi dell'inquinamento). Ma appena si ese dall'abitato, quasi tutti questi vantaggi vengono fortemente ridotti (o diventano irrilevanti).

    Se ognuno di noi, invece di comprare un Tesla da 100K Euro, comprasse una vettura (magari GPL o ibrida) da 50K e devolvesse i rimanenti 50K ad investimenti strutturali sulla rete di produzione energia (elettrica), credo che avremmo risultati enormemente superiore da un punto di vista di riduzione di CO2...
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