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generazioni automobilistiche

Confronto Heritage, Peugeot: 205 GTi Vs 208 GTi

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Parallelo a distanza di oltre trent'anni per due compatte sportive francesi, una erede dell’altra

Voto della redazione
7,5
Confronto Heritage, Peugeot: 205 GTi Vs 208 GTi

A confronto due vetture che hanno rispettivi posti in gamma al medesimo costruttore, distanziate però di lunghi decenni. Compatte non ordinarie, di quelle ambite da giovani e non delle rispettive epoche, una evoluzione dell’altra. Un parallelo senza premio, con mercati mutati nel frattempo, ma che abbiamo avuto modo di fare affiancandole e provandole in sequenza. La 205 GTi rimane un piccolo mito, inossidabile sin dalla nascita negli anni Ottanta. La nuova 208 GTi al debutto nel marzo 2013, trent’anni dopo la progenitrice, non nasce per conquistarsi un ruolo che era già di Peugeot, ha però il duro compito di tener testa a esigenze e rivali in crescita, senza perdere quel fil rouge che il leone traccia per le piccole e ruggenti di serie GTi. Un’eredità invidiabile ma non troppo leggera, che in casa Peugeot è gestita con piacere dal 1983. L’attenzione al passato del marchio si concretizza anche con un evento annuale, dove non mancano gli eredi della famiglia fondatrice e club storici, che mettono a disposizione tutte le GTi esistite.

Stile & Immagine

*** È l’aspetto che forse più accomuna le due auto, perseguito nella nuova secondo l’impronta lasciata dalla prima con la giusta dose di ammodernamento. Nacque a marzo 1984 la 205 GTi, sigla invero usata anche l’anno precedente sulla 604. Tra le scelte del tempo, quando fu concepita negli anni Settanta, quella di rompere stilisticamente rispetto alla più “scatolosa” 104, vera antenata delle piccole e cattive Peugeot. Se la si osservi e si pensi a una sua auto erede in produzione, è innegabile l’evidenza: è 208 GTi, modello che non ha spostato i cardini dello stile primario. Certo, oggi ci si trova una tre porte molto più imponente già a colpo d’occhio: cresciuta di 27 cm in lunghezza, davvero tanti, 16 in larghezza, non pochi come gli undici in altezza. Cerchi 17’’ o 18’’ contro i 15’’ di allora, bombata, completamente in tinta, ma che conserva quel logo, circa dove era al debutto sul montante posteriore. Una 208 GTi per certi versi anche più personale di 205 GTi, rispetto a rivali che oggi seguono altre impronte. Non potrebbe essere poi tanto diversa volendo seguire il DNA originario puro e aderire al contempo alle tendenze d’immagine evoluta del marchio.

Ergonomia & Vivibilità

*-- Non quanto l’estetica, ma anche per le scelte degli interni una porzione di eredità 205 GTi arriva in qualche modo nella nuova Peugeot 208 GTi. All’atto pratico è un bene, perché non c’è paragone per comodità, intesa sia come accoglienza delle stazze maggiori sia come rilassatezza al voltante, o da passeggeri. Anche i vani e la capacità di carico sono incrementati (da 216 a 285 litri, estendibili, nel bagagliaio). A livello ergonomico l’impronta sportiva rimane, anche se molto meno rude e non troppo ispirata al passato. Sulla 205 GTi ci si sentiva più bassi e “liberi” con meno avvolgimento e senza tutti gli utili vani, per non parlare dei sedili, contenitivi più di quelli normali ma certo poco confortevoli. Migliorate la possibilità di movimento, davanti come dietro e la rapidità dei comandi, pur se maggiori le funzioni; non parimenti invece la visibilità. Insomma erede sì, ma senza somigliar troppo: sempre tre le porte ma infinitamente più confortevole essere su 208 GTi. Per qualche minuto purista la sensazione d’origine non doveva magari essere del tutto perduta, o meglio “condita” di altro. Di contro con l’attuale GTi si trova comodità di segmento superiore a quello di 205 e anche di una sua erede teorizzabile al tempo. Scendendo dalla vecchia per la nuova, il feeling generale come sensazioni fisiche, è più vicino alle concorrenti rispetto quanto invece era per 205 GTi, dove si entrava in qualcosa di proprio, anche se magari non unico, rispetto a tante compatte anni Ottanta. Merito non solo delle forme, perse con l’evoluzione che le ha poi rese morbide oltre che parecchio avvolgenti, ma anche della tecnica che era meno filtrata e si faceva percepire in abitacolo parecchio, rispetto a una blanda generalista.

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Guida

**- Si scende da entrambe con il sorriso, commentandone positivamente la prestazione, ma con la vecchia ci si stanca prima fisicamente, non certo di divertirsi. Priorità analoghe ma unite ad altre aggiunte, secondo regole e target evoluti, non danno a 208 GTi il medesimo feeling che caratterizzava la 205 GTi. La cosa è evidente ma al contempo graditissima per la sicurezza. Già, guidando con un teorico paraocchi dopo esser scesi dalla vecchia, difficile poter dire che tanto di realmente simile sia presente in un’auto di oggi: troppe operazioni manuali, secche le risposte delle sospensioni, brusche le reazioni dell’avantreno, assente il supporto di un impianto frenante che lavora con un’elettronica che miri a stabilizzare la vettura, perdonando errori possibili dietro ogni lungo pieno di gas, sulla 205 GTi. Eredita le intenzioni ma non tutti i mezzi e le reazioni, 208 GTi. Specie guidando versioni elaborate del mitico 1.9, come la rarissima Gutmann che abbiamo provato, si è molto in tensione rispetto a una confortevole e precisa 208 GTi, anche per le reazioni più impegnative di volante o cambio. Prima di rammaricarsi però, gli over40 possono ricordare meglio che non ci sono per tutti unicamente gradevoli aneddoti, quando il passato donava reazioni troppo difficili da gestire, specie alle prime esperienze di guida. 205 GTi era quello: nata da usare in strada ma spesso modificata per andare più veloce del consentito, relativamente poco sicura e confortevole a piena potenza, anche se coinvolgente e simpatica. Noi stessi, usando i circa 160 CV della Gutmann 16v preparata in Germania (300 i modelli prodotti al tempo, circa una decina quelli presenti in Italia, ndr) abbiamo più volte dovuto correre ai ripari trovando il limite a velocità nemmeno così esagerate, invidiando, se fossimo stati a una gara in circuito, la sicurezza di marcia dell’erede che spinge più forte senza fartelo pesare. Sulla 208 GTi si scopre un gran feeling di volante e reazione di pedale, senza discontinuità o tradimenti, a portata di tutti. La 205 GTi non ha quel volante con assistenza graduale, fa sentire ogni avvallamento sotto le ruote, sound quasi oltre il consentito e minor insonorizzazione generale per i viaggi: è tutta un’altra guida, figlia degli anni Ottanta, specie con le versioni preparate. Chi la abbia amata la vuole riprovare, chi no la desidera conoscere, ma a questo purismo di qualche momento, preferiamo la sicurezza superiore quotidiana di una 208 GTi che ha pur sempre oltre 70 CV in più, anche se non ugualmente leggera e cattiva. Con la nuova si può anche viaggiare in compagnia rilassandosi, parecchio rispetto a 205 GTi; oltre allestirla uso pista, poiché non è comunque auto da tutti, 208 GTi, secondo i nuovi canoni. La leggera antenata, nelle varie edizioni raggiunge velocità massima di poco oltre 200 Km/h e accelera 0-100 Km/h in circa otto secondi. Tanta ma non troppa la “paga” relazionata al tempo che prende dalla 208 GTi, più veloce di almeno 1,3 secondi sullo 0-100 pur pesando 280 kg circa in più. Merito della tecnica molto evoluta per il quattro cilindri benzina 1.6 16V THP sovralimentato, che però non costringe a maggiori soste dal benzinaio nonostante similare capienza serbatoio, da 50 litri (autonomia stimabile superiore per almeno 250 km, ciclo misto). Pur meno rude è una vera GTi, sportiva, impressionante per quello che riesce a fare spingendosi davvero al suo più elevato limite, ma più facilmente gestibile.

Dotazioni & Finiture

*-- Nel dettaglio la nuova 208 sposa ancora parte della filosofia Peugeot GTi anni Ottanta: sportività in formato compatto, distanziandosi dalle pure generaliste di segmento per avvicinare le corsaiole. La 205 GTi di prima serie non era molto dotata di accessori o ricca nelle finiture, solo verso fine carriera si è concessa qualcosa in più di altre come aria condizionata o interni in pelle. Certo, a esclusione di alcune finiture personalizzate, specie nelle serie limitate (es. Plus, Griffe, Action o Gentry) per cruscotto o selleria, la qualità base di materiali e superfici contatto non staccava troppo dal segmento. Oggi 208 GTi è invece molto più ricca di molte rivali generaliste o finte sportive, compensa meglio la spesa che implica su questo fronte, dei contenuti esterni alla pura guida. Ne sono esempio il grande display Infotainment, ma anche il senso di qualità percepito a vista e tatto, su 360°. Si perde però il legame nelle forme, non avendo ripreso lo stile degli interni 205 GTi e nemmeno una minima impronta; sarebbe bastato magari mantenere, pur superflui, alcuni comandi a manopola se non tutta la strumentazione a lancetta estesa orizzontalmente. Solo il volante è rimasto a tre razze, come allora e non mancano una leva cambio (con suggeritore) e ravvicinato freno stazionamento manuale, cosa non comune a tutti oggi.

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Tecnica

*-- Entrambe con trazione e motore quattro cilindri anteriori, entrambe con delle versioni “da gara” con la G maiuscola cui richiamarsi, ma molto diverse. La stradale 205 GTi in sostanza non aveva parti tecnicamente così raffinate, o nate esclusivamente per lei, ma una buona correzione di quanto disponibile per Peugeot al tempo, con i 1.6 (105 e 115 CV) o meglio 1.9 (130 e 122 CV) monoalbero a spingere forte un’auto leggera e bilanciata, per il tempo. Motori a benzina che sono anche passati dal cambio di normativa, per usare l’iniezione LE-Jetronic Bosch dotata a fine carriera di una sonda Lambda. Il telaio e le sospensioni sono coerenti alle rispettive epoche ed obiettivi. Una tecnica solo meno educata per immissioni (olfattive, sonore e di vibrazione) rispetto a quella 208 GTi. Anche oggi la compatta sportiva del Leone usa gestione motore Bosch, MED17 (condivisa con 308, RCZ e alcune DS che usino il Prince, come anche Mini), ha però molta più pressione di carburante e aria, con il turbo, per quasi il doppio dei CV rispetto alla prima 205 GTi. L’attuale 208 GTi da 200 CV pesa 1235 Kg, mentre la progenitrice stava ben sotto la tonnellata, il cambio ha 6 rapporti e non cinque per volare, dove consentito, a 230 Km/h. Togliendo la carrozzeria a entrambe, in effetti non facile a un non esperto certificare la presenza di troppi geni comuni e non così distanti da altre vetture.

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Economia di Acquisto, Manutenzione e Rivendita

**- Aspetto accomunante delle GTi è anche quello di non dover essere troppo economiche: si distanziano dagli allestimenti base, pur essendo compatte tre porte. Tanto allora con 205, quanto oggi con 208, possedere una vera GTi non è questione di tre caratteri accostati al nome e un po’ di stile, ma anche di un elevato onere in acquisto, dato dal contenuto vero. Da nuova la prima GTi superava il modello di accesso gamma più che 208, costando l’equivalente di 10/13 mila euro secondo il periodo ma comunque il doppio della più “povera” base. Oggi 208 GTi, che costa 22.900 euro, circa il doppio della progenitrice, rispetto all’accesso gamma 208 è meno onerosa percentualmente, anche perché il livello minimo si è innalzato. Fronte manutenzioni la maggiore complessità attuale espone a un possibile rischio solo nel lungo termine per quelle straordinarie, dati gli innumerevoli sistemi elettronici che se KO possono richiedere interventi tramite la rete ufficiale. Di contro una pur facile 205 GTi mette da subito in conto maggior consumo carburante: può consumare mediamente (e variabilmente secondo messa a punto e condizioni, nel ciclo misto) 8 litri / 100 Km contro i più certi 5,9 dell’erede. Le manutenzioni programmate sono poi superiori per molti elementi sulla 205 GTi e le straordinarie meno rare che sull’erede. Facile e accessibile ma più frequente da accudire, la prima, affidabile ma talvolta più impegnativa, poiché raffinata, l’erede. Con la vecchia difficile rimare fermi, anche se capiti qualcosa in luoghi isolati. Se la maggior cavalleria pone oggi anche qualche costo fisso in più per la tassazione, sulla 208 GTi è poi in fase rivendita che si perde dall’antenata, capace da vecchia di far valere un suo grande plus. 205 GTi è ambita per avere accesso al mondo delle classiche senza costi proibitivi, apprezzata quanto basta per salire nelle quotazioni, specie in alcune edizioni: ben rivendibile a buon prezzo e non vede certo un momento di crisi, rappresentando un passato sempre più raro e iconico, nel suo piccolo. Ne furono sfornate quasi trecentomila, di 205 GTi, 294.514 per l’esattezza. Sarà un trend simile anche per 208 GTi? Potenzialmente un po’ meno, visti numeri globali e il deprezzamento sul mercato attuale, oltre il suo ruolo non pioneristico. La particolarità e le prestazioni la rendono auto comunque pregiata rispetto la gamma ordinaria, specie tra altri trent’anni quando le propulsioni saranno molto diverse e si penserà che già nel 2017 pochi assumevano l’onere di un 1.6 turbo da 200 CV: anche questa GTi degli anni Dieci avrà un sapore particolare, non da tutti, che scalderà i cuori dei cinquantenni.

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Advertising

*-- Il taglio scelto per le campagne pubblicitarie delle due vetture non è il medesimo, ma la relativa vicinanza storica (rispetto ad esempio a quella tra 2CV e C3) punta sui medesimi aspetti. Certo 205 GTi poteva godere di un risalto vincente nelle massime formule del motorismo sportivo fuoristrada, con il Mondiale Rally o i Raid, non è però stata quella la leva per il grande pubblico, semmai la semplice simpatia di una piccola francese con tanta prestazione pura, oltretutto non totalmente dedicata al target maschile, come è invece più consolidato con la 208 GTi. Tra gli spot dell’epoca quelli in cui a bordo di una 205 GTi si potevano sfidare aerei, elicotteri o treni in corsa, vincendo confronti alla 007. Oggi 208 GTi, pur richiamando i successi sportivi, trasmette passione agli smaliziati quando “messa giù da gara” verso nicchie più limitate, corre tanto e vince anche lei, in formule un po’ meno titolate e note in Italia. Gli spot sono forti ma meno popolari e surreali del passato, anche perché non è forse così sola nel suo filone oggi per esagerare con le scenograzie. Non sappiamo se siano fortunati i giovani e le giovani del tempo di 205 GTi, oggi 50enni; alcuni di loro si fanno parecchio coinvolgere quando ne vedano una, emozionandosi riprovandola. I loro figli hanno certo più scelta ma forse meno facilità di innamorarsi dell’erede, versione che stacca un po’ meno nella percezione di chi non la guidi, anche perché sono oggi meno diffuse le piccole, pericolose e cattive. La 205 vanta poi, oltre a GTi, un ineguagliato esempio sportivo con la T 16 che ha vinto nei rally iridati e nei raid. Altro discorso rispetto al prodotto, vero, data la specifica dedica alle corse e non alla strada (si trattava di un modello solo esteticamente 205, poiché a trazione integrale con motore centrale, sovralimentato). Questi esempi servono comunque a sviluppo e immagine. Anche la 208 ha una sua T 16, prototipo più che autovettura: non ha il turbo e le sedici valvole, ma ha vinto a mani basse alla Pikes Peak. C’è poi la gustosissima WRX del Mondiale Rallycross che corre sempre di traverso.

In sintesi

Numeri e scheda tecnica 205 GTi affiancati a quelli 208 GTi sullo strumento confronto di Automoto.it

Un confronto che non può essere preciso o puntuale su medesimi parametri misurati alla pari, dove la 205 GTi soccomberebbe su fronti come sicurezza, ecologia e comodità, vincendo però in quanto a rischiosa emozione. Nemmeno si vuole relazionarle totalmente al proprio contesto, perché lì sarebbe forse il contrario, se si consideri la portata innovativa e l’appeal della capostipite GTi nei confronti di un mercato anche più predisposto. Lo spunto e la prova ci portano semplicemente a dire che sì, l’attuale 208 GTi è l’erede vera della 205 GTi: anche togliendo i loghi chi conosce la storia Peugeot se ne accorgerebbe: grintosa, personale, con tanta sportività percepita in chiave compatta a capace di prestazioni veramente interessanti, anche in circuito. La nuova ha solo perso un po’ di cattiveria adrenalinica e fisicità, perché le è stata conferita dall’evoluzione un’indole più gentile, che tutela chi sieda dentro; insieme a un compito meno facile: accattivarsi la gioventù corsaiola, stimolando passione per usi magari anche nelle piste, pur se oggi il mondo è orientato più verso altro. Sotto il vestito è meno personale e facile da gestire in autonomia, quando sarà “vecchia” forse meno ambita come auto da amatore. Rimane comunque interprete del concetto GTi e anche se qualcuno vorrebbe osasse ancor di più in personalità, non in prestazione, mantiene la maggior parte dell’eredità per come il mercato la possa accettare. Sebbene più personalizzabile in combinazione di colori e materiali, la 208 GTi è in carrozzeria unica, mentre 205 ha generato anche un’apprezzata cabriolet, CTi, disegnata con Pininfarina.

Elementi heritage 205 GTi – 208 GTi

  • MANTENUTI: Immagine di base, Grinta
  • PERSI: Feeling estremo al volante, Soluzioni tecniche semplici
  • EVOLUTI: Sicurezza, Aggressività estetica, Comfort
  
Nota: i simboli di giudizio in merito ai vari aspetti sono per la coerenza da parte della nuova vettura rispetto a quanto proprio della progenitrice (da --- a ***).
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