mostra aiuto
Accedi o registrati
#AMboxing

Maserati Ghibli | L'auto blu perfetta... o perfettibile?

-

C'è molto di buono, anzi di straordinario, da raccontare su questa Maserati Ghibli. E poi c'è qualcosina che avremmo preferito non ci fosse. Di cosa parliamo?

Intro

Guardare Maserati Ghibli, soprattutto in questo blu emozione da 1.200 euro, lascia tante emozioni già dalla prima occhiata. Linee senza età quelle di Maserati, che stavolta si declinano in una perfetta auto blu di rappresentanza, in qualcosa da mostrare nelle serate mondane e negli appuntamenti decisivi, un modello che piace e che sembra uscito in maniera perfetta da quella doppia esigenza di bellezza e sobrietà che in poche auto possono oggi garantire. Maserati Ghibli è una di queste. Una vettura perfetta? Ci si avvicina da svariati aspetti, ma qualcosina stona. Vediamo cosa.

Esterni

Quattro metri e 97 di lunghezza, uno a 94 di larghezza, un metro e 46 di altezza. Le perfette dimensioni di una berlina di grande lusso, che si traducono persino alle linee senza età. La capacità dei designer Maserati nel corso del tempo è certamente risaputa, e sbarca anche su Ghibli, una vettura non disegnata ieri ma comunque molto attuale nelle sue soluzioni sinuose e armoniose. Davanti trionfa la simmetria di una calandra in cui il radar è nascosto nel tridente e le telecamere della visione a 360 gradi si fondono perfettamente senza stonare. Le luci diurne sono a LED, allo xeno anabbaglianti e abbaglianti, mentre le nervature del cofano si aggiungono a quella sulla fiancata, che dice: sotto questo abito c’è anche carattere. L’ingresso è keyless, e il particolare della cura al design giunge sino alla chiave, bella e pesante, un oggetto da guardare quando ci si annoia, quasi un feticcio da tenere in tasca. I cerchi sono da venti pollici e suggeriscono un chiaro piglio sportiveggiante, mentre dietro il taglio del bagagliaio è classico, così come i gruppi ottici che non colpiscono forse ma che si inseriscono senza stonare su un comparto posteriore disegnato con gusto. Gli scarichi sono addirittura quattro.

Interni

Un trionfo di pelle, che passa dalla plancia agli inserti nelle portiere fino alla copertura della strumentazione abbastanza classica di Ghibli, eccezion fatta per il computer di bordo dove possiamo trovare tutte le informazioni del caso. Non c’è però solo la pelle a farci esultare; purtroppo ci sono anche due componenti in plastica che stonano parecchio: quella delle bocchette utili a togliere condensa al finestrino, e soprattutto quella vicino allo specchietto interno, dove è posizionata la telecamera per la frenata anticollisione. Se il radar era stato così ben nascosto nel tridente, altrettanto non si può dire per questa soluzione, che è quasi un pugno in un occhio proprio perché la si ha sempre sotto gli occhi. Per il resto, la plancia è disegnata con una certa eleganza, e l’unico elemento che non amiamo per ciò che riguarda l’offerta di tecnologia è certamente lo UConnect, che qui viene modificato e migliorato in termini di interfaccia, riletta in blu per l’occasione, ma che in fondo non riesce a farsi prendere per mano dalla sensazione premium che aleggia in tutto l’abitacolo. I sedili sono infatti impostabili elettricamente così come l’escursione del volante in altezza e profondità.

A disposizione abbiamo un volante dalla corona molto grande che però non inficia sulla posizione di guida, così come il disegno del tunnel, che ci evita spiacevoli scomodità grazie a un “taglio” nella parte bassa dove andrà ad appoggiarsi il ginocchio al termine o durante lunghe guide. Il driver trova spazio per tutto, eccezion fatta per le mani, che hanno poco spazio tra la corona e i paddle. E’ quando abbiamo visto su Alfa Romeo Giulia: cosa da pignoli, se vogliamo, ma se pensate di avere mani grandi fate un salto in concessionaria e provate questa Ghibli. Il punto è anche un altro: rispetto ai paddle, la leva della freccia, degli abbaglianti, dei tergicristalli a sinistra non esce in lunghezza più di tanto, quindi ci troviamo a una sfida ogni volta che dobbiamo uscire dall’impugnatura del volante e andare ad agire proprio su quella leva. Nell’abitacolo piacciono invece molto i tanti vani porta oggetti a disposizione, compreso un grande pozzetto refrigerato nascosto sotto il bracciolo. Il climatizzatore è automatico, e sotto il display dell’infotainment campeggia chiara la scritta Ghibli. Lo spazio non manca nemmeno per il passeggero, mentre dietro avrà qualche difficoltà l’occupante che davanti avrà un compagno di viaggio abbondante. Nonostante il passo da 300 centimetri, infatti, se davanti avrete un watusso non riuscirete a stare comodi, ma ovviamente parliamo di un caso limite. Il bagagliaio, che si apre e chiude elettricamente, ospita fino a 500 litri di carico utile. Non possiamo solo chiuderlo tramite l’azionamento elettrico, ma possiamo anche chiudere le serrature della nostra Ghibli.

Motore

Chi comprerebbe una Maserati diesel? Forse chi vuole risparmiare nei consumi. E allora partiamo proprio da questi: 9 chilometri in città con un litro di gasolio, che diventano 12 a limite autostradale e salgono a 15 intorno ai 110 orari. Niente male, in fondo, per un motore 3.0 6 cilindri a V, che eroga 275 CV e una coppia straordinaria di 600 Nm. Alza l’asfalto, in pratica, e quando andiamo dal selettore delle modalità di guida a scegliere Sport, abbiamo anche un rumore degli scarichi che quasi ci fa dimenticare di avere tra le mani un diesel. Il rovescio della medaglia è però che il selettore non cambia profondamente anima alla vettura; a disposizione abbiamo anche l’ICE, cioè l’Increased Control Efficiency, che taglia sì la potenza ma non in maniera pesante. Questa trazione posteriore però non si dimentica nemmeno delle prestazioni: accelera da zero a cento in meno di sette secondi, e raggiunge una velocità massima di poco inferiore ai 250 orari. La frenata di emergenza richiede un buono sforzo al pedale ma arresta la vettura negli spazi giusti, senza che un pesante beccheggio entri nell’abitacolo.

Sensazioni di guida

Il volante è l’unica nota stonata, perché pur declinandosi in uno sterzo diretto anche se forse troppo leggero ad alte velocità, ha una corona di dimensioni troppo ampie per poter sperare in una guida sportiva senza impacci. Sulle razze abbiamo i comandi del Cruise control adattivo che ci porta fino a zero, e anche quelli del computer di bordo a destra, mentre la gestione dell’audio in riproduzione viene declinato dietro all’impugnatura del volante, esattamente come le ultime Fiat che abbiamo provato. Comodo, se non fosse (sempre per chi ha mani grandi) per il “problemino” dei paddle. Il cambio è un automatico, lo ZF, a 8 rapporti, che non fa rimpiangere l’assenza di un doppia frizione e che si comporta con la giusta intelligenza. Piacciono molto, in fase di guida, le possibilità date dalla taratura delle sospensioni, che possono essere impostate tramite il pulsante preposto direttamente dal driver. La tenuta è granitica, ed è un piacere anche togliere i sistemi di controllo, in un ambiente naturalmente chiuso, per far scodare e riprendere senza difficoltà questa Maserati Ghibli. Certamente anche il comfort di bordo vuole la sua parte, e Maserati ci regala doppi vetri sui finestrini a portare in abitacolo un silenzio in fase di marcia che consente di conversare senza disagio. I sedili non sfiancano chi vi si siede e anzi sono rinfrescabili e riscaldabili, anche dietro, dove gli occupanti possono gestire le bocchette del climatizzatore. Proprio il climatizzatore, automatico e bizona, subisce una battuta d’arresto choccante quando entra lo start and stop, perché tutto si ferma e in questa stagione non è certo il massimo.

Optional sicurezza e altri optional

Gli optional di sicurezza non mancano; c’è il Cruise control di cui abbiamo già parlato, l’assistente dell’angolo cieco che però non si vede moltissimo sugli specchietti retrovisori, la frenata anticollisione, e l’assistente di corsia che però restituisce solo un pigro quanto invasivo feedback sonoro. Avremmo preferito qualcosa di attivo. Per ciò che riguarda gli altri optional, va ricordata la presenza della camera a 360 gradi, che offre una buona definizione e stitch nella norma. Ovviamente gli optional si pagano, e i pacchetti non sono da poco in termini economici… ma cosa c’è di meglio che personalizzare il proprio bolide?

Target, prezzi e conclusioni

E’ difficile dire chi potrebbe comprare la versione diesel di questa Maserati Ghibli. Certo, indubbiamente ha costi di gestione inferiori e un consumo che ammicca più l’occhio a chi vuole tenere sotto controllo il portafoglio, ma non riusciamo proprio a vedere l’acquisto di questo modello con la razionalità. E’ un fatto di cuore, e il cuore porterebbe ovviamente alla motorizzazione benzina, che però incappa nel solito superbollo. Qui partiamo invece da 68.000 euro e con i pacchetti che vi abbiamo descritto tocchiamo quota 90.000. Si può rinunciare a qualcosa? Forse al pacchetto sport da 6.000 euro, visto che non cambia in misura tangibile pelle alla nostra Ghibli, o magari ai sedili riscaldabili e rinfrescabili, che però sono inseriti nel pacchetto del navigatore a 2.500 euro. Un’auto blu perfetta, quindi, anzi perfettibile, per quelle brutte plastiche scelte in alcuni punti strategici. Tolte quelle, Maserati Ghibli ci è piaciuta non poco con tutta la sua bellezza senza età.

Pregi e difetti

  • + Dinamica di guida + Prestazioni + Linee del design
  • - Paddle troppo ravvicinati alla corona del volante - Alcune plastiche non sembrano di qualità

Motore In prova
Cilindrata: 3.0 litri turbo diesel
Numero cilindri: 6 a V
Potenza: 275 cavalli
Coppia: 600 Nm
Cambio: automatico a 8 rapporti
Trazione: posteriore
Consumo: 9 in città, 12 a 130, 12 a 110
Emissioni CO2 per chilometro: 158 grammi

Prestazioni:
Velocità Massima: 240 orari
0-100: 6.7 secondi

Misure:
Lunghezza/Larghezza/Altezza in cm: 497/195/146
Passo: 300 centimetri
Bagagliaio: 500 litri
Pneumatici: 20 pollici
Peso: 1950 chilogrammi

  1 di 33  

Commenti

Non è ancora presente nessun commento.
Inserisci il tuo commento
Altri su Maserati Ghibli
Maggiori info
Maserati