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Primo test

McLaren 570S Spider, la cabrio senza compromessi [Video primo test]

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Ultima arrivata della gamma Sport Series, la nuova McLaren 570S Spider si propone come alternativa alla 570S Coupé. Per lei solo 46 Kg in più e prestazioni pressoché identiche alla sorella a cielo coperto. Siamo stati a Barcellona per guidarla. Ecco come va!

Ha fatto il suo debutto in occasione dell’ultimo Goodwood Festival of Speed ed è l’ultima arrivata, all’interno della gamma Sport Series. È la nuova la McLaren 570S Spider, la decappottabile più accessibile tra le auto prodotte dal costruttore inglese. Siamo stati a Barcellona per vederla da vicino e per guidarla tra le meravigliose strade dell’entroterra catalano. Ecco come va.

Com’è fatta

Davvero pochi sono i dettagli che differenziano l’ultima arrivata di Casa McLaren dalla sorella a tetto coperto 570S Coupé. Identico è, infatti, il telaio monoscocca in carbonio Monocell II, così come il propulsore V8 bi-turbo da 3,8 litri, montato in posizione centrale, capace di 570 CV e 600 Nm di coppia massima, disponibili tra i 5.000 e i 6.500 giri al minuto, e il cambio, un doppia frizione a sette rapporti realizzato dall’italiana Graziano. Una sostanziale sovrapposizione, che non cede il passo neppure davanti alla consueta esigenza di un intervento per irrigidire un corpo vettura privato del tetto. Le straordinarie doti di rigidità strutturale garantite dal telaio in carbonio hanno, a tal proposito, consentito agli ingegneri inglesi di non dover operare, in alcun modo, per assicurare altrimenti il medesimo comportamento della variante coupé.

Il risultato è un modestissimo aggravio di peso, contenuto in soli 46 Kg, dovuto unicamente all’introduzione del meccanismo di apertura e chiusura del tetto, composto ora da due pannelli in fibra di carbonio. Per “scoperchiare” la vettura, servono, così, 15 secondi e l’operazione può essere effettuata anche in movimento, fino a 40 Km/h. Una volta ripiegato, il tetto si ripone automaticamente in un vano che è stato ricavato alle spalle di guidatore e passeggero, la cui capacità, pari a 52 litri, può essere tra l’altro impiegata per stivare ulteriori bagagli, in aggiunta a quelli che possono trovare posto nel vano anteriore da 150 litri. Sulla bilancia i valori restano comunque molto contenuti: la McLaren 570S Spider fa segnare 1.359 Kg, contro i 1.587 dell’Audi R8 V10 Plus Spider, i 1.525 della Porsche 911 Turbo S Cabriolet e i 1.542 della Lamborghini Huracan Spyder. Un vantaggio, in termini di leggerezza, che conferma ancora una volta lo straordinario lavoro che McLaren riesce sempre a mettere sul piatto, da un punto di vista tecnologico, rispetto alle proprie competitor.

La sostanziale equiparabilità della variante Spider e della versione Coupé è testimoniata, non a caso, dalla sovrapponibilità dei dati relativi alle performance delle due vetture, con un medesimo tempo di uscita sullo 0-100 Km/h (3,2 secondi), un decimo di secondo di differenza nello 0-200 Km/h (9,5 secondo per la Coupé, 9,6 per la cabrio) e una velocità massima che cambia unicamente nel caso in cui la versione open-air si guidata a cielo aperto (328 Km/h per entrambe, che diventano 315 senza il tetto).

Piccole differenze riguardano, invece, l’aerodinamica. McLaren è intervenuta sullo spoiler posteriore, allungandolo di 1,2 centimetri, per garantire un’adeguata deportanza nonostante la presenza di vortici generati dall’assenza di una copertura dell’abitacolo. Presenti anche in questa configurazione sono, poi, le sospensioni semi-attive di tipo magnetoreologico - che, lo ricordiamo, non lavorano in tempo reale ma modificano la risposta dell’idraulica unicamente in ragione delle impostazioni scelte dal guidatore -, mentre assente, al contrario, è un differenziale autobloccante di tipo meccanico. Ritenuto troppo pesante e causa di attriti eccessivi, come su tutte le auto prodotte a Woking, è sostituito da un sistema a controllo elettronico che ripartisce la coppia motrice intervenendo sulla pinza della ruota che di volta in volta stia perdendo trazione.

Nessuna novità, infine, neppure all’interno dell’abitacolo, al quale si accede attraverso la consueta apertura di tipo obliquo. A tal proposito, l’accessibilità risulta di certo migliorata, rispetto alle McLaren di precedente generazione, grazie alla nuova conformazione del telaio, nella parte bassa della vettura. La culla ha, infatti, ora, un andamento inclinato (cosa che favorisce il passaggio dei piedi, una volta seduti) e uno spessore ridotto. Ottimi i materiali, come ci si aspetta da una vettura di questa caratura, mentre qualche perplessità la muove il sistema infotainment, che mantiene la consueta grafica iper minimalista e che, tuttavia, lascia decisamente a desiderare quanto a leggibilità, una volta aperto il tetto. Assenti i più recenti sistemi ADAS: una scelta che dipende di certo dall’impossibilità di ospitare l’hardware necessario - anche volendo - all’interno di questo pianale e che va, in ogni caso, ricondotta alla volontà di mantenere il più basso possibile il peso complessivo di questa vettura.

Disponibile, in Italia, a partire da agosto, nella versione Launch Edition (per le prime 400 unità), sarà commercializzata ad un prezzo di 214.450 Euro.

Come va

Una volta mossi i primi metri, a bordo di questa McLaren 570S Spider, a colpire, innanzitutto, in città, è la risposta di sterzo e pedale del freno. Nonostante la Casa inglese ci abbia rivelato come oltre il 28% dell’utenza che approda alla sua Sport Series provenga da Porsche 911, su questa vettura ci si sente davvero come su un’auto da corsa. Per essere azionati, entrambi richiedono, infatti, uno sforzo decisamente superiore a quello di una vettura “tradizionale”, segnando con ciò una netta differenza rispetto alle gran turismo dall’impostazione meno corsaiola a cui viene contrapposta. D’altra parte, quella su cui ci trova seduti è una sportiva di quelle vere, una con tutti i crismi del caso: motore centrale, trazione posteriore, posizione di guida avanzatissima, telaio in carbonio. Non a caso, è nel misto veloce che la 570S Spider riesce più che altrove a far intendere di che pasta sia fatta, mostrando una risposta del motore entusiasmante, una precisione chirurgica dello sterzo e doti dinamiche che possono essere validamente saggiate, soltanto all’interno di un circuito.

A colpire, però, più di ogni altra cosa, al di là della furiosa accelerazione assicurata - tra l’altro - da un rapporto peso/potenza da primato, è il grip semplicemente poderoso, garantito dalle Pirelli P Zero Corsa di primo equipaggiamento. Aiutate da una meccanica ineccepibile e da un carico aerodinamico che fa sentire sempre più la sua presenza man mano che aumenta l’andatura, la nuova spider di Woking è semplicemente impossibile da mettere in crisi su strada. Un ambiente, quest’ultimo, dove questa 570S si dimostra a tratti insofferente alle asperità, nonostante il buon asfalto incontrato in occasione di questa prova. Anche impostando il manettino relativo all’handling in posizione Normal, infatti, la vettura tende a scomporsi sulle ondulazioni, soprattutto nelle frenate più sportive. Un piccolo prezzo da pagare - e a cui prestare attenzione - per avere tra le mani un’arma davvero letale anche nella guida in circuito, con performance al top della categoria ed equiparabili soltanto alle più sportive vetture - in termini assoluti - attualmente disponibili fra tutta la produzione mondiale.

Conclusioni

Se avete sessant’anni e avete intenzione di trascorrere i vostri week-end macinando chilometri in Costa Azzurra, la nuova McLaren 570S Spider potrebbe rivelarsi una scelta più impegnativa del previsto. Nonostante la casa inglese ponga l’ultima arrivata in diretta concorrenza con vetture dall’impostazione decisamente più gran turistica, il DNA racing di cui è portatrice non tarderà a mostrarsi in maniera evidente, non appena “girerete” la chiave. Ma se quella che volete è una cabrio con prestazioni da urlo, in grado di trasmettere sensazioni uniche nella guida sportiva, allora questa McLaren rientra decisamente nel novero delle migliori proposte, attualmente presenti sul mercato. Scelta per veri intenditori.

Alberto Capra

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