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Primo test

Nuova Mini Countryman 2017 [Video primo test]

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Abbiamo provato la seconda generazione della Mini Countryman, adatta a chi si rivolge al segmento delle C SUV come opzione per la prima auto di famiglia

Senza averla una di fianco all'altra la prima e la seconda generazione di Mini Countryman potrebbero sembrare apparentemente simili: in realtà non solo è cambiato tutto sotto al vestito ma quei 20 cm di lunghezza in più, che le consentono di rappresentare qualcosa in più della seconda auto di famiglia, hanno costretto gli stilisti della Casa britannica ad un lavoro di cesello per non andare ad intaccare quell'aria tanto Mini quanto snob che da sempre la caratterizza.

Un'evoluzione importante, insomma, che in questa nuova generazione F60 trova la principale differenza tecnica nell'adozione dell'architettura modulare per motori trasversali messa a punto dal Gruppo BMW non solo per le vetture a brand Mini: anche le Serie 2 Active Tourer e la X1, infatti, adottano questa piattaforma tecnica in grado non solo di gestire diverse lunghezze e larghezze con discreta facilità ma anche di condividere soluzioni elettroniche e meccaniche con numerosi modelli della gamma, a tutto vantaggio della riduzione dei costi (lato BMW) e, lato cliente, della completezza dell'offerta all'interno del segmento.

Internamente la nuova Countryman (lunga 430 cm, larga 182 ed alta 156) vanta più spazio per chi siede dietro grazie a 7,5 cm in più di passo (267) ma anche un vano bagagli decisamente più capiente: sulla base del posizionamento dei sedili posteriori si passa da 450 a 566 litri che diventano 1.390 una volta abbattuti gli schienali. 100 litri in più che fanno capire immediatamente il passo in avanti in termini di cubatura interna, curati nel dettaglio con l'adozione del portellone elettroattuato (450 euro) attivabile anche con il piede (400 euro) e con un frazionamento dei sedili che rispetta la necessità di far convivere quattro posti con la lunghezza di sci e snowboard.

Tra le novità si fa notare l'adozione del nuovo sistema multimediale con il nuovo schermo touch da 8,8" che viene offerto in opzione a quello di serie da 6,5: l'introduzione dei comandi a sfioramento e della scheda 3g per l'accesso a servizi esterni non ha modificato in alcun modo la presenza del comando con joystick e tasti sul tunnel centrale.

Come al solito ampia la lista degli optional anche nei modelli di punta: i sedili in pelle costano 2.150 euro, se li volete anche regolabili elettricamente ce ne vogliono altri 1.300 mentre per renderli riscaldati 350. Optional anche il clima bizona automatico (500 euro) e l'impianto audio della Harman/Kardon da 410W: 800 euro.

In concessionaria dal 18 febbraio (2017) la nuova Countryman si propone, al momento, con un gamma motori che va da 136 a 192 CV con i plus della John Cooper Works da 231 CV nell'alto di gamma a partire da marzo, una Plug-In Hybrid (giugno) e con ogni probabilità nuove motorizzazioni d'accesso entro la fine dell'anno.

La gamma diesel, come al solito gettonatissima in Italia, si compone del duemila quattro cilindri nella declinazione da 150 e da 190 CV ai quali (come per le altre unità) è possibile affiancare la trazione integrale All4 (fino al 50% di coppia al posteriore) ma soprattutto il cambio Aisin nella nuova declinazione a otto rapporti (sei per il 1.5 benzina da 136 CV).

Dal vivo: com'è fuori

A prima vista, come dicevamo, non cambia quasi nulla mentre se le si affianca si nota come la precedente dia l'impressione di essere più alta e meno slanciata rispetto alla F60. Alcuni dettagli potevano sembrare anche più curati nel modello precedente, come lo sfogo dell'aria laterale nella zona appena sopra al passaruota anteriore, ma la verità è che questa nuova Countryman è riuscita nell'impresa di modernizzare le forme originali facendo spazio...allo spazio. Una cosa mica da poco impreziosita da elementi tecnici come i fari anteriori a led che danno un tocco di raffinatezza in più rispetto alle alogene proposte di serie.

Dal vivo: com'è dentro

Nonostante più dentro che fuori la nuova Countryman possa ricordare il vecchio modello, le differenze dimensionali tra le due generazioni Countryman sono estremamente importanti e si notano immediatamente una volta che si prende posto dietro: c'è molto più spazio per le gambe ma quello che cambia è la sensazione di maggior ariosità che il nuovo modello offre rispetto al passato. Anche il bagagliaio è tutt'altra cosa: oltre ad essere ben disegnato, è dotato di un doppio fondo estremamente ampio che permette di organizzare al meglio i propri trasporti. Ora siamo davvero a livello delle migliori competitor del segmento C SUV.

Dal vivo: nuova tecnologia

Non c'è Apple Carplay e nemmeno Android auto ma il sistema di integrazione con gli smartphone di ultima generazione messo a punto da Mini (BMW) all'interno del suo software proprietario ne consente comunque l'interazione. La novità dello schermo da 8,8" è sicuramente gradita anche se per questioni di stile è stato preferito integrare uno schermo molto largo ma di altezza contenuta che vanifica un po' lo sforzo di migliorare questo aspetto con l'introduzione (anche) dei comandi touch. La strumentazione è come al solito analogica con un piccolo computer di bordo mentre sulle versioni top è disponibile anche l'head-up display con alcune informazioni a colori. Tra le funzionalità elettroniche, oltre alla capacità di connettersi anche dall'esterno alla vettura per verificarne lo stato, vi è anche una sorta di misuratore del tempo che si trascorre in offroad: alla stregua della versione cabrio, che tiene conto del tempo passato en plein air, anche la Countryman attraverso i sensori del sistema ESP è in grado di capire su che fondi ci siamo mossi e per quanto tempo.

Come si guida

Abbiamo scelto di guidare la versione Cooper S ALL4 perché nella precedente generazione ci era piaciuta la capacità di combinare due mondi in totale antitesi: quello della sportività e quello delle necessità dettate dalla quotidianità di un SUV compatto. In questa nuova versione abbiamo ritrovato gran parte di quello spirito, in particolar modo nel motore che non stupisce per la qualità del sound ma per l'erogazione piena e la capacità di abbinarsi perfettamente alla trazione integrale e al nuovo cambio a 8 marce.

Un pacchetto tecnico che, combinato con il nuovo telaio modulare, permette alla Countryman di migliorare nettamente le qualità di guida precedenti anche se l'assetto ci è sembrato un po' troppo secco nelle buche: sarà per via delle ruote da 18", sarà per via dell'assenza degli ammortizzatori "attivi", ma la nuova Countryman sotto il profilo del comfort potrebbe fare meglio. Ecco perché l'optional delle sospensioni elettroniche, in particolar modo con cerchi molto grandi, è caldamente suggerito.

Piacevole di sterzo e dotata di un impianto frenante sufficientemente potente per le caratteristiche della vettura, la nuova Countryman Cooper S offre feedback di guida in linea a quelli delle vetture BMW: la servoassistenza, per intenderci, è un po' più pesante della media ed anche il comando del freno ha bisogno di una azione più decisa per sfruttarne il potenziale. Tra le pecche dello sterzo, sarà anche per via della presenza dei cerchi maggiorati, il raggio di manovra che è piuttosto ampio (9,4 metri): per una vettura che passa gran parte del tempo in città non sarebbe stato male riuscire ad offrire qualcosa di più sul tema.

I consumi della Cooper S sono relativamente contenuti: si riesce a viaggiare abbastanza tranquillamente tra i 13 ed i 14 km/litro mentre se si forza con il piede destro i 10 km/litro potrebbero essere una costante. Andrà sicuramente meglio con le versioni a gasolio, suggerite se fanno molta strada, e con la plug-in hybrid che proveremo prossimamente.

Niente male anche gli elementi di sicurezza: cruise control attivo, controllo dell'angolo cieco, sensori antitamponamento e sistemi di parcheggio lavorano molto bene e permettono di viaggiare con facilità anche a fronte di dimensioni aumentate.

In conclusione

La nuova Countryman è una vettura estremamente interessante non solo per tutte quelle mamme che nella prima generazione cercavano una suv compatta ma allo stesso tempo stilosa ma oggi anche per chi si sta rivolgendo al segmento delle C SUV come opzione per la prima auto di famiglia. Una vettura sicuramente personale, dotata di grande tecnologia e di un look assolutamente inconfondibile.

Pregi e difetti

  • - linea personale - guidabilità e motori - spazio a bordo
  • - raggio di sterzata limitato - schermo da 8,8" contenuto in altezza - troppi accessori a pagamento

 

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