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Primo test

Peugeot Traveller: moderno e funzionale [Video Primo Test]

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Il nuovo veicolo per trasporto persone (e non solo) della Casa francese compie un salto avanti rispetto al predecessore, offrendosi in tre diverse lunghezze e quattro allestimenti, con prezzi da € 30.000, capacità sino ai nove posti e trazione integrale

È un passo importante per la Casa del Leone nel segmento cosiddetto D Combi, quello che accoglie da fine 2016 il nuovo Traveller, erede dell’Expert ma ben più raffinato e capace di dare un'impressione automobilistica nell’uso privato, di viaggio come indica il nome stesso. Basato sul noto pianale EMP2, abbastanza flessibile in quanto ad applicazioni ma rigido nella sostanza, tanto da consentire l'utilizzo di sospensioni posteriori indipendenti, è un buon veicolo di misura tra i 4,61 e i 5,31 metri longitudinali, per ospitare fino a nove persone disposte su tre file. In un segmento attualmente in crescita, con 7000 unità a oggi contro le 8600 di tutto il 2016, potrà segnare vendite ben superiori al predecessore, trovandosi già a quota 5,18% (1^ semestre 2017) cercando di avvicinare in parte la fascia alta dominata dai noti concorrenti tedeschi, in tutta Europa. Viene prodotto nello stabilimento Sevel Nord di Valenciennes, in Francia, insieme ai suoi fratelli concorrenti (Toyota e Citroen) con motorizzazioni solo a gasolio ma volendo con la chicca della trazione integrale. In versione commerciale, di cui non ci occupiamo questa volta, mantiene la denominazione Expert (visibile anche su Libretto, ndr).

Dal vivo: com’è fuori 

Un'immagine semplice, pulita e persino seriosa, come si deve oggi per il trasporto persone nei servizi navetta, ma non troppo anteriormente. Parecchio squadrato infatti, il Traveller è anche parecchio Peugeot, nel riprendere il tipico frontale dei modelli attuali per la Casa. Assume quindi un taglio molto netto con linee verticali sui fianchi e nel posteriore, non personalissimo e con pochi fronzoli, certo fiero della pulizia di linee con discrete finiture e dettagli, come nel caso dell’allestimento Allure oggetto della nostra prova, dotato di cerchi in lega da diciassette pollici e tetto panoramico. Parecchia differenza anche visiva esteriore per le versioni più lunghe, infatti, a parità di passo è la parte finale a sbalzo che regala maggiore capienza e capacità di carico “allungando” il Traveller che pare davvero compatto, nella versione Compact.

Classica tinta nero lucido per il trasporto persone dei nuovi Traveller

Dal vivo: com'è dentro

È ben fatto il Traveller, specie rispetto a chi lo ha preceduto: generalista ma molto più automobilistico, è capace di far sentire quasi su una normale berlina Peugeot. Certo le finiture non sono di pari livello, come i materiali, alle ultime uscite ma gli assemblaggi sono molto validi e nell'allestimento top di gamma, tra i quattro previsti (due Business, due Privati) ci sono una selleria in pelle e regolazioni elettriche con anche funzione massaggio per i sedili, senza contare una buona areazione parzialmente regolabile anche nei posti dietro, oltre la disponibilità di presa USB e corrente, 12 o 220 Volt (ben quattro le prime). Spazio e praticità sono il suo forte: qualunque taglia trova degna postura, nella seduta da fila anteriore (due posti per le versioni uso privato, con tanto spazio vuoto tra i sedili) e in quella centrale, solo l'ultima delle tre pone qualche limite di larghezza e di altezza, ma bisogna superare l’1,90 per iniziare a toccare con il tetto. Al contrario, gli arti superiori e inferiori hanno sempre di che muoversi e i vani sono più che sufficienti per riporre oggetti, soprattutto anteriormente. Ci sono uno spazio centrale alto sulla plancia più due laterali, sempre richiudibili e poi parecchie conformazioni di tasca. Quello che invece è molto “vuoto” e quindi libero per distendere le gambe di chi sia in seconda fila centralmente, o meglio per mettere zaini e oggetti mediamente grandi, è il posto tra conducente e passeggero anteriore, lasciato libero in funzione degli allestimenti business (che prevedono i nove posti). I comandi non sono troppi e ben concentrati, con un volante a tre razze multifunzione “il giusto” e tre leve per indicatori direzione, illuminazione e gestione del Cruise. Altrettanto semplice ma ben funzionale la navigazione, sul touchscreen sette pollici che integra anche la condivisione con il mondo Android (Mirrorlink) e Apple, qualche dato veicolistico su percorrenza, consumi o pressione pneumatici. La gestione clima, separata nelle temperature, è invece a tasto e quello delle ventole, posto tutto a destra: piccolo neo. Lodevole invece l'utilità dell’Head-Up display, come di alcuni avvisi alla guida (solo segnalazioni, per stanchezza o mantenimento corsia ad esempio) non però tutti gli interventi attivi di certa concorrenza premium. Molto ben interpretabile anche la strumentazione, a quadranti analogici (non si può avere i-Cockpit Peugeot perché altrimenti sarebbe stato condiviso con i due fratelli di marchio diverso, ndr) come ottimale la visibilità eccezion fatta per il posteriore, ben assistito dalla retrocamera. Potendo dotare il Traveller di tetto trasparente, le due aperture separate, manuali, danno un’ottima luminosità alle file anteriore e centrale. A proposito di file centrali, questi posti hanno comando elettrico per l'apertura di entrambi i portelloni scorrevoli, stando seduti ben comodi anche in tre, fruendo di una regolazione dei flussi aria. Chi sta dietro invece, rinuncia a una presa di corrente pur mantenendone una a lato e a qualche regolazione clima. I sedili sono facilmente reclinabili con uno sgancio rapido, singolarmente, oltre che scorrevoli su binari con un piccolo sforzo persino rimovibili, mentre il bagagliaio parte da 224 decimetri cubi nella versione Compact otto posti, per configurarsi a 603 nella più diffusa Standard e salire addirittura a 4554 in quella lunga qualora si lascino solo i passeggeri anteriori. Il carico utile è fino a 1400 Kg. Altro piccolo vantaggio del Traveller è l'altezza, non esagerata: un metro e novanta, capace di adattarsi meglio ad alcuni box senza far toccare la testa alle stature anche medio alte, quando si apre il vano bagagli a estensione totalmente orizzontale; quest'ultimo purtroppo, ancora gestito con manovra manuale, ma con lunotto apribile separatamente.

Impronta automobilistica abbastanza moderna e soprattutto funzionale, con Nav3D e condivisione Smartphone

Come si guida

Accoglie a bordo molto semplicemente il Traveller: postura davvero facile da trovare per tutti, con le regolazioni elettriche dei sedili e tanto spazio per gli arti, volendo fruendo dei piccoli braccioli nella fila anteriore. Le reazioni di volante e pedaliera sono sincere pur non fulminee, per una massa certo non contenuta (da 1587 a 1986 Kg. secondo le versioni e i sedili) che comunque, scartando i motori di accesso gamma, mantenendosi sui 2.0 magari a cambio automatico come abbiamo provato, dotato di 180 cavalli, consente delle ottime trasferte con medio carico, anche in caso di ripide salite come ci è capitato. A tal proposito, l’automatico EAT 6 rapporti Aisin non è un fulmine di guerra, ma sa tirar fuori quanto serva qualora i giri scendano troppo sotto i 2.000 (punto dove il quattro cilindri dona coppia di 400 Nm) cambiando prossimo ai 4.500. Una sesta marcia di riposo in caso di tratti autostradali e consumi che si attestano su valori medi per il segmento: dichiarati di 5,7 l/100Km per il ciclo combinato, mentre nel nostro test abbiamo visto il 6/6,5 in autostrada e 9,5 di media con il piede un po' pesante facendo sia città, in coda, sia extra-urbano a velocità da codice sia tratti montuosi. Nessun affaticamento alla guida, salvo talvolta il tempo di ricercare la regolazione delle ventole areazione, con la mano destra, o l'allungare la presa volante ricercando i paddles se si gradisca il manuale in caso di ampia sterzata; fruendo comunque di un cruise control attivo, del monitoraggio angolo cieco e dell’allarme attenzione conducente (elementi inclusi nei due pacchetti opzionali: Safety e Attention). In caso di strette manovre, il Traveller è abbastanza agevole (passo 2,92 per il Compact, 3,27 per gli altri) considerando le sue dimensioni che nella versione compatta non sono peraltro troppo maggiori di una familiare, una buona visibilità data dagli specchietti e l'assistenza del servosterzo, più retrocamera dovuta. Non è fatto certo per correrci, ma lascia piuttosto un buon confort a chi sieda anche nell'ultima fila, perché si hanno sospensioni dedicate anche sulle due ruote dietro, con triangoli indipendenti che lasciano sì qualche margine di coricamento a certe velocità, come dovuto al tipo veicolo, ma certo anche un ottimo assorbimento degli avvallamenti. Gradevole nella sua semplice efficacia la Navigazione 3D (gli aggiornamenti sono inclusi) e funzionale l’Infotainment con Mirror Link, ascoltando la propria musica in più che discreta insonorizzazione.

Si viaggia comodi e non troppo distanti dai rivali tedeschi premium, con il Traveller

In sintesi 

Un bel veicolo che la Casa del leone ha fatto bene a mettere in gamma, sfruttando la sua condivisione tecnica con i due fratelli. In chiave Peugeot, se la gioca in un segmento difficile, nella parte medio alta, portandosi di sicuro avanti rispetto a chi lo ha preceduto e strizzando l'occhio non solo a chi faccia trasporto persone, magari anche a qualche famiglia molto numerosa. Un target evidente è quello dei servizi turistici, ma anche privati con interesse al multispazio, grazie a sedili relativamente facili da rimuovere, consentendo di caricare quanto serva per attività hobbistiche o sportive. Soprattutto i prezzi sono abbastanza aggressivi, partendo dai 30.000 euro per il Compact 95 CV, fino ai 45.300 del Long 180 CV EAT6 (IVA esclusa) a fronte di una buona qualità e sufficiente dotazione, salvo pretese elevati di prestazione o contenuti "di frontiera". Dulcis in fundo, per la nicchia di utenti che debba andare in percorsi davvero difficili dove non basta il Grip Control elettronico, ci sono le versioni con trazione integrale Dangel, solo 150 CV manuali, che costano un po' di più, da 39mila, ma non quanto certi concorrenti premiun a trazione anteriore. Idem per i VIP che necessitano di configurazione salotto, con tanto di tavolo e disposizione faccia a faccia, grazie alla versione dedicata nel listino ufficiale e non un allestimento post-vendita, come capita con altri marchi. Le manutenzioni? Cambio automatico a parte, quelle generali sono programmate a 40.000 chilometri.

Pregi e difetti

  • Stile pulito, Spaziosità, Semplicità d’uso
  • Prestazioni assolute non elevate, Sistemi assistenza guida attivi limitati
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