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prime impressioni

Range Rover Evoque Convertible

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La Range Rover Evoque Convertible è un'auto esotica, diversa da tutte le altre. Ma è costruita alla perfezione e in off-road è incredibilmente efficace. Peccato solo per il peso

Quando si ha tra le mani un successo strabiliante come la Range Rover Evoque si può pensare in grande. Anzi, si può anche andare oltre, togliendosi qualche sfizio. Dev'essere stato più o meno questo il ragionamento fatto da Gerry McGovern e la sua squadra, quando hanno iniziato a pensare ad una versione cabrio della Evoque. Una follia per alcuni, un colpo di genio per altri. Proposta alcuni anni fa in versione concept, la Range Rover en plein air riscosse un successo tale che i vertici Jaguar – Land Rover, alla fine, si sono decisi a realizzarla per davvero.

Com'è fatta

La Range Rover Evoque Convertible nasce sulla base della versione Coupé a tre porte restyling. Davanti e dietro infatti troviamo i raffinatissimi fari full led, con nuove geometrie delle luci interne, veramente intriganti. Sul cofano invece spiccano le prese d'aria sportive, proprio come sulla Evoque tre porte. I cerchi in lega sono da 20 pollici, mentre le prese d'aria rendono il frontale ancora più aggressivo. Peccato che quelle esterne siano “finte”, con una griglia a nido d'ape piena. A cambiare però, com'è ovvio, è tutta la zona superiore dove, al posto del classico tetto della versione coupé troviamo una grande capote in tela. Nonostante le dimensioni “maxi”, il soft top si apre in 18 secondi (ce ne vogliamo 3 in più se si è in movimento, ma fino ad un massimo di 48 km/h). È realizzato con grande cura e dobbiamo ammettere che anche il meccanismo di apertura/chiusura elettrico è veramente scenografico durante il funzionamento.

L'enorme capote si apre in 18 secondi

La presenza della capote ha ridotto naturalmente la capacità del bagagliaio, che ora offre al massimo 251 litri di spazio. L'imboccatura del portellone non è larghissima, ma almeno si può sfruttare uno sportellino nel divanetto posteriore che permette di caricare oggetti anche molto lunghi, come per esempio degli sci. Gli interni sono ben realizzati, con grande gusto e materiali eccezionali. Con il restyling poi, e quindi anche sulla Convertible, arriva il nuovo sistema multimediale con display da 10 pollici. Un infotainment molto raffinato, perfettamente al passo coi tempi, e ben strutturato. Per quanto riguarda l'abitabilità poi la Evoque Convertible ci ha sorpreso positivamente. A differenza di molte cabriolet in commercio qui si può viaggiare in quattro, anche se davanti c'è qualcuno di molto alto. Certo, i posti dietri non sono reclinabili e non sono di certo sconfinati, ma alla fine si viaggia con lo spazio che si avrebbe su una vettura di segmento B-C.

Motori e prezzi

Per quanto riguarda le motorizzazioni i tecnici inglesi hanno previsto i nuovi diesel in alluminio Ingenium da 2.0 litri, in grado di erogare 150 o 180 CV. Non manca un'unità a benzina, sempre a quattro cilindri, da 240 CV, che però, per ovvie ragioni, non sarà certamente la più gettonata, almeno in Italia. La Evoque Convertible viene proposta con un allestimento di partenza molto più ricco rispetto alla versione Coupé. Il cambio automatico per esempio è di serie e non si può avere il manuale. Questo spiega, almeno in parte, il delta prezzo piuttosto importante rispetto alla versione “normale”. La Cabrio infatti, che arriverà nel nostro Paese in estate, viene offerta ad un prezzo che parte da 53.400 euro (la Coupé 3 porte parte da 49.000).

Gli interni sono molto raffinati e super tecnologici

Le nostre impressioni di guida

Quando i progettisti britannici si sono messi al tavolo da disegno avevano un solo obiettivo. Realizzare una versione Cabrio che non facesse perdere nulla in termini di piacere di guida e capacità in offroad rispetto alla coupé. Per raggiungere un simile traguardo la Evoque Convertible sfrutta un telaio rinforzato all'inverosimile, tanto da sfoggiare una rigidità torsionale impressionante, del tutto paragonabile a quella della coupé. Purtroppo però un'operazione di questo tipo ha finito per aggiungere circa 270 kg di peso, tanto che la massa complessiva arriva a sfiorare le 2 tonnellate. Un peso importante che si fa sentire durante la guida, soprattutto nei confronti del motore. Il 2.0 diesel Ingenium da 180 CV di per sé ha grande carattere grazie alla coppia importante – sono 430 i Nm subito disponibili – ma finisce per essere un po' troppo filtrato dalla massa complessiva della Evoque Cabrio. Poco male, perché grazie ad un telaio eccezionale, anche la versione en plein air rimane incredibilmente reattiva e piuttosto agile tra le curve.

Grazie ad un telaio eccezionale, anche la versione en plein air rimane incredibilmente reattiva e piuttosto agile tra le curve

Il merito è anche dello sterzo, veramente consistente e comunicativo, ma anche del cambio automatico ZF a nove rapporti. Rapido e intelligente nelle logiche di gestione, esalta il piacere di guida anche se si può azionare manualmente, tramite le palette dietro al volante, soltanto in modalità Sport (in D fa tutto da solo, senza possibilità di intervento manuale). Viaggiare su strada è un piacere anche per merito dell'ottima insonorizzazione, con la capote che isola in maniera perfetta dai rumori esterni. La silenziosità di marcia è del tutto paragonabile a quella della coupé, soltanto qualche fruscio nella zona dei montanti anteriori ci fa capire che stiamo guidando qualcosa di molto più particolare.

In off-road è un portento

A dir poco impressionanti poi le capcità in fuoristrada. Nella nostra prima presa di contatto abbiamo portato la Evoque Cabrio a percorrere passaggi anche molto impegnativi, preclusi all'assoluta maggior parte delle auto e dei SUV in commercio. Qui abbiamo potuto apprezzare ancora di più la rigidità del telaio, ma anche la trazione integrale Land Rover abbinata al Terrain Response. Una tecnologia molto sofisticata, che permette di variare la risposta del 4x4 in base alle condizioni del terreno (asfalto, roccia, sabbia, neve), affiancata dal torque vectoring by breaking, che simula l'azione di un vero e proprio differenziale intervenendo sui freni della singola ruota. Infine i consumi. Nonostante il peso il 2.0 diesel britannico si rivela un piccolo-grande campione. Nel corso della nostra prova, dove non ci siamo per niente risparmiati, il computer di bordo segnava una media di 7,9 l/100 km. Niente male per un SUV automatico di questo peso e dimensioni.

Pregi e difetti

  • E' unica nel suo genere - Materiali e tecnologia al top - Capacità in offroad incredibili
  • Peso elevato - Spazio per i bagagli limitato - I paddles al volante si possono azionare solamente in Sport

 

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