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CIR 2017. Due Valli. A Andreucci (Peugeot) il primo Round di finale

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Andreucci-Andreussi vincono Tappa 1 e allungano. Campedelli ancora in gioco, Scandola, terzo, è fuori. CIR sospeso fino all’ultima domenica di Campionato, ma intanto Peugeot archivia anche il decimo Titolo Costruttori

CIR 2017. Due Valli. A Andreucci (Peugeot) il primo Round di finale

Verona, 14 Ottobre 2017. Paolo Andreucci e Anna Andreussi vincono la prima Tappa del Rally Due Valli. L’Equipaggio più rappresentativo dell’impegno di Peugeot Sport in Italia allunga nella generale a una… Tappa dalla fine, ma è il Marchio estero con il maggior numero di successi nel nostro Paese a fregiarsi per primo del decimo Titolo. La portentosa serie dell’Italiano Costruttori è iniziata nel 2002, e come dice Fabrizio Fabbri, “pignone” tecnico del moto quasi perpetuo dell’emanazione sportiva di Peugeot Italia, ai dieci assoluti bisognerebbe aggiungere i cinque “Due Ruote” conquistati in precedenza, negli anni novanta. “Sciocchezze”, e se pure qualche calice di Soave sale al cielo sotto le tende dei “Leoni” (e Maria Pia inizia ad andare in pressione) è l’attesa, quasi snervante del decimo “scudetto” di Andreucci la chiave emotiva del sabato, anzi dell’intero ultimo week end del CIR. Del resto si vince e si perde tutti insieme, e al già ragguardevole bilancio, inaugurato a Roma con i Titoli 2017 Junior e Due Ruote conquistati da Pollara, Princiotto e dalla Peugeot 208 R2, andrebbe ora aggiunto il carico da 11 della domenica veronese per dare il via alle celebrazioni.

Il sabato del Due Valli ha già detto molto, seppure a bassa voce ed espresso in una Gara “nervosa” e frammentaria. Una Prova Speciale è saltata per consentire l’intervento dell’autoambulanza in soccorso a uno spettatore infortunato, e per un identico motivo una seconda ha subìto un forte ritardo. Ritardi e cambi di percorso, come si può immaginare vista la porta in palio, hanno finito per rendere ancora più “agitata” la prima Tappa dell’appuntamento cruciale della Stagione, e per fortuna non abbastanza da deformarne il risultato.

Andreucci ha ribaltato immediatamente la situazione creatasi al termine della prova cittadina di venerdì sera, e quasi subito Scandola si è “sganciato” dalla cordata di “indipendenti” nella corsa al Titolo. Va detto che, contro ogni apparenza, il Pilota di Skoda Motorsport Italia occupava probabilmente la posizione più critica dello schieramento della finalissima. Giocare nel proprio stadio e aver il maggior gap da ricucire è certamente fonte di pressione, ma a rallentare Scandola e D’Amore alla resa dei conti sembra essere stata l’accoppiata fatale di un assetto sbagliato e di un problema di trasmissione. Troppo per mantenere vive la calma e le ridotte chance a disposizione.

Si è andati avanti, dunque, in una configurazione agonistica più semplice, ma progressivamente più avvincente. Andreucci contro Campedelli, 208 contro Fiesta, Peugeot contro BRC. Anche in questo caso con un paio di ingerenze tattiche. Da una parte, Andreucci, l’impossibilità di gestire il vantaggio, troppi pochi punti da amministrare in un Rally a coefficiente 1,5, dall’altra, Campedelli, l’ovvia disparità di esperienza per gestire lo spostamento dell’asse del contendere dal puro gesto sportivo a un più complesso insieme tecnico e psicologico. Morale, sia Andreucci che Campedelli non avevano altra scelta che quella di tenere altissimo il livello del confronto.

C’è da considerare anche il “diversivo” Rossetti, ma l’inserimento dell’indubbio talento messo a disposizione di Perico al volante della Skoda, seppure significativo entra in scena quando il confronto tra Andreucci e Campedelli ha già preso una piega precisa.

Per Campedelli, che finisce in lacrime al quarto posto, è ripartenza dalle 35 yard mentre Andreucci, primo per la sesta volta in questo Campionato, è a un passo dal touchdown. In mezzo Rossetti, secondo, che cercherà di vincere il Rally ma a cui non può interessare il Campionato, e Scandola, terzo ma ormai fuori dai giochi per l’uno e per l’altro

Andreucci ha già vinto, infatti, tutte le Prove del primo giro, convertendo il ritardo della vigilia in un vantaggio speculare di cinque secondi, e quando Rossetti esce allo scoperto vincendo le tre Speciali del pomeriggio, Andreucci è già lontano e imprendibile (parliamo di meno di tre secondi, beninteso), e Campedelli sta già subendo da quasi un giorno la pressione di Andreucci. Troppo per mantenere lucidità e fortuna, in mancanza della quale la Fiesta di Campedelli conclude la settima e penultima Speciale con due forature e un minuto di ritardo. Palla al centro. Anzi, per Campedelli, che finisce in lacrime al quarto posto, è ripartenza dalle 35 yard mentre Andreucci, primo per la sesta volta in questo Campionato, è a un passo dal touchdown. In mezzo Rossetti, secondo, che cercherà di vincere il Rally ma a cui non può interessare il Campionato, e Scandola, terzo ma ormai fuori dai giochi per l’uno e per l’altro.

Andreucci è a 95,75 punti, Campedelli a 82. Se non sbaglio, in caso contrario non me ne vergognerei data la complessità dell’algoritmo federale, il Rally Due Valli ha ancora 15,75 punti da dispensare a un vincitore “totale” (11,25 della Tappa e 4,5 della vittoria finale del Rally). Andreucci deve scartare un risultato, e il peggiore di quest’anno vale comunque 3 punti. Fate voi i conti, a me gira la testa.

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