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CIR 2017. Rally il Ciocco Part 1: Vincono Andreucci-Andreussi-Peugeot

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Gara 1 del Rally Il Ciocco e Valle del Serchio “tirata” e emozionante. Ad Andreucci 8 Speciali, a Campedelli le altre 5 per un “disavanzo” totale di appena 3.4 secondi. Perico 3°, Scandola penalizzato. Grande Rally per un grande Pubblico

CIR 2017. Rally il Ciocco Part 1: Vincono Andreucci-Andreussi-Peugeot

Il Ciocco, 18 Marzo 2017. Le cose ben fatte producono risultati eccellenti, e il Rally Il Ciocco e Valle del Serchio è fatto talmente bene da volare alto sulle regole del CIR, tese a produrre piccoli Rally, per emanare una prima, grande Prova dell’Italiano. Nessuno qui in Garfagnana si sognerebbe di fare un Rally piccolo e sacrificato, ma le regole lo impongono, e allora Barsella & Co. fanno in grande tutto il resto, per dare l’esempio di come si dovrebbe fare. Una parte del risultato è anche ridondante nella complessa 1a “Tappa” del Campionato, 13 Prove Speciali, riordini, trasferimenti, parchi assistenza, controlli e rifornimenti per 90 scarsi chilometri complessivi di tratti cronometrati, ma a fronte della giornata lunga e complicata per Team ed Equipaggi il Pubblico, all’appuntamento con un nuovo record, risponde occupando ogni punto strategico della Corsa e autenticando un nuovo documento della passione viscerale che anima la gente di questo angolo di paradiso toscano.

Naturalmente questa gente, pur rispettosa del valore dell’Avversario, quale esso sia, è salita sulle montagne per assistere alle imprese del suo Eroe, per vedergli scrivere sulle tortuose e perennemente imperfette strade della sua Terra un’altra, ennesima pagina della sua leggenda. Lui e la stupenda Eroina che lo accompagna in ogni battaglia, venuta dal lontano Nord Est e immediatamente adottata, “naturalizzata” castelnuovese d’ufficio e d’affetto.

E non meno naturalmente, Paolo Andreucci e Anna Andreussi rispondono all’appello del loro Pubblico, aggiudicandosi nel modo più moderno e sublime la prima Tappa del Campionato, prima frazione del Rally Il Ciocco di casa loro. Ovvero di misura, alla fine di una battaglia contro Simone Campedelli, interminabile, condotta sul filo di una supremazia labile e imposta come uno stillicidio, “educatamente”, Speciale dopo Speciale. Dapprima erodendo lo svantaggio conseguente allo scherzo della Pop Off che aveva fermato per 12 secondi la Peugeot 208 T16, uno degli “hilights” della Prova Spettacolo in notturna di Forte dei Marmi, e poi saltando sull’Avversario, superandolo e tenendolo a cortissima, ma debita distanza. Il finale è eloquente, Andreucci primo, Campedelli secondo, appena 3 secondi e 4 decimi di vantaggio.

Campedelli, che corre con la Ford Fiesta che BRC aveva preparato per il successo di Giandomenico Basso, è bravissimo. Anche… troppo rispetto a quello che ci si poteva aspettare in conseguenza di una decisione che è maturata nella sua forma definitiva solo nell’immediata vigilia del Rally. In macchina con Ometto, Campedelli si è messo in evidenza subito, vincendo la Prova-Spettacolo del Forte e dimostrando una grande affiatamento con la Macchina e con il percorso, non ha sbagliato, non ha mai avuto contro la sorte, e ben presto è rimasto l’unico avversario di Andreucci. Scandola, anche in questa stagione ufficiale Skoda Italia, è incorso in una penalità per l’anticipo a un controllo orario, Nucita ha avuto subito a che fare con una trasmissione riluttante della Skoda con cui il siciliano si presenta per la sfida dell’Italiano e Perico, anch’egli quest’anno al volante di una Skoda, è salito sul terzo gradino in virtù della sue qualità di gran “lavoratore” e di virtuoso dell’asfalto. Tutti comunque a debita distanza dal duello stellare che nel frattempo è andato in scena in testa alla Corsa.

Alla fine del primo dei tre giri in programma, Andreucci aveva azzerato lo svantaggio, e da lì fino alla fine della Tappa, il Rally Il Ciocco è stato un elegantissimo scambio di battute, otto volte la ragione dalla parte di Andreucci, cinque, compresa la PS Spettacolo, favorevoli a Campedelli. L’ultima parola, che equivale al primo successo stagionale e al pieno definitivo dei punti in palio, spetta a Andreucci, ma per tutto il giorno le differenze sono sottili, un decimo, due secondi, tre, solo una volta un margine importante, decisivo, 8 secondi a favore di Andreucci al primo passaggio sull’infida Renaio. La Fiesta di BRC è sempre andata bene, e dopo lo scherzo della Pop Off la 208 T16 di Peugeot Sport Italia e allestita da FPF è un orologio. Apparentemente più “facile” la Ford, risolutiva la Peugeot, perfettamente a suo agio Campedelli, imprendibile il “pacchetto” di Andreucci, che può certamente vantare un alleato in più, il terreno di gioco.

Attorno allo scenario del duello, bisogna allargare sensibilmente l’angolo di inquadratura per ritrovare da una parte il confronto ravvicinatissimo a tre, Perico, Scandola e il sorprendente, bravissimo Michelini per la conquista del Podio, e dall’altra e più indietro, l’interessante vitalità di altri protagonisti del Rally Il Ciocco e Valle del Serchio al quarantesimo anniversario. In particolare è avvincente la Gara delle due Hyundai debuttanti al Ciocco, e in questo caso quella di Ciavarella in netta evidenza su quella di Chentre, il toscano in gran vena e votato allo spettacolo da offrire al suo pubblico, e a “rischio” di podio non fosse incorso in un ritardo decisivo nel primo giro del mattino. Bene Rusce e Ferrarotti, salto di qualità con una Fiesta R5, e in mezzo decisamente interessante la gara di Panzani con una Super 2000 Peugeot. “Sorprendentemente” competitive sulle tortuose vie del Ciocco, e forse ancora più spettacolari, le 124 Abarth che rivendicano un ruolo nel CIR, nell’ordine quelle di Andolfi e Riolo subito davanti alla prima due ruote motrici al comando del Rally e in attesa della grande sfida del Campionato Junior, la Peugeot di Pollara e Princiotto.

Domenica, 2° Tappa ed epilogo del Rally Il Ciocco. Due Careggine e due Coreglia, in tutto altri 90 chilometri. Giornata più corta, decisamente, ma non meno interessante e complessa delle prima, sulla carta.

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