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CIR 2017. San Marino. A Scandola (Skoda) la 1a Tappa

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L’Ufficiale Skoda Italia, Campedelli e il giovane fenomeno Rovanpera sul podio della prima giornata del Rally. Andreucci quarto, attardato da una foratura. Rally a senso unico, con più paura che coraggio e in attesa di una scintilla di creatività

CIR 2017. San Marino. A Scandola (Skoda) la 1a Tappa

San Marino, 15 Luglio 2017. Se la tempesta regolamentare che ha imperversato sul CIR mirava a favorire situazioni di maggior equilibrio e a scatenare lo spettacolo, il Rally di San Marino cade in una congiuntura che soddisfa pienamente la prima chiave di lettura, ma molto meno la seconda. Sotto questo aspetto ha fatto molto più la festicciola locale della prova cittadina finale in notturna che non l’intera giornata di gara, scandita da una ritmica piuttosto monotona e “orecchiabile”, come quella di un ritornello, ma tutt’altro che avvincente.

I presupposti della vigilia dicevano Scandola all’attacco, Campedelli all’attacco, Andreucci in difesa. Gli “innesti” strategici dei “ragazzini” terribili, Rovanpera e Bulacia, dei “local” altrimenti blasonati, Ceccoli, o degli a volte ritornano, Nucita, erano solo distrazioni seducenti ma relativamente concrete rispetto al tenore imposto al Rally dalla posta in palio. Siamo infatti al sesto di otto Rally del Campionato, ma contestualmente all’undicesima di sedici prove che forniscono un punteggio. Non è più tempo di “trasparenze” e non è più aria di regali, o peggio ancora di errori. Chi corre per il titolo sente l’imperativo di concretizzare.

Ecco come accade che un’intera giornata di gara si sviluppi perfettamente sulle “guidelines”, ed ecco come una semplice foratura, per di più lenta, finisce per meritare il titolo di colpo di scena.

Scandola doveva attaccare perché vincere era l’unico modo per rimanere in corsa per un Titolo che lo vede più comprimario che protagonista, suo malgrado e non per demerito certamente, ma comunque a un bivio.

Campedelli doveva attaccare perché se un Pilota non approfitta della Gara di Casa per consolidare un’ipotesi e trasformarla in tesi, e magari anche per ritrovare una certa perduta credibilità, tanto vale che vada a fare le corse con sacchi.

Andreucci doveva difendersi, per una certa recente riluttanza ad esprimersi al meglio nelle gare sulla terra, dicono i maligni, ma soprattutto perché, dicono i più equilibrati, in testa al Campionato non aveva altra scelta che vestire l’armatura anti-errore e infilarsi nel vespaio di una situazione nettamente sfavorevole.

Per due terzi della prima tappa, che dal punto di vista del CIR equivale a un intero… dimezzato, gli attori protagonisti della pièce hanno interpretato rigorosamente il copione del pronostico, assai poco visionario per la verità, e con grande diligenza e applicazione ciascuno ha definito più chiaramene il proprio ruolo agli altri complementare.

Scandola è stato il primo a partire all’attacco, più forte di Andreucci ma anche più forte di Campedelli. Bravissimo, il veronese ha offerto spettacolo e imposto un ritmo insostenibile nelle prime cinque prove speciali. Per un soffio, dopo aver largamente dominato il primo giro, Scandola non è riuscito a estendere la propria autorità sull’intera seconda tornata di PS. Una due, tre, quattro, cinque prove vinte su cinque, “solo” secondo nella sesta.

Non era ancora arrivato il momento di tirare i remi in barca, certe occasioni vanno sfruttate il più a lungo possibile per pesare sul morale degli avversari, ma è stato allora che Campedelli, parzialmente rinunciatario sino a quel momento, ha provato a inserire il cuneo e a spezzare l’incantesimo. Rotto il ghiaccio, il terzo e ultimo giro è diventato finalmente qualcosa di meno scontato.

Sull’ultimo giro il Rally ha preso una forma più interessante, ma non per tutti. Partito Campedelli, partito anche Rovanpera, molto e subito a suo agio alla “scuola di terra” del San Marino, contemporaneamente è arrivato il “colpo di scena”, la foratura “lenta” e inspiegata di Andreucci sulla terza Sestino, meno della metà della “leggendaria” Prova del Sanremo della Storia. L’Ufficiale Peugeot Italia, così, non solo non è riuscito a completare l’assalto al podio e al giovane e rampante finlandese, ma ha dovuto guardarsi anche dall’attacco dell’ex Campione Italiano Terra, e “autoctono”, Daniele Ceccoli, effettivamente bravo sulla sua… Terra ma poi costretto al ritiro.

In questo rovesciamento di fronte, dopo che Scandola aveva vinto le prime cinque Speciali, Campedelli, tre, e Rovanpera, due, hanno finito per vincere le ultime cinque, dando alla classifica finale della prima Tappa, o alla provvisoria a metà del Rally, una fisionomia che si discosta solo di poco dalle previsioni della vigilia. A ulteriore sostegno della “Tesi Scandola” c’è, comunque, il fatto che l’Ufficiale Skoda è stato in testa dalla prima all’ultima Prova Speciale del giorno.

Scandola è in testa, Campedelli è secondo, a cinque piccoli secondi, e Andreucci è quarto, trenta secondi dal terzo classificato, Rovanpera, e quasi un minuto da Scandola. Andreucci partiva per primo, Campedelli per secondo, Scandola per terzo. Anche questa è una “variabile” importante dalla quale ha preso forma il più logico dei risultati.

La prima Tappa è archiviata. Andreucci resta in testa al CIR e “perfeziona” lo scarto che ancora deve definire, quattro punti oggi. Campedelli si avvicina, ma è ancora a dieci punti, sei se si considera lo scarto del Toscano. Scandola guadagna qualcosa, che tuttavia pare poca cosa visto che il disavanzo del veronese ammonta a oltre venti punti. La “morsa” del nuovo regolamento mantiene la situazione sostanzialmente inalterata, e il diverso, finalmente “meritocratico” ordine di partenza della Tappa/Gara di domenica rovescia i favori modificando, ancora leggermente, i presupposti. Campedelli e Andreucci possono provare ad insidiare la leadership CIR-virtuale di Scandola, ma è certo che il Pilota Skoda cercherà in tutti i modi di offrire nuovamente il meglio del suo repertorio già “cantato” a chiare note nella prima metà della… prima Tappa.

Anche lo scenario agonistico possibile della seconda Tappa è dunque tracciato, sia pure per sommi capi, ma è possibile che sul nuovo scenario “geografico, più decisamente spostato a Sud di San Marino, intervengano altri fattori in qualche modo suggeriti dalla giornata di sabato. Uno di questi è certamente il possibile exploit di Kalle Rovanpera.

 

45° Rally San Marino. 1a Tappa. Classifica Assoluta. 1. Scandola-D'Amore (Skoda Fabia) in 51'17.1; 2. Campedelli-Ometto (Ford Fiesta) a 5.0; 3. Rovanpera-Pietilainen (Peugeot 208 T16) a 29.1; 4. Andreucci-Andreussi (Peugeot 208 T16) a 58.4; 5. Bulacia Wilkinson-Mussano (Ford Fiesta R5 Evo) a 1'37.2; 6. Nucita-Vozzo (Ford Fiesta) a 1'46.0; 7. Costenaro-Bardini (Peugeot 208) a 1'57.7; 8. Hoelbling-Grassi (Skoda Fabia) a 2'50.3; 9. Marchioro-Marchetti (Peugeot 208 T16) a 3'23.3; 10. Panzani-Baldacci (Peugeot 207) a 3'29.2; 11. Dalmazzini-Ciucci (Ford Fiesta) a 4'05.4; 12. Ciuffi-Gonella (Peugeot 208) a 5'07.8; 13. Bruschetta-Zortea (Subaru Impreza) a 5'10.8; 14. Pollara-Princiotto (Peugeot 208 VTI) a 5'43.4; 15. Bottarelli-Fenoli (Peugeot 208) a 7'13.1

 

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