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Anche Mazda elettrifica la gamma, dal 2020: ci sarà un nuovo Wankel, ibrido

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Risorge il motore rotativo made in Japan, ma non per correre, sarà in aiuto alle auto elettriche

A Parigi, dove è in corso il Salone dell’Auto 2018, rimbalza tra le molte anche la notizia di Mazda ed è di quelle che gli amanti della tecnica apprezzano più di molte altre, solo “estetiche”: i giapponesi, che da anni puntano a ridurre le emissioni dell’intera filiera, con ottimi risultati anche usando motori endotermici a benzina, si buttano sull’elettrico.

Le nuove Mazda in vendita saranno tutte elettrificate, entro il 2030. Si parte dal 2020, dopo molti altri è vero, ma con soluzioni proprie e un “solo” 5% di auto puramente EV. Eppure le emissioni generate saranno inferiori, come ben sanno negli USA, dove Mazda spesso viene premiata per il suo basso livello di inquinamento ambientale. Il pezzo forte di Mazda, come in passato, sarà l’uso sotto il cofano delle proprie auto del mitico motore rotativo Wankel, questa volta in versione ibrida.

 

Scordatevi i primi modelli di fine anni Sessanta, le auto che vinsero a Le Mans, o la sportiva RX-8 (ultima della serie rotativa) si parla di modelli più generalisti nel target, anche se non ci sono dettagli. Sappiamo di una piccola Demio che già ha eseguito dei test, ottenendo ottime percorrenze in Giappone e negli USA.

Il rotativo, piccolo e leggero, potrà essere sfruttato ora anche come generatore di corrente elettrica, un range extender di quelli non comuni, per le vetture a propulsione elettrica Mazda del prossimo decennio. Certo che anzichè delle city-cars, immaginarsi una sportiva Vision Coupé elettrica, già di suo parecchio singolare, che quando finisce la batteria... Accende il "vanchelino": sarebbe tanta roba, rispetto ai rivali.

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