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F1 e ricorrenze

F1 e ricorrenze: tragico maggio

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Il mese di maggio per la F1 è quello del ricordo di incidenti mortali, tristi eventi che anno chiuso la carriera ma al contempo consacrato il mito di campioni come Ayrton Senna e Gilles Villeneuve

F1 e ricorrenze: tragico maggio

Per la religione cristiana maggio è il mese dedicato alla Madonna, per molti abitanti del nostro emisfero semplicemente un mese di feeling positivo per umore e fisico, durante il ripetitivo ciclo delle stagioni: periodo in cui incrementano le ore di luce quotidiana, fiorisce la natura e magari sboccia anche qualche amore. Per gli appassionati over40 di F1 invece, o comunque per coloro i quali possano ricordare con viva memoria almeno gli anni Ottanta del Circus iridato, è un mese di ricordi tra i più popolarmente tristi.

Solo una settimana fa ci si ricordava infatti di Ayrton Senna, per la ricorrenza della sua tragica morte in gara a Imola, durante il GP San Marino 1994 che stava conducendo in prima posizione su quella Williams Renault FW16 che tanto volle guidare per essere nuovamente vincente. Aveva 34 anni e una carriera sportiva già matura e piena di successi, difficilmente eguagliabile non solo per i piazzamenti e i record nelle classifiche, ma per come li otteneva.

Oggi, otto maggio, ricorre un altro triste anniversario per la F1 e i suoi piloti, una morte di quelle piante altrettanto copiosamente: Gilles Villeneuve perì infatti in questa data nel 1982, dopo il tremendo incidente che durante le prove di un Gran Premio a Zolder lo vide catapultato fuori dall’abitacolo della sua Ferrari 126 C2. Aveva 32 anni e una relativamente breve ma intensa carriera in F1, con sei vittorie e una passione sempre accesa verso di lui da parte dei fans di tutto il mondo.

Andando ancor più indietro nel tempo ve ne sono di altri, piloti periti questo mese e molto cari alla tifoseria italiana magari over50, come Lorenzo Bandini (maggio 1967). Passano i decenni e forse alla lunga potrà diminuire la popolarità rispetto a chi non li abbia visti correre, ma non viene scalfito il mito, soprattutto perché costruito sui rispettivi valori umani prima che tecnici, o di altro che possa oggi influire su popolarità e risultati di un pilota moderno.

  

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