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SUV Ferrari? Marchionne: «Tra 30 mesi»

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«Ma non sarà come quelli di Porsche», ha precisato l'ad a New York

SUV Ferrari? Marchionne: «Tra 30 mesi»

Montezemolo non lo voleva, ma per Sergio Marchionne un SUV realizzato da Ferrari non è affatto un tabù, anzi. Le parole che danno concretezza all'ipotesi di una Ferrari “tuttoterreno” che divide tra detrattori e sostenitori, l'ad le ha pronunciate ieri a Wall Street in occasione dell'apertura delle contrattazioni affidata a Marchionne come gran finale delle celebrazioni per i 70 anni del Cavallino Rampante. 

«Il SUV Ferrari? Probabilmente lo faremo, ma a modo nostro, sarà un prodotto diverso dagli altri che non si potrà comparare con la Porsche. Dobbiamo occupare nuovi spazi, senza perdere l’esclusività del nostro brand», ha precisato Marchionne che ha anche dato un'idea dei tempi necessari per prendere la decisione: ci vorranno 30 mesi per stabilire definitivamente se Ferrari può fare il suo ingresso nel redditizio mondo degli sport utility. 

Di più si saprà quando verrà presentato il piano quinquennale della Casa di Maranello, quello che definirà la “scaletta” dei nuovi modelli da lanciare tra il 2018 e il 2022. Intanto i primi effetti si sono fatti sentire. In Borsa il titolo Ferrari ha guadagnato più del 3%, rialzo al quale ha contribuito la seconda apertura di Marchionne, quella ai maggiori volumi.

Se nella precedente gestione Montezemolo infatti la Casa di Maranello si era prefissata un tetto di 10.000 auto all'anno al fine di mantenere alto il valore di mercato delle vetture e allo stesso tempo mantenere i conti in equilibrio, per Marchionne è più conveniente spingere sui volumi: «E' possibile raddoppiare i livelli di produzione a Maranello. Le strutture ci sono già», ha spiegato, sottolineando che «non è la fine del mondo superare quota 10.000. Quota 10.000 definisce un costruttore di piccoli volumi. Bisogna essere molto cauti una volta superato questo livello». 

Le celebrazioni per i 70 anni Ferrari a New York hanno caratterizzato tutto il fine settimana con le vetture più rappresentative della Casa di Maranello, classiche ed attuali, che sono state protagoniste davanti al celebre palazzo del NYSE e in più punti della città.

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  • Francesco.Tonin, Verona (VR)

    Anch'io sono perplesso, ma bisognerà vedere il risultato finale. In fin dei conti non trovo nulla di male quando si vuole esplorare nuovi settori, basta farlo nel modo giusto. Non sono d'accordo con chi vuole una Ferrari settaria che produce solo supercar a 2 posti o poco altro. L'importante è che rispecchi le caratteristiche meccaniche delle macchine del Cavallino. In fin dei conti marchi blasonati come Porsche si sono salvati grazie a Suv come Cayenne e Macan e i risultati si vedono. Il mercato Ferrari non è italiano è globale ed in tale contesto ci si deve muovere. Chi non apprezza questi cambiamenti ( rispetto parlando) lo trovo limitato, mi ricorda il ducatista tipo che vuole solo il bicilindrico , così come il guzzista. Poi se si va a vedere la storia si scopre che questi 2 marchi hanno fatto motori in più varianti (addirittura 8 cilindri) e nessuno si scandalizzava. Quindi si vedono i marchi stranieri, spesso premiati per la loro diversificazione dal mercato. E poi chi l'ha detto che la Ferrari debba sempre essere fatta in un certo modo?Saluti
  • maiamg

    a quando la ferrari autofunebre?
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