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Primo test

Infiniti Q60 [Video primo test]

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Abbiamo provato la nuova Infiniti Q60, un'auto perfetta per chi cerca stile e un discreto livello prestazionale

Infiniti è uno dei brand in maggiore evoluzione ed i tassi di crescita fatti registrare lo scorso anno (+500% in Europa) sono la dimostrazione di come l'allargamento verso il basso della gamma, con Q30 e QX30, sia assolutamente in linea con le esigenze di un mercato che cerca sempre più SUV e compatte premium.

Vetture che piacciono al mercato ma che non avrebbero senso se non esistesse anche una parte alta del listino sviluppata attorno a quella che viene considerata la tradizionale elite dell'automobile: ecco perché dopo la G37 (lanciata nel 2007) Infiniti ha scelto di proseguire l'offensiva nel ristretto segmento D coupé (che oggi vale il 5% del complessivo della categoria) con la Q60.

Ispirata dalle forme della Q80 Concept, la nuova Q60 vanta elementi stilistici interessanti, come la griglia a doppio arco, fari ispirati all'occhio umano e montante C con taglio a mezza luna. Una linea molto elegante, che si ritrova anche all'interno con una plancia driver oriented, all'interno della quale si sviluppa un cruscotto con strumentazione analogica e due schermi sovrapposti con funzionalità touch estremamente completi da un punto di vista software.

Tecnicamente la Q60 sfrutta diverse componenti viste sulla Q50, come lo sterzo elettronico diretto Direct Adaptive Steering DAS, le sospensioni Dynamic Digital Suspension ed il nuovo motore V6 VR30DDTT da 405 CV derivato dal 3.7 della Nissan GTR.

Origini "nobili" per un motore che non è l'unico disponibile all'interno della gamma: è possibile scegliere anche il quattro cilindri turbocompresso da due litri di derivazione Mercedes. Un'unità che viene proposta in abbinamento al cambio a sette rapporti e convertitore di coppia anch'esso firmato, all'origine, dalla Stella.

Il duemila , disponibile negli allestimenti Premium, Premium Tech, Sport e Sport Tech (diventa Q60S nelle ultime due declinazioni), è a trazione posteriore mentre la Q60S dotata del tremila (S rossa) è proposto solo con la trazione integrale negli allestimenti Sport e Sport Tech.

Cinque le modalità di guida, Sport+, Sport, Standard, Eco e Snow alla quale si aggiunge la Personal in cui è possibile andare a personalizzare numerosi parametri tra cui la risposta delle sospensioni e la reattività dello sterzo.

Lo sterzo attivo non è l'unico principio di autoguida disponibile in questo modello: telecamere a 360° permettono il controllo dell'area circostante ma anche elementi come i sensori di distanza, i fari attivi AFS a LED, il controllo dell'abbandono involontario della corsia ed i sistemi antitamponamento fanno parte della dotazione di questo modello.

Il prezzo di listino va da 46.900 euro a 62.400 per la 2.0 Premium mentre la tremila parte da 55.900 euro per toccare quota 68.900 euro nella versione al top di gamma Sport Tech.

Dal vivo: com'è fuori

La nuova Q60 è una vettura molto sofisticata da un punto di vista estetico, vanta linee molto armoniche ma a differenza di molte vetture caratterizzate da stili moderni si riconosce immediatamente al primo sguardo, in particolar modo nella zona anteriore dove spiccano il disegno della calandra cromata e lo stile dei fari. La costruzione è di alto livello, come del resto la verniciatura e le colorazioni proposte, mentre quello che non ci è piaciuto è la funzionalità del cofano del bagagliaio: quando piove fa entrare l'acqua nel vano. Evidentemente lo stile, a volte, conta più della funzionalità.

Dal vivo: com'è dentro

Il meglio del meglio dell'alleanza Renault/Nissan per le vetture di segmento D. Ottimi materiali, stile curato ed ottima dotazione tecnologica, in particolar modo per quanto riguarda i due schermi che prendono posto al centro della plancia: uno, quello basso, è di servizio mentre quello superiore è di "risposta" grazie alla visualizzazione delle mappe o delle telecamere 360. Un pacchetto niente male che si sposa con una strumentazione vecchia maniera, con tachimetro e contagiri analogici, e computer di bordo ricco di informazioni.

La cubatura del bagagliaio non è contenuta, sulla carta, ma le questioni di stile comandano sulla funzionalità e la geometria del vano non è certamente esaltante: di spazio ce ne sarebbe anche, insomma, ma in termini di sfruttabilità siamo molto lontani dagli esempi delle tedesche, decisamente più attente a questo dettaglio.

La vita a bordo è di alto livello per chi siede davanti mentre per chi siede dietro i due posti costringono a qualche sacrificio, in particolar modo per quanto riguarda gambe e testa. Ma chi compra un'auto del genere, solitamente, lo sa già in partenza.

Come si guida

Abbiamo scelto di guidare la nuova Infiniti Q60 in abbinamento al motore 2.0t da 211 CV abbinato al cambio a sette marce (convertitore di coppia) proposti come soluzione d'accesso alla gamma: nell'attesa del diesel o di un'ibrida, sempre che arrivino, questa è certamente la soluzione più a portata di mercato italiano oggi in listino. Quella da 405 CV, V6, sarebbe davvero molto interessante se non costringesse ad una spesa di superbollo poco giustificabile per un'auto che costa 60.000 euro.

Come si guida? La Q60 è un'auto davvero ben studiata perché da un lato ha lo sterzo by wire, che rende molto confortevole la guida intevenendo in situazioni come il recupero della traiettoria senza intervenire sul volante (e quindi senza percezione da parte del guidatore), e dall'altro vanta un sistema di sospensioni attive che lavora davvero bene unendo tutto quello che serve per rendere la Q60 confortevole ma allo stesso tempo sportiva.

Un'auto in grado di affrontare molte sfide "quotidiane", ben assistita da un quattro cilindri di origine Mercedes che non è certamente un fulmine di guerra ma sa farsi rispettare in termini prestazionali: si passa da 0 a 100 in poco più di 7 secondi con 235 km/h di velocità massima. Niente male considerando i contenuti della vettura.

Un motore in grado di consumare il giusto, meno di 9l/100 km, ben abbinato ad un cambio automatico che nella sua ultima evoluzione è diventato un po' più veloce e sportivo ma in questa declinazione Infiniti non vanta le palette al volante: una vera pecca se si considera che la vettura ha tutte le carte in regola per essere piacevole da guidare nel misto. Si può scegliere manualmente la marcia, attraverso la cloche sul tunnel centrale, ma le leve al volante sono un'assenza davvero curiosa.

In conclusione

Silenziosa e ben assistita dai sistemi di sicurezza la Q60 è dunque un'auto perfetta per chi cerca stile e un discreto livello prestazionale, il tutto inserito nel contesto di prezzo di listino allineato a quello delle "solite" concorrenti tedesche.

Pregi e difetti

  • - Stile personale - Motore e cambio Mercedes - Sospensioni attive e sterzo by wire
  • - Geometria del bagagliaio - Mancano i paddles al volante - Manca un motore diesel (o ibrido)

 

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