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carburanti

Stazioni di servizio: sempre meno, ma crescono le “pompe bianche”

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Su 20.000 pompe, solo la metà appartiene alle grandi compagnie petrolifere

Stazioni di servizio: sempre meno, ma crescono le “pompe bianche”

Grande distribuzione e pompe “no logo” stanno a poco a poco soppiantando le stazioni di servizio delle grandi compagnie petrolifere. E' quanto emerge da Oil&nonoil 2017, la manifestazione organizzata da Veronafiere dedicata alla filiera dei carburanti e dei servizi per la mobilità che si è tenuta a Roma.

GDO, retisti (cioè proprietari degli impianti) e operatori indipendenti, i gestori delle cosiddette pompe bianche, sono infatti cresciuti in pochi anni del 250%. La nuova figura che si affaccia sul mercato è infatti quella degli operatori indipendenti che, con il 20% degli impianti, hanno iniziato a operare direttamente con nuovi brand facendo registrare una crescita del 250% nel giro di pochi anni. Per contro le compagnie petrolifere detengono ad oggi una quota che supera di poco la metà. 

Il numero delle stazioni di servizio rimane dunque sovradimensionato rispetto all'effettiva domanda, con circa 20.000 pompe ad oggi operanti, nonostante la chiusura del 40% di quelli esistenti negli ultimi 30 anni a fronte di una riduzione progressiva del quantitativo medio di carburanti erogato negli ultimi dieci anni: -20% sulla rete stradale, -58% sulle autostrade. Di questi, oltre 6.500 impianti riportano i loghi delle grandi compagnie, ma in realtà la proprietà è dei retisti e della Grande distribuzione organizzata. 

Ma perché il carburante alle pompe bianche costa meno? Le no logo o le pompe dei retisti possono operare in convenzione con una compagnia petrolifera che fornisce loro i carburanti in esclusiva in cambio della possibilità di utilizzare il marchio, oppure possono rivolgersi sul mercato dei carburanti all’ingrosso delle raffinerie e dei depositi della zona per trovare il prezzo migliore e comprare il carburante al prezzo più vantaggioso di settimana in settimana.

  • Tabbe75_1, Medicina (BO)

    il prezzo è sceso non dalla comparsa delle pompe bianche private. il prezzo è sceso dalla comparsa delle pompe della GDO , che applicando un prezzo praticamente privo di margine e utilizzando una posizione privilegiata sia fiscalmente che politicamente , applicano di fatto una concorrenza sleale verso tutti gli altri operatori del settore.
    Posizione regalata dal loro caro amico bersani , sotto le mentite spoglie del decreto concorrenza che ha eliminato distanze e licenze , rovinando in pratica migliaia di attività commerciali medio piccole , realtà costrette a vivacchiare o a chiudere per mancanza di alternative, e questo vale per tutte le attivita commerciali , a parte i tassisti .
    Le stesse compagnie petrolifere hanno deciso di abbandonare il nostro paese , vedi Shell , per questa concorrenza che non rendeva remunerativi gli investimenti in nuove stazioni di servizio , in un paese dove un azienda normale paga il 50/60 percento di tassazione , a parte le cooperative , che come tutti sanno , ma basta informarsi per rendersene conto , godono di un regime fiscale agevolato .
    Con queste regole , chi investe in nuove stazioni di servizio , dove i tempi di ammortamento spesso superano i 10 anni ??? le compagnie petrolifere hanno capito che guadagnano di più , fornendo il solo carburate , eliminando di fatto tutte le problematiche legate ai mille e mille adempimenti che implica il possesso di una o più stazioni , vigili del fuoco , utf , arpa, inail ,anas , comuni province, città metropolitana ,furti e rapine ....ecc...ecc .
    Un settore morto, in stallo considerando anche il grande cambiamento che sta portanto l'arrivo di nuove tecnologie legato al trasporto trasporto, che si muovono con tempistiche completamente diverse , dai tempi bibblici che operano negli enti atti al rilascio di qualsiasi autorizzazione.....direi che basta per far passare la voglia di lavorare a qualsiasi operatore.
  • Tabbe75_1, Medicina (BO)

    il carburante costa meno ...
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