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La guida autonoma è sempre più vicina a diventare una realtà concreta anche in Italia, ma per trasformare i progressi tecnologici in servizi accessibili servono regole precise. È questo il messaggio dell'Osservatorio European Autonomous Driving del Politecnico di Milano, che invita a completare il percorso normativo previsto dal nuovo Codice della Strada. Il riconoscimento dei veicoli automatizzati rappresenta un primo passo importante, ma non basta a garantire l'avvio di servizi commerciali senza una disciplina chiara e applicabile.
Il principale ostacolo riguarda la necessità di definire le condizioni per utilizzare i veicoli a guida autonoma senza una persona a bordo. Il nuovo impianto normativo prevede inizialmente la presenza di un controllore, pronto a intervenire in caso di emergenza, mentre la possibilità di una supervisione da remoto dipende da ulteriori disposizioni. Secondo il Politecnico di Milano, è fondamentale stabilire tempi certi, responsabilità proporzionate al ruolo effettivamente svolto e procedure autorizzative trasparenti. La presenza obbligatoria di un operatore su ogni veicolo, infatti, rischia di ridurre la sostenibilità economica di servizi come robotaxi e robosharing, che potrebbero contribuire a trasformare la mobilità urbana. Le stime dell'Osservatorio indicano benefici socioeconomici potenziali fino a 6,1 miliardi di euro di costi sociali evitati in Italia tra il 2028 e il 2050, considerando gli effetti su incidenti ed emissioni locali. Completare il quadro normativo significa quindi creare le condizioni per valorizzare le competenze italiane, sostenere la filiera tecnologica e favorire nuovi servizi di mobilità, mantenendo la sicurezza al centro dello sviluppo.