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Lotus è cinese. Geely rileva il 51%

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Definitivo il passaggio al colosso cinese della Casa di Hethel in circa di rilancio

Lotus è cinese. Geely rileva il 51%

Dopo Volvo nel 2010, il gruppo cinese Zhejiang Geely Holding Group ha messo a segno un altro colpo di mercato acquisendo con il 51% il controllo di Lotus, mentre il restante 49% è stato acquisito dalla malese Etika Automotive, fornitore di componentistica di proprietà dello stesso gruppo cinese connesso già ai precedenti proprietari di DRB-Hicom.

Jean-Marc Gales, in carica dal 2014, rimarrà amministratore delegato della nuova Lotus, mentre cambierà completamente faccia il board, che sarà formato da cinque membri. Geely ha nominato Daniel Donghui Li nel ruolo di presidente, il vicepresidente di Geely Auto Feng Qing Feng e Nathan Yu Ning. Etika si affiderà a Dato’ Sharil Tarmizi e ad un altro membr che sarà nominato in seguito.

L'obiettivo è naturalmente quello di risollevare le sorti della Casa di Hethel fondata da Colin Chapman nel 1952 che negli anni più recenti per mancanza di capitali si è limitata a riproporre modelli da anni già in gamma.

Geely c'è riuscita con Volvo, acquisita da Ford nel 2010 per 1,8 miliardi di euro. La Casa svedese nel 2016 ha fatto il record di vendite con una crescita del 6,2% e ha aperto il 2017 con previsioni rosee soprattutto in Cina e USA, dove è in corso la costruzione di un nuovo stabilimento dedicato a S60 e alla nuova XC90 che vedrà la luce nel 2021.

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