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WEC 2017, 6 Ore di Shanghai: vince Toyota. Hartley, Bernhard, Bamber e Porsche campioni del mondo

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La Toyota TS050 Hybrid n.8 si impone in Cina. Hartley, Bernhard e Bamber si aggiudicano il titolo piloti, mentre Porsche ottiene quello costruttori

WEC 2017, 6 Ore di Shanghai: vince Toyota. Hartley, Bernhard, Bamber e Porsche campioni del mondo

Porsche si aggiudica entrambi i titoli iridati al termine di una corsa che ha visto trionfare Toyota: a vincere è stata la TS050 Hybrid n.8, di Sébastien Buemi, Anthony Davidson e Kazuki Nakajima. Il secondo posto della Porsche 919 Hybrid n.2 affidata a Brendon Hartley, Timo Bernhard ed Earl Bamber consegna ai due neozelandesi e al tedesco il mondiale piloti. Terza posizione per la 919 Hybrid n.1, di André Lotterer, Neel Jani e Nick Tandy. Nonostante una gara all'inseguimento, la casa di Zuffenhausen ha la certezza matematica anche dell'iride costruttori con una gara d'anticipo. Quarta è la TS050 Hybrid n.7, nelle mani di Mike Conway, Kamui Kobayashi e José Maria Lopez.

Al via Lopez, scattato dalla pole position al volante della sua TS050 Hybrid n.7, ha preso il comando della corsa. Alle sue spalle Tandy, sulla Porsche 919 Hybrid n.1, Buemi, sulla TS050 Hybrid n.8, e Bamber, sulla 919 Hybrid n.2. Buemi e Bamber hanno dato lotta ad una bagarre nelle prime fasi di gara, risoltasi a favore del primo. Non pago, Buemi ha sopravanzato Tandy nel corso del giro numero 13 e ha beffato anche Lopez, approfittando di un suo errore due tornate più tardi. Lopez, nel tentativo di doppiare una LMP2, la Oreca 07 Gibson n.26 della G-Drive Racing, affidata al debuttante Nico Muller, ha toccato l'altro prototipo ed è finiito in testacoda, perdendo due posizioni.

La strada verso la vittoria di Buemi e compagni è stata facilitata dai gravi problemi occorsi sulla 919 Hybrid n.1 mentre Tandy era alla guida: un improvviso calo di potenza ha fatto perdere 86 secondi al neozelandese. Nella prima fase di pit stop, Buemi, Tandy e Bamber sono rimasti in macchina e non sono stati effettuati cambi gomma sulle loro vetture; l'unico avvicendamento tra piloti - con relativa sostituzione degli pneumatici - è stato quello tra Lopez e Kobayashi sulla TS050 Hybrid n.7. Da qui in avanti Toyota ha potuto gestire senza alcun problema la corsa con i due prototipi nelle posizioni di comando, fino al momento in cui Lopez ha commesso un errore in fase di doppiaggio di una GTE, danneggiando il prototipo e precipitando in quarta posizione. Ai due equipaggi di casa Porsche sono bastati il secondo e il terzo posto per centrare l'iride piloti - nel caso degli alfieri della 919 Hybrid n.2 - e quello costruttori. 

Nella classe LMP2, vittoria per l'Oreca 07 Gibson n.31 della Vaillante Rebellion, nelle mani di Bruno Senna, Julien Canal e Nicolas Prost. Seconda posizione per l'Alpine A470 Gibson n.36, di Nicolas Lapierre, Gustavo Menezes e André Negrao, davanti alla Oreca 07 Gibson n.13, affidata a Nelson Piquet Junior, David Heinemeier Hensson e Mathias Beche.

La classe LMGTE Pro sorride a Ford: a tagliare il traguardo per prima è stata la GT n.67 di Andy Priaulx e Harry Tincknell. Seguono la 911 RSR n.91, affidata a Richard Lietz e Frederick Mackowiecki, e la Ferrari 488 GTE n.51 nelle mani di James Calado e del nostro Alessandro Pier Guidi. Tincknell e Lietz sono stati protagonisti di un'avvincente battaglia nell'ultima ora di gara. Con il risultato odierno, Ferrari vince la GT Cup con una corsa di anticipo. In LMGTE Am vittoria per l'Aston Martin V8 Vantage n.98 di Paul Dalla Lana, Pedro Lamy e Matthias Lauda. 

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