Il Bar della Dakar. Che possibilità ci sono di veder concesso un bis?

Il Bar della Dakar. Che possibilità ci sono di veder concesso un bis?
Pubblicità
E adesso siamo in corsa. 12 giorni più uno di “riposo”. 312 ore, 18.720 minuti di sospensione prima dei verdetti. Proviamo a immaginare. Possono i campioni in carica, Carlos Sainz e Ricky Brabec confermarsi?
3 gennaio 2020

Jeddah, Arabia Saudita, 2 Gennaio. Nel 2020 hanno vinto Carlos Sainz (con Lucas Cruz) e Ricky Brabec. La terza volta del Matador, la prima di un americano. Partiamo dalle Macchine. Terzo successo del bi-campione del Mondo WRC, uomo e pilota nella leggenda… a tempo pieno. La prima volta con una Volkswagen, la seconda con la Peugeot, la terza con la nuova Mini Buggy.

In tutte e tre le vittorie c’è il suo diabolico zampino di geniale, determinato sviluppatore e innovatore di Macchine vincenti. Semplicemente un genio. Il miglior ingegnere, il miglior collaudatore, il miglior pilota riuniti in una sola persona! Terrore e paradiso dei reparti corsa.

Scusate, al Bar della Dakar si entra uno alla volta, quest’anno, con la mascherina ben indossata e solo per asporto. Non vi ammassate e chiacchieriamo, discutiamo, litighiamo a debita distanza. Bar aperto, comunque, in bivacco chiuso, il Bar-Bolla Dakar 21.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Allora si diceva di Sainz Senior, e la domanda è spontanea: potrebbe, il madrileno, riuscire a confermarsi, a vincere da Campione in carica? Chi può andare a rompergli le uova nel paniere? Alla prima domanda rispondo , alla seconda Nasser Al Attiyah. Peterhansel? Sento dire “Peter”? Sì, c’è anche lui, d’ufficio, ma a parte il nuovo navigatore, Dudd il Panettiere, al secolo Edouard Boulanger, che può essere un asso nella manica, io Monsieur Dakar non lo vedo così motivato. Lo era di più quando c’era sua moglie Andrea al suo fianco, lo è per definizione ma non, credo, come Sainz e Al Attiyah.

C’è la montatura di un fatto personale, tra i due, che è dinamite. Niente di odioso, s’intenda, solo pura adrenalina di confronto agonistico e diretto. Mors tua vita mea, in salsa di Sport. Carlos ha portato il buggy Mini John Cooper Works di X-raid ad un’efficienza allo stato dell’arte, potete pure scommetterci tutti i vostri risparmi. Nasser ha messo il fuoco al culo degli ingegneri Toyota Gazoo Racing, dal Giappone al Sud Africa, per avere tra le mani un Hilux analogamente… allo stato dell’arte.

Sainz ha lo stimolo di un figlio che si sta facendo notare in formula 1, e il cui uguale nome spesso salta fuori prima del suo quando ti rivolgi a Google, il Principe del Qatar ha la spinta eroica di un intero Paese confinante con il teatro per un “lavoro” da portare a termine, prima di andare a fare la settima Olimpiade ad Atene, se si farà.

In 18.720 minuti di gara posso succedere tante cose, anche più volte. Gomme, sassi, benzine e gasolio, piccoli errori, disavventure di mille generi, ma se tutto fila liscio Sainz e Al Attiyah manderanno in scena uno spettacolo ineguagliabile.

Passiamo alle Moto. Orioli, Neveu, Peterhansel, Coma, Despres ci hanno insegnato che il giorno che impari a vincere una Dakar delle Moto capisci molte cose e puoi rifarlo. Diventi Maestro e scavi un fossato più profondo tra te e i “piloti comuni”. Non è solo la classe, il talento.

Ricky Brabec ha vinto tre Dakar, tutte nel 2020. La prima è la vittoria personale, la seconda la prima volta di un americano - leggi bene, non era mai successo in 43 anni - e la terza è l’interruzione del dominio di KTM, durato ben 18 anni, con la Honda che mancava all’appuntamento da trent’anni, Gilles Lalay, 1989!

Quindi il trentenne californiano, che ha strapienamente meritato il successo 2020 dopo essere andato a credito l’anno prima, è Maestro tre volte. Giusto l’equivalente delle tre vittorie dei Maestri Price, Sunderland e Walkner più il bis con un polso rotto dell’australiano, Dakar 100% Perù, 2019.

Si tratta esattamente del tridente che il Team KTM del Generale Viladoms manda in campo per vendicare una sconfitta che, come insegna la storia, fosse un episodio di Storia sarebbe costata la sua testa. Che KTM voglia indietro il suo trono è comprensibile e tutti sanno perfettamente che ce la può fare. Ricky ne è pienamente cosciente e consapevole, e se è vero che anche le Moto imparano a vincere, adesso il sodalizio con la sua Honda 450 Rally è più forte, garantisce un livello di potenza di fuoco almeno analogo. Un movente straordinario per diventare un serial killer. Altra cosa è considerare gli arsenali a disposizione dei rispettivi Team. Su quello degli austriaci possiamo mettere la mano sul fuoco, mentre l’efficienza di quello giapponese di stanza in Iberia passa per il salto di qualità degli altri suoi Piloti, Joan Barreda e Kevin Benavides prima di tutti.

Dunque sì, la riconferma dei Campioni in carica delle Dakar di Auto e Moto è una seria possibilità.

Cosa avete da dire voi, la fuori?

 

© Immagini: “Nani” Roma Media, BRX, Red Bull Content Pool, X-raid, Toyota Gazoo Racing, ASO, KTM, Honda, Rally Zone, Francesca Gasperi

Argomenti

Ultime da Dakar

Pubblicità