Brignone oro al Super G, Goggia, Vonn e McDavid: le auto (da sogno) dei campioni di Milano-Cortina 2026

Brignone oro al Super G, Goggia, Vonn e McDavid: le auto (da sogno) dei campioni di Milano-Cortina 2026
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Da Ferrari a Lamborghini, da Audi RS6 a Porsche GT3: cosa guidano gli atleti delle Olimpiadi invernali quando tolgono sci, pattini e casco da hockey. Storie di supercar, seconde carriere al volante e garage milionari
12 febbraio 2026

Federica Brignone, fresca d'oro nel Super G di Milano-Cortina 2026, torna a casa su un'Audi Q7 plug-in hybrid dopo aver testato una R8 da pista a Imola. Sofia Goggia sfreccia su un'Audi RS6 Avant da 600 cavalli, verde come le foreste bergamasche. Connor McDavid, capitano del Canada di hockey appena sbarcato a Milano, parcheggia nel suo garage una Lamborghini Huracán accanto a una Ferrari F430. Lindsey Vonn, prima della rovinosa caduta nella discesa olimpica, aveva rifiutato un'offerta di Red Bull per correre in Formula 1.

C'è un filo rosso che lega le piste innevate all'asfalto rovente dei circuiti: è la fame di velocità, quella stessa adrenalina che spinge un discesista oltre i 150 km/h e che, una volta smessi gli scarponi, trova sfogo naturale nelle quattro ruote. Alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, dove in questi giorni si sfidano le più grandi stelle degli sport invernali, il legame tra neve e motori non è mai stato così evidente — e così raccontabile.

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Le azzurre di Milano-Cortina 2026: Brignone e Goggia tra Audi e adrenalina

Il legame tra sci italiano e mondo dell'auto ha trovato negli ultimi anni un punto di incontro istituzionale grazie alla storica partnership tra Audi e la Federazione Italiana Sport Invernali, attiva dal 2007. Ogni anno, nel tradizionale appuntamento della consegna della flotta a Trento, ventisei atleti azzurri ricevono le chiavi delle loro nuove auto dei Quattro Anelli. Tra loro, le protagoniste assolute di questi Giochi.

Federica Brignone, fresca di oro nel Super G e plurimedagliata olimpica, prima italiana a vincere la Coppa del Mondo generale nel 2020, ha un rapporto con le auto che mescola pragmatismo e gusto per la velocità. La milanese, che da oltre dieci anni riceve un'Audi dalla FISI, guida una Q7 TFSI e plug-in hybrid, un SUV spazioso e confortevole, perfetto per gli spostamenti in montagna. Ma non mancano i guizzi: Brignone ha partecipato a diverse driving experience Audi, testando anche bolidi come la R8 e la RS3 sul circuito di Imola, affiancata dal leggendario Dindo Capello, tre volte vincitore della 24 Ore di Le Mans. "La velocità mi piace, altrimenti non potrei praticare il mio sport," ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport, "ma se uno sente la vocazione di correre, punti a farlo in circuito. La strada va vissuta in modo responsabile."

Sofia Goggia, bronzo nella discesa libera di queste Olimpiadi — terza medaglia a cinque cerchi in tre edizioni consecutive nella stessa specialità, un record assoluto — è da anni al volante di un'Audi RS6 Avant da 600 cavalli in un'inconfondibile colorazione Verde Goodwood Perla. La scelta non è casuale: "È bella piantata a terra, come i miei sci," ha detto la campionessa bergamasca ritirando le chiavi. Goggia, che ha confessato di essere affascinata dalle sfide al volante pur non sentendosi portata per il motorsport vero e proprio, ha vissuto anche due rocamboleschi incidenti stradali con le sue Audi — il più spettacolare al Sestriere nel 2019, quando la sua auto finì sopra un furgone parcheggiato, fortunatamente senza conseguenze. Ma la passione motoristica di Goggia si estende anche alle due ruote: in una recente intervista ha raccontato il suo amore per Ducati e per il pilota Pecco Bagnaia, sottolineando come la moto, al pari della bicicletta, rappresenti per lei la libertà. "Avere un motore che ti spinge nelle curve è sempre bello," ha detto con la consueta schiettezza.

Dominik Paris, Giovanni Franzoni e gli altri azzurri: tra Red Bull e Gran Premi

Tra gli azzurri protagonisti a Milano-Cortina 2026, Dominik Paris — il re della Stelvio e della Streif, medagliato in queste Olimpiadi di casa — incarna un rapporto viscerale con i motori. L'altoatesino, sponsorizzato Red Bull, ha una passione dichiarata per la MotoGP e ha vissuto da protagonista il Gran Premio d'Austria al Red Bull Ring nell'estate 2025, dove ha addirittura consegnato il trofeo a Marc Marquez sul podio. Paris, che tra i suoi hobby annovera mountain bike e arrampicata, vive i week-end motoristici con la stessa intensità di una gara di discesa libera.

Anche Giovanni Franzoni, il giovane rivelazione azzurra che a Milano-Cortina ha conquistato una splendida medaglia nella discesa libera, rientra nel sistema FISI-Audi e ha ricevuto la sua auto nella consegna della flotta a Trento nell'ottobre 2024. Il ventiquattrenne bergamasco, per ora, sembra concentrare tutta la sua adrenalina sugli sci, ma il legame con il mondo dell'automobile è già parte della sua quotidianità professionale.

Alberto Tomba: Ferrari gialla e il mito di un'epoca

Quando si pensa a "Tomba la Bomba", il campione bolognese che tra il 1988 e il 1996 ha conquistato tre ori e due argenti olimpici rivoluzionando l'immagine dello sci italiano, è impossibile non associarlo a un'estetica da divo che includeva immancabilmente le supercar. Il triangolo che definì la sua vita fuori dalle piste — sintetizzato dalla stampa dell'epoca con la formula ironica "Ferrari, discoteca e gnocca" — racconta un uomo per il quale l'auto era molto più di un mezzo di trasporto: era un simbolo di successo e di voglia di vivere. Dopo il titolo olimpico di Calgary nel 1988, si racconta che Tomba abbia ricevuto in regalo una Ferrari che volle rigorosamente gialla, colore perfettamente in linea con il carattere dell'esuberante campione. Di sicuro, nel suo garage hanno fatto la loro comparsa una F40 e una Testarossa, come quella della foto che vi proponiamo. Nel corso della sua carriera è stato testimonial sia di FIAT che di Mercedes-Benz, legando il suo nome a due delle case automobilistiche più importanti d'Europa. E nel 2010, ormai ritirato, non ha resistito al fascino della Mille Miglia, la leggendaria rievocazione storica: è sceso in pista al fianco dell'ex pilota di Formula 1 Jochen Mass, dimostrando che la febbre della velocità su asfalto non lo aveva mai abbandonato.

Kristian Ghedina: il discesista diventato pilota

Se per Tomba l'automobile era parte del suo personaggio pubblico, per Kristian Ghedina la passione per i motori è diventata una vera e propria seconda vita. Il campione ampezzano, capace di sfondare il muro dei 200 km/h sugli sci e vincere sulla mitica Streif di Kitzbühel, ha raccontato più volte come il sogno dei motori lo accompagnasse fin da bambino: "Quando rientravo dallo sci club passavo gran parte del tempo in garage a elaborare moto. Avevo una moto Ape che andava più veloce di una jeep." Se fosse nato in Emilia Romagna anziché a Cortina d'Ampezzo, ha ammesso, sarebbe probabilmente diventato un pilota professionista.

Dopo il ritiro, Ghedina si è gettato subito nell'avventura dei motori. Grazie all'amicizia con Alex Zanardi e al rapporto con BMW, ha esordito nel Campionato Italiano Superturismo, poi si è cimentato nella Formula 3000 International Masters e nella Porsche Supercup, prima di approdare all'International Superstars Series, dove tra il 2007 e il 2012 ha conquistato nove podi e una vittoria al Mugello. Ha corso anche nel Supermotard e, nel 2021, a oltre cinquant'anni, si è lanciato nel campionato Legend Cars. Eppure, nella vita quotidiana, guida un pratico Volkswagen California. Il suo ultimo libro, "Ghedo. Non ho fretta ma vado veloce", racconta proprio questa doppia anima: la velocità come filosofia di vita, su neve e su asfalto.

Marcel Hirscher: tra Audi RS6 e Audi R8 da competizione

Spostandoci oltre confine, il legame tra sci e motori diventa ancora più evidente. Marcel Hirscher, l'austriaco naturalizzato olandese che ha dominato lo sci alpino con otto Coppe del Mondo generali consecutive e due ori olimpici a PyeongChang 2018, ha vissuto per anni una partnership strettissima con Audi. Nel 2019, subito dopo il ritiro, ha ricevuto un fiammante Audi RS6 Avant da 600 cavalli, definendolo il connubio perfetto tra sicurezza e piacere di guida. Ma l'amore per i motori di Hirscher va oltre il ruolo di testimonial: il campione salisburghese ha guidato un'Audi R8 LMS GT3 al Red Bull Ring, attirando l'attenzione del consulente Red Bull Helmut Marko, che ne ha elogiato il talento al volante. Sui social, Hirscher si mostra spesso in sella a moto da motocross, confermando che la ricerca dell'adrenalina è per lui un bisogno vitale che travalica qualsiasi disciplina.

Lindsey Vonn: dall'offerta della Formula 1 alla collezione di supercar

La passione più sorprendente per le automobili nel mondo dello sci è forse quella di Lindsey Vonn. L'americana, che a Milano-Cortina 2026 ha tentato il suo quinto e ultimo assalto olimpico a 41 anni — purtroppo interrotto da una drammatica caduta nella discesa libera — non è solo una delle sciatrici più vincenti di sempre ma anche una vera appassionata di motori. Nel 2016, si è regalata un test su Formula Renault 3.5 al Red Bull Ring: "È incredibile guidare un'auto da corsa. In entrambi gli sport serve il tempismo giusto: sapere quando accelerare, quando frenare e come trovare la traiettoria migliore."

La rivelazione più clamorosa è arrivata nel 2020, quando Vonn ha raccontato di aver ricevuto un'offerta da Red Bull per entrare nel programma di formazione verso la Formula 1. Un impegno triennale che avrebbe potuto portarla a un sedile in monoposto, o in alternativa alla NASCAR. Ha rifiutato perché le condizioni — niente gravidanze, dedizione totale — non si conciliavano con i suoi progetti di vita. La sua collezione di auto racconta tutto il suo eclettismo: negli anni ha posseduto diverse Audi (RS6, RS7, R8 Spyder), una Dodge Durango, una Chevrolet Camaro SS Convertible, una Rolls-Royce Corniche del 1995 e una rara Land Rover Defender customizzata da Osprey. L'ultima aggiunta è un'Aston Martin DBX, il lussuoso SUV britannico che usa come auto quotidiana a Beverly Hills.

Le stelle dell'hockey NHL: garage da milioni di dollari sul ghiaccio di Milano

Con il ritorno dei giocatori NHL alle Olimpiadi — per la prima volta dal 2014 — Milano-Cortina 2026 ospita anche i più ricchi e glamour atleti degli sport invernali. Il torneo maschile di hockey su ghiaccio, che proprio oggi vede il debutto di USA contro Lettonia e Canada contro Repubblica Ceca, porta sul ghiaccio italiano stelle con garage da capogiro.

Connor McDavid, capitano del Team Canada e considerato il miglior giocatore di hockey al mondo, possiede una collezione che include una Lamborghini Huracán, una Mercedes-Benz SLS AMG, una Ferrari F430, un'Audi R8 e un Range Rover Vogue — un garage che riflette la stessa velocità e precisione che mostra sul ghiaccio. Auston Matthews, capitano del Team USA e stella dei Toronto Maple Leafs, è ambasciatore del Policaro Group, concessionario di auto di lusso, e tra le sue preferenze figurano Porsche (è stato visto con una 911 GT3 RS e una 911 Carrera S) e Ferrari. Sidney Crosby, la leggenda canadese alla sua ultima apparizione olimpica a 38 anni, è noto per un approccio più sobrio e riservato anche nelle scelte automobilistiche, pur potendo contare su un patrimonio che gli consentirebbe qualsiasi capriccio su quattro ruote.

In generale, la cultura automobilistica è profondamente radicata nel mondo NHL: i giocatori nordamericani crescono con il mito dei pick-up truck e delle muscle car, per poi passare a Porsche, Lamborghini e Ferrari con i primi contratti multimilionari. Il ritorno di queste star alle Olimpiadi invernali porta a Milano-Cortina un tocco di glamour automobilistico che si aggiunge a quello già consolidato dello sci alpino.

L'asfalto come seconda pista

Il legame tra gli sport invernali e il mondo dell'automobile non è casuale. Sciatori, pattinatori e hockeyisti condividono qualità fondamentali: riflessi fulminei, capacità di leggere una traiettoria in frazioni di secondo, gestione del rischio e amore incondizionato per la velocità. I grandi marchi automobilistici lo sanno bene, e da decenni investono nello sci alpino come piattaforma di visibilità: Audi è title sponsor della Coppa del Mondo FIS dal 2001, mentre Red Bull è partner individuale di molti dei più grandi campioni.

Ma al di là del marketing, resta la dimensione più umana e affascinante: quella di atleti che, una volta smessi gli scarponi o abbandonato il bastone da hockey, cercano nelle quattro ruote la stessa emozione che il ghiaccio e la neve hanno regalato loro per una vita intera. Da Brignone a Goggia, da Tomba a Vonn, da McDavid a Hirscher, la curva perfetta — che sia tracciata sulla Streif, sulla pista del Mugello o sulla lama di un pattino — rimane il gesto supremo di chi ha fatto della velocità una ragione di vita. E Milano-Cortina 2026, con i suoi campioni su neve, ghiaccio e asfalto, ne è la dimostrazione più attuale.

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