Porsche 718 elettriche a rischio. Perchè il nuovo CEO potrebbe fermare tutto

Porsche 718 elettriche a rischio. Perchè il nuovo CEO potrebbe fermare tutto
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Il nuovo amministratore delegato di Porsche Michael Leiters starebbe valutando di cancellare definitivamente il progetto delle 718 Boxster e Cayman elettriche a causa di ritardi nello sviluppo e costi lievitati oltre ogni previsione. Una decisione che segnerebbe una clamorosa inversione di rotta nella strategia di elettrificazione della casa di Zuffenhausen.
3 febbraio 2026

La strada verso l'elettrificazione di Porsche si fa sempre più tortuosa. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il nuovo amministratore delegato Michael Leiters starebbe seriamente valutando di accantonare l'intero progetto delle sportive elettriche 718, mettendo fine allo sviluppo delle future Boxster e Cayman a batteria. Una decisione che, se confermata, rappresenterebbe un clamoroso dietrofront per la casa di Zuffenhausen, certificando il momento complesso di uno dei marchi più iconici dell'automotive mondiale.

Porsche 718 Boxster e Cayman Style Edition
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Costi, ritardi e conti in rosso

Le indiscrezioni parlano chiaro: i costi di sviluppo sarebbero lievitati ben oltre le previsioni iniziali, mentre i ritardi tecnici continuano ad accumularsi. Fonti vicine al dossier, interpellate dall'agenzia statunitense, hanno confermato che la cancellazione del progetto è un'opzione concreta sul tavolo del nuovo CEO, dal 1° gennaio alla guida del marchio al posto di Oliver Blume, attuale amministratore delegato del Gruppo Volkswagen.

Le riflessioni sulle future 718 scontano inevitabilmente il difficile contesto finanziario degli ultimi mesi. Nel terzo trimestre del 2025, il gruppo ha registrato una perdita operativa di 967 milioni di euro, un dato che segna un'inversione totale rispetto all'utile da 974 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente. Le svalutazioni legate alla piattaforma elettrica e alle batterie hanno pesato per 1,7 miliardi di euro, mentre la revisione complessiva del piano di elettrificazione potrebbe ridurre l'utile operativo fino a 1,8 miliardi.

Porsche Macan T elettrica servizi connessi
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Tracollo cinese e impatto dei dazi USA

Diverse le cause che hanno determinato le difficoltà finanziarie. In primo luogo, il mercato cinese – storicamente il più importante per il marchio tedesco – ha subito una contrazione evidente. Le vendite sono crollate del 26% nel 2025, scendendo a 41.938 unità rispetto alle 56.887 consegnate l'anno precedente. Una débâcle causata, oltre che dalla crescente aggressività dei produttori locali — in grado di offrire tecnologie avanzate a prezzi decisamente più competitivi – anche dal raffreddamento generale della domanda di auto di lusso nel paese asiatico.

Parallelamente, l'introduzione sul mercato americano – primo sbocco commerciale per Porsche – di dazi all'importazione che in alcuni casi hanno raggiunto il 27,5% sulle auto europee, successivamente ridotti al 15%, ha avuto un pesante impatto sui conti: sono stati circa 500 milioni di euro di costi aggiuntivi nei primi nove mesi del 2025.

Problemi tecnici che hanno affossato il progetto

Inizialmente previsto per il debutto già nel 2024, il progetto 718 elettrico, ha dovuto affrontare una serie di problematiche tecniche. Difficoltà nello sviluppo del software, problemi di ingegnerizzazione e criticità nell'approvvigionamento delle batterie hanno fatto slittare il lancio al 2026. Ma anche questa data appare sempre più in dubbio.

Le discussioni interne sull'introduzione di una versione plug-in hybrid hanno complicato ulteriormente il quadro, richiedendo lo sviluppo parallelo di piattaforme diverse e allungando i tempi di realizzazione del progetto, con il rischio di portare sul mercato vetture con tecnologie già superate dalla concorrenza.

Porsche Vision 357 Speedster
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C'è ancora spazio per il termico

Nonostante l'annunciata dismissione, Boxster e Cayman avevano chiuso il 2024 – ultimo anno completo di produzione – con vendite in crescita del 15%, raggiungendo quota 23.670 unità. Un segnale della forza commerciale della gamma sportiva ”entry-level" che, per una decina d'anni, ha rappresentato la porta d'accesso al mondo Porsche, con prezzi di partenza intorno ai 70.000 euro prima dell'uscita definitiva dai listini nell'ottobre 2025.

La strategia di elettrificazione complessiva di Porsche sta vivendo una fase di profondo ripensamento. Se fino a poco tempo fa l'obiettivo dichiarato era raggiungere l'80% di vendite elettriche entro il 2030, oggi l'azienda sta tornando a puntare con maggiore convinzione sui motori a combustione interna e sulle soluzioni ibride, nonostante questo comporti costi enormi.

Le sfide che dovrà affrontare il nuovo CEO

Michael Leiters, il nuovo numero uno di Porsche, non è un volto nuovo per l'azienda. Ha lavorato a Zuffenhausen per oltre 13 anni, occupandosi proprio dello sviluppo di modelli come Macan e Cayenne, prima di trasferirsi in Ferrari come Chief Technology Officer e successivamente assumere la guida di McLaren Automotive fino all'aprile 2025. Il compito che lo attende è tutt'altro che semplice.

Oltre alla questione sulle future 718 elettriche, sul tavolo del manager si prospetta un delicato confronto con i sindacati su ulteriori misure di riduzione dei costi. Nel frattempo, il CFO Jochen Breckner ha comunicato che il ritorno a margini operativi a doppia cifra dell'azienda avverrà solo dopo il 2026.

Michael Leiters, il nuovo numero uno di Porsche
Michael Leiters, il nuovo numero uno di Porsche

Il settore automobilistico di lusso si trova nella complessa situazione di dover bilanciare le aspettative dei puristi – che spesso preferiscono ancora il motore termico – con le richieste normative e ambientali che spingono invece verso l'elettrificazione. La scelta di Leiters e del vertici della Casa tedesca sul destino delle 718 elettriche potrebbe suggerire la direzione di Porsche per il futuro: adottare un approccio pragmatico e vicino alle richieste del mercato e dei propri clienti oppure perseguire una strategia elettrica che, almeno per ora, non ha mantenuto le aspettative.

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