F1 2026, Sainz spiazza tutti in Bahrain: “Red Bull Ford ha un chiaro passo avanti, è impressionante”

F1 2026, Sainz spiazza tutti in Bahrain: “Red Bull Ford ha un chiaro passo avanti, è impressionante”
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Carlos Sainz analizza i test F1 2026 in Bahrain e sorprende tutti: secondo lo spagnolo, la power unit Red Bull Ford è “un chiaro passo avanti” rispetto alla concorrenza. Ecco cosa ha visto dai dati GPS
12 febbraio 2026

Recuperare il tempo perso e accelerare la curva di apprendimento in una Formula 1 completamente rivoluzionata. È questa la priorità di Carlos Sainz nella seconda giornata di test prestagionali in Bahrain. Dopo aver girato ieri mattina – appena 17 tornate all’attivo – lo spagnolo tornerà in pista questo pomeriggio con la FW48, chiamato a macinare chilometri fondamentali dopo che Williams ha saltato lo shakedown collettivo di Barcellona per ritardi nell’assemblaggio finale della vettura.

Foto copertina: ANSA

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Un’assenza che pesa, soprattutto in un anno di cambio regolamentare così profondo. “Solo 17 giri per me finora con questa generazione di vetture, quindi potete immaginare quanto sarà grande la curva di apprendimento – ha ammesso Sainz –. Non sono ancora la persona ideale a cui chiedere una valutazione completa, ho bisogno di un paio di giorni in più in macchina”.

Il primo impatto, però, è stato incoraggiante. “È stata una giornata molto produttiva. Sono contento di aver completato tutto il programma senza problemi e di aver iniziato a recuperare il tempo perso a Barcellona. La macchina è stata onestamente abbastanza buona rispetto al simulatore e si è comportata più o meno come ci aspettavamo”. Un segnale importante per Grove dopo un inverno complicato, con “alcuni imprevisti” che hanno costretto il team a rivedere i piani. “Non lo nascondo, avrei voluto essere a Barcellona per avere quei tre giorni di vantaggio. Ma presentarci in Bahrain e vivere una giornata liscia come quella di ieri manda il messaggio che ora stiamo lavorando bene e stiamo cercando di recuperare”.

Le condizioni ambientali non hanno facilitato il lavoro. Vento forte e temperature elevate hanno reso la sessione mattutina particolarmente complessa. “Il Bahrain non è mai la pista ideale per testare, perché la temperatura dell’asfalto cambia molto durante la giornata e il grip può variare anche di due secondi. Quando cerchi di analizzare i dettagli più piccoli diventa tutto più complicato”. In un contesto tecnico dove ogni parametro – dal deployment alla gestione del cambio – è ancora in fase di esplorazione, anche il minimo riferimento può essere falsato.

ANSA

Ed è proprio su power unit, cambio e gestione dell’energia che si concentra l’attenzione di Sainz. “In questo momento la testa di tutti è su motore, gearbox e deployment, e su come ottimizzare tutto. La chiave di questo regolamento non sarà separare la dinamica della vettura dal recupero energetico, ma integrare le due cose”. Secondo lo spagnolo, il vero salto di qualità arriverà quando power unit, trasmissione e preferenze del pilota diventeranno “un cerchio chiuso”. “Se due o tre elementi non sono esattamente come vuoi, iniziano i problemi. Il futuro di queste regole sarà integrare tutto senza costringere il pilota a fare compromessi o adattarsi in modo troppo manuale”.

Uno sguardo inevitabile va anche ai rivali. Se alla vigilia molti indicavano Mercedes come riferimento sul fronte motore, i dati del primo giorno raccontano altro. “È prestissimo per giudicare, ma se devo basarmi sui dati GPS di ieri, quello che stava facendo la power unit Red Bull Ford era un chiaro passo avanti. Non un piccolo passo, ma un passo chiaro. Molto impressionante”. Parole pesanti, soprattutto considerando che si tratta di un progetto completamente nuovo. “Se riescono a presentarsi alla prima gara con un motore nuovo, con nuove persone e con il propulsore più veloce e affidabile, bisogna togliersi il cappello”.

In Williams la fiducia non è incrinata, ma c’è consapevolezza del gap da colmare. “Non direi che la mia fiducia sia danneggiata. È più una presa di coscienza che ci sono ancora molte aree in cui dobbiamo migliorare rispetto ai top team, soprattutto nel modo in cui eseguono l’inverno e gestiscono i cambi regolamentari. Quando sono arrivato sapevo che sarebbe stato così e sono qui per aiutare”.

Nel frattempo si studia, si confrontano i dati GPS, si copia dove possibile. “Vediamo cosa fanno gli altri, proviamo a replicare, controlliamo e ricontrolliamo. Se non stiamo facendo esattamente le stesse cose, è per una ragione”. Ma prima di tutto servono giri, tanti giri. Perché in questa F1 2026, dove integrazione e gestione energetica sono il cuore della performance, ogni chilometro perso pesa il doppio. E per Sainz la rincorsa è appena cominciata.

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