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Le monoposto sono finalmente tornate in pista per la prima giornata di test prestagionali in Bahrain. Ma il paddock di Formula 1 è scosso da vicende politiche che continuano a tenere banco. Ci riferiamo ovviamente al caso del rapporto di compressione del motore endotermico Mercedes, che avrebbe individuato una zona grigia del regolamento per ottenere una maggiore prestazione. E la FIA si dice pronta a prendere provvedimenti per risolvere ogni questione prima dell’inizio della stagione. Toto Wolff ha però fugato ogni dubbio sulla legalità della power unit di Brackley.
La pista è tornata finalmente a fare rumore, ma non abbastanza da mettere in secondo piano la questione del motore Mercedes. Come vi raccontiamo dallo scorso dicembre, la squadra tedesca è finita nell’occhio del ciclone per una possibile irregolarità della power unit. Con il nuovo regolamento tecnico di Formula 1, il propulsore è bilanciato perfettamente tra parte elettrica e parte endotermica e proprio qui si anniderebbe la zona grigia che Mercedes avrebbe sfruttato per ottenere un vantaggio considerevole. Il rapporto di compressione del motore endotermico è passato da 18:1 a 16:1 e le verifiche tecniche per confermare tale valore vengono effettuate a temperatura ambiente. Tuttavia, secondo alcune voci di paddock, Mercedes non rispetterebbe questo limite a motore in funzione, salvo poi rientrare nei parametri quando viene spento.
Gli altri motoristi – Ferrari, Audi e Honda – hanno chiesto chiarezza alla Federazione, che inizialmente non aveva preso posizione. Ora, però, con Red Bull-Ford che si è unita agli altri, la FIA ha deciso di valutare concretamente possibili modifiche al regolamento sulle verifiche, passando dal controllo a temperatura ambiente a una simulazione con motore in funzione, scaldando quindi tutti i componenti dell’ICE. Mercedes si ritrova così isolata in questa battaglia politica. Toto Wolff, che abbiamo intervistato in Bahrain, non sembra però preoccupato e ha anzi spostato l’attenzione sulla power unit Red Bull-Ford.
“In questo sport è tutto pieno di sorprese. Non c’è mai una situazione in cui si possa dire di essere sicuri di qualcosa. Durante tutto il processo, quando si progetta un motore, si tiene la FIA molto vicina alle decisioni che si prendono. Ed è quello che abbiamo fatto. Abbiamo avuto tutte le garanzie che ciò che abbiamo fatto fosse conforme al regolamento. Non stiamo nemmeno parlando di un enorme vantaggio prestazionale. Ma penso che alcuni concorrenti si siano un po’ irritati e abbiano fatto pressione sulla FIA per molto tempo. Finora, ci fidiamo della governance dell’ente. Vedremo come andrà”, ha risposto Wolff alla domanda se Mercedes si senta minacciata dagli altri motoristi e dalla FIA.
E se inizialmente si era parlato di possibili azioni legali da parte di Mercedes, Wolff ha smentito questo scenario. “Non esiste che andiamo a denunciare qualcuno. In Formula 1 è più essenziale che mai sapere quali sono le regole. Ma l’ingegno ingegneristico va rispettato. Ed è per questo che rispettiamo la governance dello sport. Se decide di cambiare le regole, sia contro la nostra posizione sia a nostro favore, dobbiamo accettarlo e andare avanti”, ha proseguito, ribadendo anche quanto dichiarato in mattinata da James Vowles.
Se la Federazione dovesse cambiare le procedure di verifica del rapporto di compressione, Mercedes non scenderebbe in pista? “Sviluppi un motore per molto tempo e hai tempi di consegna. Se ti venisse detto che non puoi utilizzare il motore nel modo in cui lo hai sviluppato, questo potrebbe essere piuttosto dannoso per le prestazioni”.
Wolff ha sottolineato più volte che Mercedes ha sempre tenuto la FIA aggiornata su ogni sviluppo della power unit, ma si è detto sorpreso dall’esplosione del caso e dalla mancata chiarezza pubblica sui procedimenti. “La pressione degli altri produttori di motori è aumentata enormemente negli ultimi mesi. Riunioni segrete, lettere alla FIA, che in questo sport non restano mai davvero segrete. Questo ha portato alla situazione attuale. Ci sono state tre riunioni tra la FIA e i produttori di power unit nelle ultime settimane. Nulla sembra essere stato risolto”.
Mancano meno di quattro settimane al via della stagione, con il primo Gran Premio in Australia: la situazione verrà risolta in tempo? “C’è un processo di governance. Se verrà votata una modifica al regolamento motori, bisognerà accettarla. In quel caso sarebbe dannosa per tutti i team clienti Mercedes. Se il regolamento verrà cambiato lo rispetteremo. E se non sarà possibile farlo immediatamente, la FIA dovrà proporre una soluzione su come adeguarsi. Su questo non abbiamo ancora chiarezza”.
Una questione politica che Wolff si sente comunque pronto a gestire con lucidità. “Sono qui da un po’ e in questo sport si viene ingannati e si inganna continuamente. Non ci sono più sorprese. Il vento può cambiare all’improvviso. Ieri dicevo A, oggi potrei dire B. Penso che tutti fossero un po’ troppo eccitati per le prestazioni dei team con motore Mercedes e che alcuni colleghi si siano lasciati trasportare, pensando che potesse essere imbarazzante, cosa che secondo me non è affatto. Vediamo come andranno i test. Poi Dio solo sa quale sarà il prossimo ‘cigno nero’ che ci colpirà”. “Il rapporto di compressione è diventato un tema. Internamente non lo era, perché non pensavamo fosse un vantaggio così grande. E lo pensiamo ancora oggi: non è stata ‘una grande invenzione’. È diventato un tema quando gli altri produttori lo hanno trasformato in un tema”, ha aggiunto Wolff.
Il team è stato difeso anche da James Vowles, ex braccio destro di Wolff in Mercedes e oggi team principal della Williams, che ha ribadito il concetto di meritocrazia, sottolineando come un BoP non sia applicabile in una serie come la F1. “All’interno c’è chi vorrebbe uno strumento simile senza chiamarlo BoP, sostenendo che non si voglia l’ingegno ingegneristico ma un campo livellato. E così si inventano regole sul momento che rendono tutto più complesso. L’essenza della Formula 1 è trovare prestazione, attrarre i migliori ingegneri e dare loro libertà di interpretare il regolamento. A volte funziona a tuo favore, altre volte contro. Credo però che il presidente della FIA e Stefano Domenicali guarderanno la questione in modo olistico, evitando giochi di potere. Se FIA, detentore dei diritti commerciali e i quattro team si coalizzano, possiamo dire che non ci troveremmo di fronte a un accanimento contro un fornitore”, ha concluso Wolff.