Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Sempre meno manca al ritorno delle monoposto in pista per la prima delle due settimane di test in Bahrain. I team potranno finalmente lavorare in condizioni ottimali sulle vetture – dopo la fredda e umida Barcellona, dove hanno svolto il test collettivo – le prime realizzate secondo il nuovo regolamento tecnico di Formula 1. Ma in questi giorni di “pausa” è andato avanti il caso motori, che ora si trova davanti a una svolta importante. La Mercedes, infatti, è rimasta isolata e potrebbe trovarsi in una posizione scomoda già al primo appuntamento stagionale in Australia: ecco la situazione.
Ancor prima che il 2026 avesse inizio, subito dopo la fine del Mondiale 2025 vinto da Lando Norris ad Abu Dhabi, i motori sono finiti al centro dell’attenzione del paddock. La Mercedes e, in minor parte, la Red Bull con Ford avrebbero trovato un modo per guadagnare prestazioni extra attraverso il rapporto di compressione del motore endotermico. Passato da 18:1 a 16:1, questo parametro viene verificato dalla FIA tramite test a temperatura ambiente, ma secondo gli altri motoristi i due citati avrebbero individuato una soluzione per aumentare il rapporto di compressione quando la power unit è in funzione, rientrando poi nei limiti regolamentari durante i controlli statici. Ferrari, Honda e Audi hanno chiesto chiarimenti alla Federazione, appellandosi all’articolo C1.5 del regolamento, che stabilisce come “le vetture di Formula 1 devono rispettare integralmente il presente regolamento in ogni momento della competizione”. Di conseguenza, se il rapporto di compressione deve essere pari a 16:1, come indicato esplicitamente, dovrebbe esserlo sia a motore fermo sia in funzione. Per chiarire definitivamente la questione sarebbe dunque necessario riscrivere le modalità con cui vengono effettuati i test di conformità.
Mentre le squadre erano impegnate nelle rispettive sedi per prepararsi ai test prestazionali in Bahrain, la Federazione ha tenuto due riunioni per definire come rispondere alle pressioni degli altri motoristi, che chiedevano una presa di posizione netta sul caso. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, la FIA avrebbe deciso di modificare le modalità di misurazione del rapporto di compressione del motore. Già dall’Australia, primo appuntamento stagionale di Formula 1 in calendario l’8 marzo, le verifiche non si svolgeranno più a temperatura ambiente, ma a caldo, con il riscaldamento statico dei componenti dei V6. Dopo una prima volontà di mantenere invariato il regolamento, la FIA avrebbe quindi accolto le richieste di Ferrari, Audi e Honda.
Se inizialmente la Mercedes si sentiva al sicuro, dal momento che per modificare il regolamento con le nuove misurazioni sarebbe servita l’unanimità, ora vede crollare la linea difensiva – anche aggressiva – portata avanti da Toto Wolff. Adesso, infatti, basterà una maggioranza qualificata composta da FIA, Formula 1 e quattro dei cinque motoristi. A fare da ago della bilancia sarà Red Bull Ford, inizialmente neutrale, ma poi orientata a cambiare posizione dopo aver ribadito che la propria power unit è pienamente conforme al regolamento. La maggioranza qualificata potrebbe quindi effettivamente formarsi, votando a favore di un cambiamento regolamentare per risolvere definitivamente il caso motori prima dell’inizio della stagione, azzerando questa zona grigia. Resta però da attendere la risposta della Mercedes, che ha minacciato azioni legali qualora la FIA decidesse di modificare le regole in extremis, penalizzando la loro interpretazione tecnica prima del via al campionato.