F1 2026: svelato il segreto del motore Mercedes che vale 15 cavalli

F1 2026: svelato il segreto del motore Mercedes che vale 15 cavalli
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Gli ingegneri di Brackley hanno sfruttato una lacuna nel regolamento tecnico per aggirare il limite di compressione: tra espansione termica differenziale e soluzioni misteriose, il trucco che fa impazzire Red Bull e gli altri team
6 febbraio 2026

La Formula 1 non conosce segreti destinati a durare. Nemmeno quelli che si consumano all'interno di un cilindro, lontano da occhi indiscreti. Eppure Mercedes è riuscita nell'impresa di far impazzire gli ingegneri della concorrenza con un'intuizione tanto semplice quanto geniale, sfruttare una lacuna nel regolamento tecnico 2026 per ottenere un vantaggio prestazionale che, secondo le indiscrezioni più accreditate, si aggira tra i 10 e i 15 cavalli. Una cifra che in Formula 1 può tradursi in diversi decimi di secondo per giro, un'eternità quando si parla di cronometro.

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Il limite che diventa un'opportunità

Per comprendere la portata dell'innovazione Mercedes bisogna fare un passo indietro. A differenza delle stagioni precedenti, la FIA ha introdotto per il 2026 un valore massimo di compressione fissato a 16:1. In pratica, il volume all'interno del cilindro può comprimersi al massimo di sedici volte rispetto al suo stato iniziale. Una cifra che per un'auto stradale rappresenterebbe già un record assoluto, ma che in Formula 1 costituisce in realtà una limitazione rispetto ai valori utilizzati negli anni scorsi. L'obiettivo dichiarato dalla federazione era evitare una costosa corsa agli armamenti tecnologici tra i costruttori.

Ma c'è un dettaglio cruciale che evidentemente è sfuggito ai legislatori, o forse è stato volutamente trascurato, la compressione viene misurata esclusivamente in condizioni statiche, a temperatura ambiente, confrontando il volume del cilindro tra il punto morto inferiore e quello superiore del pistone. Nessun sensore monitora cosa accade realmente durante la corsa in pista, quando temperature e sollecitazioni meccaniche trasformano completamente le carte in tavola.

Rapporto di compressione
Rapporto di compressione

L'arte dell'espansione termica

Ed è proprio qui che entra in gioco il colpo di genio Mercedes. Secondo fonti qualificate vicine ai team di Formula 1, gli ingegneri di Brackley avrebbero sviluppato un sistema che sfrutta le diverse proprietà di espansione termica dei materiali per modificare dinamicamente il rapporto di compressione durante il funzionamento del motore. Il risultato? Una compressione che in pista raggiungerebbe valori attorno a 18:1, ben oltre il limite nominale.

Il cuore della soluzione risiede nella scelta dei materiali. Le bielle sarebbero realizzate in acciaio austenitico, una lega caratterizzata da basso contenuto di carbonio e alta percentuale di cromo e nichel. Questa particolare composizione conferisce al materiale un coefficiente di espansione termica superiore alla media. Al contrario, il blocco motore sarebbe costruito con una lega completamente diversa, progettata per espandersi minimamente sotto l'effetto del calore. Il risultato di questo matrimonio ingegneristico è sorprendente, quando il motore raggiunge la temperatura di esercizio, le bielle si allungano più del blocco, riducendo di fatto il volume residuo nel cilindro e aumentando così la compressione effettiva.

Ma non è tutto. Mercedes avrebbe inoltre adottato pistoni realizzati attraverso tecnologia di stampa 3D, che permette di modulare con precisione chirurgica le proprietà di espansione termica in diverse zone del componente. Un livello di sofisticazione che solo pochi anni fa sarebbe stato impensabile.

I numeri dell'espansione: teoria e limiti

Per comprendere se questa soluzione è tecnicamente plausibile, è necessario fare alcuni calcoli. Un motore di Formula 1 in condizioni operative di gara sviluppa temperature molto specifiche: le pareti della camera di combustione raggiungono i 200-300°C, il blocco motore viene mantenuto tra 100 e 150°C dal circuito di raffreddamento, mentre le bielle operano a temperature significativamente più elevate, nell'ordine di 250-400°C, perché più vicine alla fonte di calore e prive di raffreddamento diretto.

Considerando una biella di circa 100 millimetri di lunghezza e un coefficiente di espansione termica dell'acciaio austenitico di 17 × 10⁻⁶ per grado Celsius, con una differenza di temperatura di circa 280°C rispetto alle condizioni statiche di misura, otteniamo un'espansione lineare di circa 0,48 millimetri. Se il blocco motore, più freddo e realizzato con materiali a minore espansione, si allunga di soli 0,2-0,25 millimetri, la differenza netta risulta nell'ordine di 0,2-0,3 millimetri.

In un motore con corsa del pistone di circa 50 millimetri e volumi della camera di combustione estremamente ridotti, questa differenza dimensionale è teoricamente sufficiente per modificare il rapporto di compressione. Tuttavia, i calcoli più attendibili suggeriscono che con la sola espansione differenziale si possa raggiungere un valore di circa 17-17,5:1, non oltre. Per arrivare a 18:1 servirebbe qualcosa di aggiuntivo.

Il mistero della "tasca fantasma"

Tuttavia la sola espansione termica differenziale non basterebbe a spiegare un salto così importante nel rapporto di compressione. I calcoli teorici suggeriscono che con questa soluzione si potrebbe raggiungere al massimo un valore di 17:1, forse poco più. Per arrivare a 18:1 servirebbe qualcosa di aggiuntivo, un secondo trucco ancora più raffinato.

Nelle ultime settimane hanno iniziato a circolare voci insistenti su una soluzione ancora più audace: una piccola cavità dal volume di circa un centimetro cubo, collegata alla camera di combustione attraverso un condotto sottilissimo. Questo canale si troverebbe in prossimità della candela pre-camera, nella parte superiore del cilindro. Durante il test statico, quando il pistone sale, questa tasca supplementare si riempirebbe normalmente, contribuendo al volume totale e mantenendo quindi la compressione entro il limite regolamentare. Ma in condizioni operative reali, con temperature e pressioni decisamente più elevate, il flusso attraverso il condotto verrebbe ostacolato o addirittura bloccato, impedendo di fatto al gas di espandersi in quel volume extra. Il risultato sarebbe un aumento "invisibile" della compressione effettiva.

Una teoria affascinante, ma che secondo alcune fonti avrebbe già fatto scattare i campanelli d'allarme in FIA. Un ingegnere motorista che ha preferito mantenere l'anonimato ha rivelato che una richiesta di chiarimento presentata alla federazione avrebbe portato a una risposta negativa: un sistema del genere non sarebbe considerato legale. Ma resta il dubbio se Mercedes abbia davvero implementato questa soluzione o se si tratti solo di una delle tante speculazioni che alimentano il paddock.

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La concorrenza cerca risposte

Quello che è certo è che Red Bull e gli altri team sono in fibrillazione. Alcuni rumors suggeriscono che la scuderia austriaca abbia compreso i principi del sistema Mercedes ma non disponga ancora di una soluzione affidabile e pronta per la pista. Altri sostengono che anche Red Bull sia riuscita a raggiungere valori simili di compressione, ma al momento nessuno vuole scoprire le proprie carte. Il silenzio è d'oro, soprattutto quando si tratta di vantaggi competitivi così rilevanti.

Toto Wolff, dal canto suo, ha mantenuto un profilo sfuggente ma significativo durante la presentazione della nuova monoposto. Il team principal non ha negato che i suoi ingegneri abbiano sviluppato una soluzione particolare, limitandosi a sottolineare che ogni passo dello sviluppo è stato discusso apertamente con la FIA. Un approccio che ricorda quello adottato con il sistema DAS, il rivoluzionario sterzo a geometria variabile che Mercedes utilizzò nel 2020: prima si ottiene il via libera dalla federazione, poi si implementa la soluzione. Una strategia che finora si è rivelata vincente.

Con il campionato 2026 ancora lontano, resta da vedere se questo vantaggio tecnico si tradurrà effettivamente in supremazia in pista. Ma una cosa è certa, Mercedes ha dimostrato ancora una volta che in Formula 1 le vere battaglie si vincono prima ancora di scendere in pista, quando ingegneri visionari scrutano i regolamenti cercando quegli spazi bianchi dove l'innovazione può ancora fare la differenza. E in questo gioco di intelligenza applicata, la Stella a tre punte sembra aver messo a segno un altro colpo da maestro.

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