F1. Lift and coast in qualifica, partenze più difficili, sorpassi caotici: ecco cosa cambia con le monoposto 2026 secondo i piloti

F1. Lift and coast in qualifica, partenze più difficili, sorpassi caotici: ecco cosa cambia con le monoposto 2026 secondo i piloti
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Lando Norris e Oscar Piastri raccontano le loro prime sensazioni al volante della McLaren MCL40, la loro monoposto per la stagione 2026 di Formula 1
5 febbraio 2026

In Formula 1 è iniziata una nuova era tecnica, che segna una vera e propria rivoluzione. Ma cosa cambia a livello di guida per i piloti con l’aerodinamica attiva e con le power unit con ripartizione 50-50 endotermico-elettrico? “A Barcellona ho seguito un paio di monoposto a distanza ravvicinata e ho effettuato un sorpasso – racconta Oscar Piastri -. La differenza di velocità era molto elevata, ma penso che il pilota in questione volesse solo farmi passare gentilmente. Anche se il delta sarà più grande rispetto ai tempi del DRS, non penso che si creino degli scenari veramente pericolosi. Sarà interessante vedere come funziona l’overtake boost”.

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“Ho cercato di effettuare qualche sorpasso per capire come funziona l’overtake boost – spiega Lando Norris -. Mi sono subito reso conto di quanto usarlo ti renda vulnerabile sul dritto successivo, e quanto sia importante ricaricare velocemente la batteria. Nei test bisogna tentarle tutte, anche premere il bottone in circostanze in cui non lo faresti mai per capire cosa succede, quali sono le conseguenze. È difficile farsi un’idea di quanto le cose siano migliorate o peggiorate rispetto allo scorso anno nel seguire una monoposto da vicino. Ne capiremo di più in Bahrain”.

Tutte queste novità potrebbero portare a delle differenze nel corpo a corpo apprezzabili anche dagli spettatori, come sottolinea Norris. “Le battaglie potrebbero essere più caotiche, a seconda di come i piloti usano l’overtake boost. Anche a Barcellona, dove non si sfrutta così tanto la batteria, usando il boost tra curva 5 e curva 7 si potrebbe tentare il sorpasso all’ingresso di quest’ultima. Una cosa mai vista. Ma poi sei fregato fino a curva 10. Si potrà mettere pressione in zone diverse rispetto al passato, ed è una buona cosa”. “Potremmo vedere qualcuno sorpassare e poi subirne le conseguenze per un paio di giri mentre cerca di ricaricare la batteria – aggiunge -. E chi viene passato avrà un vantaggio immediato dopo aver subito la manovra, con 5-10 km/h in più sul dritto, quasi come il DRS, per certi versi”.

Ci sarà molto più caos, che per voi è l’ideale”, ha scherzato Norris con i giornalisti presenti al suo incontro con la stampa. Ma c’è un’altra area in cui i cambiamenti sono significativi. “Certo è che non siamo abituati a dover alzare il piede in qualifica. Non è normale per noi non fare l’ultima curva in pieno per risparmiare le batterie, né tantomeno alzare il piede quando cominci il giro. Sono nuove sfide”.

Il tutto dipenderà da circuito a circuito. “Ci sono delle piste su cui si andrà in pieno e altre, più lunghe – tipo Baku, Spa e Silverstone – in cui anche il giro di preparazione potrebbe andare in fumo se si usasse troppa batteria. Bisognerà comunque trovare un modo per avvicinarsi al limite della monoposto il più possibile. È solo una complicazione ulteriore. Ma mi pagano piuttosto bene, quindi non posso lamentarmi di dover fare qualcosa in più”.

Ma c’è un altro nodo complesso, come spiega Norris. “Le partenze saranno più difficili. Con la generazione precedente di monoposto usavamo la batteria per rendere il turbo perfettamente bilanciato. Ora è molto più complicato, perché appena impieghi la batteria per agevolarti in qualsiasi situazione, te ne privi per il resto del giro. Potrei partire meglio, ma restare senza energia quando arrivo alla prima curva. Potrebbe essere così in Messico, per esempio”.

In un contesto così sfidante, sarà molto importante il lavoro svolto al simulatore. Ma non tutto può essere replicato nel virtuale. “Alcune situazioni – riconosce Norris - potrebbero coglierci impreparati. Magari delle bandiere gialle, del traffico o del maltempo”. In condizioni miste, spiega Piastri, “sarà più difficile, probabilmente. Con una potenza maggiore, le conseguenze di un errore saranno molto più grandi. Non è che non avessimo tanta potenza prima, ma con meno grip e più CV, sarà tutto più veloce, compresi gli scatti della monoposto”. Di una cosa, però, Piastri è certo: “Saranno ancora vetture incredibilmente veloci, impressionanti da vedere dagli spalti in circuito”. Quanto colpiranno davvero gli spettatori, lo sapremo a breve. 

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