“Senna e Schumacher? Avrebbero adorato queste F1”: Brundle spiega perché il regolamento 2026 è da veri fuoriclasse

“Senna e Schumacher? Avrebbero adorato queste F1”: Brundle spiega perché il regolamento 2026 è da veri fuoriclasse
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Martin Brundle analizza la rivoluzione tecnica della Formula 1 2026 e chiama in causa due leggende come Ayrton Senna e Michael Schumacher
5 febbraio 2026

La stagione di Formula 1 si avvicina sempre di più. Lo shakedown collettivo di Barcellona si è concluso e i team si stanno preparando a tornare in pista la prossima settimana per i test prestagionali in Bahrain. Nel silenzio di Woking, la McLaren sta analizzando la grande mole di dati raccolti a Montmeló, mentre Lando Norris e Oscar Piastri hanno incontrato una selezione di media, tra cui Automoto.it. A moderare l’incontro c’era Martin Brundle, ex pilota di Formula 1 e oggi commentatore per Sky Sports UK.

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Nel corso dell’incontro, Brundle ha espresso la propria opinione sul nuovo regolamento tecnico della Formula 1. Un cambiamento drastico, dal momento che in contemporanea cambieranno motori, telaio, aerodinamica e carburanti. Una rivoluzione che avrà inevitabilmente un impatto importante sullo stile di guida dei piloti, chiamati ad adattarsi a un nuovo modo di interpretare le gare.

"Se devi andare al massimo per molto tempo, devi per forza proteggere qualcosa – ha commentato Martin Brundle –. È sempre stato così, che si trattasse di Stirling Moss e Fangio ai loro tempi, oppure di Jackie Stewart, Graham Hill e Jim Clark. All’epoca si parlava di anelli del cambio, alberi di trasmissione e giunti cardanici, dei cambi in generale, dei motori, delle sospensioni, degli snodi sferici. Dovevamo sempre proteggere la frizione, il motore, tutto. C’era sempre qualcosa da salvaguardare".

"Anche nei temibili anni ’80 dei turbo avevamo 220 litri di carburante, quindi facevamo lift and coast in modo brutale per tutta la gara, perché era l’unico modo per arrivare al traguardo con un minimo di prestazione o di carburante rimasto alla fine – ha proseguito l’ex pilota di Formula 1 –. Una volta sono rimasto a secco proprio mentre mi avvicinavo alla linea del traguardo e ho perso il terzo posto ad Adelaide perché non ero stato abbastanza attento. Quindi, nel corso della storia, c’è sempre stato qualcosa da proteggere. Le gomme sono un buon esempio, soprattutto oggi».

In questa nuova rivoluzione tecnica, i piloti dovranno fare i conti con la distribuzione, la rigenerazione e la conservazione dell’energia, dal momento che le power unit saranno perfettamente bilanciate tra motore elettrico e motore a combustione interna, con la scomparsa della MGU-H.

"Ma i migliori piloti – e penso davvero che Ayrton [Senna] e Michael [Schumacher] avrebbero amato queste macchineavevano la capacità, ed è un punto di vista personale, di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione e, soprattutto, di sapere come usarli al meglio per tirare fuori il massimo dalle vetture. Quello che è cambiato, secondo me, è che la protezione dei giunti cardanici, dei freni e degli snodi sferici si è spostata sulla batteria, perché sotto molti altri aspetti le macchine sono praticamente indistruttibili. Penso quindi che la sfida specifica sia cambiata, ma non quella complessiva", ha continuato Brundle.

"Quello che mi rende nervoso è che quattro o cinque grandi sorpassi in una gara sono bellissimi da vedere. In passato, a volte, quattro o cinque grandi sorpassi erano quelli di un’intera stagione. Non vuoi un numero di sorpassi a ogni gara che sembri il punteggio di una partita di basket. Ma personalmente non penso che abbiamo perso l’essenza della Formula 1", ha concluso.

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