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Anno nuovo, vita nuova e anche regolamento nuovo. Ma certi “amori”, si sa, fanno giri immensi e poi ritornano. La Formula 1 si appresta a vivere un cambio regolamentare dalla portata mastodontica, con un nuovo motore, un nuovo telaio, una nuova aerodinamica e nuovi carburanti, tutti introdotti contemporaneamente. Le monoposto del 2026 hanno già fatto il loro debutto in pista con lo shakedown collettivo di Barcellona e un vecchio problema è già emerso: il lift and coast.
La stagione alle porte, che prenderà ufficialmente il via l’8 marzo con il primo appuntamento in Australia, rappresenterà un taglio netto con il passato. “Neanche un bullone del 2025 è rimasto”, aveva dichiarato Hywel Thomas, Direttore generale di Mercedes AMG High Performance Powertrains. Le vetture di quest’anno, infatti, saranno completamente diverse: dai motori – con il passaggio a una propulsione elettrica vicina al 50% – all’aerodinamica, progettata per facilitare i sorpassi, fino al telaio, molto più piccolo e leggero. Cambia anche il carburante, che sarà a zero emissioni di CO₂ e sostenibile.
Tutto questo modificherà radicalmente anche l’approccio dei piloti alla gara, che dovranno fare i conti con un fattore determinante: la gestione dell’energia. Di conseguenza, sarà necessario adattare lo stile di guida, anche perché il DRS assumerà una natura completamente diversa grazie ai “toys” – così li ha definiti Toto Wolff – che cambieranno il modo in cui si disputeranno le varie sessioni in pista.
L’obiettivo di questi cambiamenti è rendere la Formula 1 più versatile e accattivante, oltre a favorire i sorpassi. Tuttavia, dopo la prima settimana in pista a Barcellona, la realtà sta lentamente venendo a galla. È vero: si è trattato del primo shakedown assoluto, con il lavoro concentrato soprattutto sulla verifica dell’affidabilità dei motori e sul corretto funzionamento di tutti i sistemi. Ma le prime sensazioni dei piloti sono state piuttosto chiare.
Bisognerà attendere i test prestagionali in Bahrain, dove i team potranno lavorare più a fondo per affinare ogni aspetto – soprattutto aerodinamico – delle monoposto in condizioni ottimali. Tuttavia, a Melbourne Esteban Ocon potrebbe già trovare conferma a un dubbio emerso a Montmeló.
Per cinque giorni Barcellona è stata il teatro dello shakedown collettivo della nuova era, anche se i team hanno avuto a disposizione soltanto tre giorni ciascuno. In questo programma fitto e ristretto, la Haas motorizzata Ferrari si è ritagliata del tempo per svolgere simulazioni di qualifica. Ed è proprio lì che Esteban Ocon ha potuto constatare come un problema del vecchio regolamento tecnico non sia stato affatto risolto.
Con un motore ibrido perfettamente bilanciato tra parte endotermica ed elettrica, era prevedibile che i piloti dovessero fare i conti con il lift-and-coast. A preoccupare, però, è il fatto che questa tecnica – ovvero alzare il piede dall’acceleratore prima del punto di staccata – risulti necessaria anche in fase di qualifica, quando si è alla ricerca del giro veloce.
“Dobbiamo usare la tecnica del lift-and-coast durante le simulazioni di qualifica”, ha ammesso il francese ad Auto Motor und Sport. “All'inizio mi è sembrato strano, ma ci avevamo già fatto pratica al simulatore. Dopo un giro ci ero già riuscito. Ora mi sembra strano non farlo più. Usiamo il lift-and-coast così spesso che ci si abitua rapidamente allo stile di guida”.
Per i piloti, dunque, si tratta di un fenomeno a cui ci si abitua facilmente, soprattutto in una fase in cui tutto sta cambiando al volante. Tuttavia, va in direzione opposta rispetto alle promesse fatte dalla Formula 1 al momento della presentazione del nuovo regolamento: vetture più piccole, agili e veloci, pensate per favorire i sorpassi. Dover ricorrere al lift-and-coast anche nel time attack – quindi alzare il piede dall’acceleratore prima delle frenate per risparmiare o recuperare energia elettrica – porterà inevitabilmente a qualifiche in cui i piloti non potranno spingere sempre al limite, come accadeva fino allo scorso anno.
“Se tenessi il piede sull'acceleratore, dovresti tirare il freno a mano alla fine del rettilineo. Con il lift-and-coast non è poi così male. Sembra addirittura più veloce rilasciare l'acceleratore prima. E ora sembra naturale, perché è il modo più veloce. Ma ovviamente è completamente diverso dal solito”, ha spiegato ancora Ocon.
Alla domanda se i tifosi finiranno per chiedersi se questa sia ancora la Formula 1, Esteban ha risposto: “Se trovate auto più veloci in altre categorie, fatemelo sapere! Come piloti dobbiamo sempre ottimizzare i nostri strumenti per andare il più veloce possibile. Se questa è la strada più veloce, allora la seguiremo. Non è una questione complicata in macchina”.
Sarà quindi inevitabile per gli appassionati accettare la presenza del lift-and-coast in questa nuova era tecnica. Un concetto che lo scorso anno è diventato particolarmente familiare ai tifosi Ferrari, con Charles Leclerc spesso costretto a ricorrervi su richiesta del suo ingegnere di pista Bryan Bozzi.
“Quando inizi con i go-kart, ovviamente non ti viene detto di togliere il gas. Ma mi è comunque piaciuto, ed è pur sempre una monoposto di Formula 1 – ha concluso Ocon – forse non è il modo più veloce su ogni pista. Dovremo aspettare e vedere. Ma almeno per noi, a Barcellona, era la strada giusta”.