“Compatta, agile, scattante. Non vedo l’ora di scoprire il suo vero potenziale”: Wolff accende l’attesa Mercedes W17 e il nuovo 2026

“Compatta, agile, scattante. Non vedo l’ora di scoprire il suo vero potenziale”: Wolff accende l’attesa Mercedes W17 e il nuovo 2026
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“Non vedo l’ora di scoprirne il potenziale”. Wolff accende l’attesa per la Mercedes W17, la nuova arma del team di Brackley per il 2026. Dopo Barcellona, occhi puntati su Bahrain e Melbourne per i primi veri test
2 febbraio 2026

L’abbiamo vista in pista percorrere i primi metri segnando l’inizio di una nuova era per la Formula 1, ma anche per l’intera squadra. Dopo la settimana di shakedown a Barcellona, la Mercedes W17 è tornata in sede a Brackley in attesa di tornare all’azione in Bahrain per i test ufficiali prima dell’inizio della stagione 2026 in Australia. Un nuovo regolamento tecnico è pronto a riscrivere la storia della squadra a tre punte e Toto Wolff non vede l’ora di verificare in pista il lavoro svolto sulla monoposto che George Russell e Andrea Kimi Antonelli guideranno quest’anno.

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Era stata svelata al mondo qualche giorno fa, aveva fatto il suo debutto in pista prima a Silverstone per i tradizionali 15 km promozionali e poi a Barcellona per i primi veri chilometri, ma non era ancora stata presentata ufficialmente. Nel cuore di Brackley, Mercedes ha aperto le porte per la W17, la prima monoposto del nuovo regolamento tecnico con cui Russell e Antonelli sperano di essere protagonisti in un 2026 che si preannuncia emozionante e imprevedibile.

Emozionato anche Toto Wolff, che non ha nascosto il suo entusiasmo nel descrivere il progetto: “È compatta, maneggevole, agile. Credo che quest’anno, anche dal punto di vista della livrea, siamo riusciti a ottenere qualcosa di davvero spettacolare”. Le prime immagini in movimento viste a Barcellona hanno acceso ulteriormente la curiosità del team principal austriaco: “Abbiamo visto per la prima volta queste vetture a una certa velocità ed eravamo totalmente entusiasti di capire come le nuove regole sulle power unit e sui telai avrebbero funzionato insieme”.

Lo shakedown catalano ha avuto un obiettivo ben preciso, lontano da qualsiasi valutazione prestazionale. Wolff lo ha spiegato chiaramente: “Il momento più importante dei test di Barcellona è stata l’affidabilità della power unit e dell’auto nel suo complesso. Si trattava di macinare chilometri, assicurarsi che tutti i sistemi funzionassero correttamente, verificare l’interazione tra power unit e telaio e mettere a punto alcuni dei nuovi ‘giocattoli’ legati alla gestione della potenza. Ed è stato un lavoro piuttosto riuscito”.

Interpretare i tempi, però, è stato praticamente impossibile: “Non abbiamo visto i nostri concorrenti girare con poco carburante, né affrontare veri long run. Alcuni hanno avuto anche diversi problemi, quindi non abbiamo alcun quadro reale delle prestazioni, contrariamente a quanto molti pensano”.

Secondo Wolff, il nuovo regolamento tecnico potrebbe avere un impatto profondo sull’intera Formula 1, rendendola ancora più competitiva e strategica: “Aggiungiamo un’altra dimensione. Se prima era il DRS a permettere di sfruttare la scia e sorpassare, ora abbiamo molte più funzionalità. Entra in gioco una componente quasi scacchistica, in cui i piloti decidono quando e dove richiamare più potenza”. Un cambiamento che potrebbe rendere lo spettacolo ancora più coinvolgente: “Per i sorpassi e per questo tipo di ‘giochi’ sarà fantastico, anche per il pubblico più giovane. Diventa quasi come un videogioco, senza togliere nulla alla purezza dello sport: vinceranno sempre il miglior pilota e la miglior macchina”.

Alle spalle della W17 c’è un lavoro iniziato molti anni fa, soprattutto sul fronte power unit. Wolff ha sottolineato l’impegno enorme profuso a Brixworth: “Abbiamo attraversato anni rispettabili ma difficili. C’è stata tantissima determinazione e passione nello sviluppo della nuova power unit, che ha tempi di realizzazione molto lunghi. Il team HPP lavora da anni su questo progetto, mantenendo allo stesso tempo competitiva l’unità attuale”.

Anche a Brackley lo sforzo è stato monumentale: “Sul telaio è stato fatto un lavoro enorme. Abbiamo avuto una sorta di ‘Navy SEAL team’ dedicato a estrarre il massimo dalla vettura 2025, mentre la maggior parte degli ingegneri era concentrata sulla macchina 2026. C’era ed è ancora tanta curiosità: la macchina sarà davvero buona?”.

Vederla finalmente scendere in pista è stato un momento carico di emozione: “È stato eccitante. Lo shakedown a Silverstone è stato come sempre complicato, freddo e bagnato, ed è difficile capire se la macchina sia veloce. Ma Kimi e George hanno detto che ‘si sente giusta’. A Barcellona abbiamo lavorato con calma per tre giorni, affrontando le sfide tipiche di una vettura completamente nuova e iniziando a comprenderne potenzialità e limiti”.

Wolff ha poi allargato lo sguardo anche alla struttura sportiva del team e ai suoi piloti. A partire dal terzo pilota, Frederic Vesti, il cui ruolo viene considerato cruciale: “Fred merita pienamente questo ruolo. Ha passato tantissime ore a lavorare sulla macchina della generazione precedente e su questa, aiutandoci nei weekend di gara. Conosce questa vettura probabilmente meglio di chiunque altro e sapere che c’è è una grande sicurezza”.

Su Andrea Kimi Antonelli, Wolff ha evidenziato l’importanza del percorso affrontato nel 2025: “Ha avuto una stagione con prestazioni fantastiche e gare difficili, ed è assolutamente normale. La Formula 1 è travolgente, non solo per la guida ma per tutto ciò che c’è attorno. Sono felice che abbia vissuto tutto questo lo scorso anno: ora conosce i circuiti, le pressioni, le richieste di questo mondo e questo renderà tutto più semplice”.

Accanto a lui c’è George Russell, punto di riferimento tecnico e umano del team: “George è il benchmark. Anche quando la macchina era complicata, ha sempre mantenuto un livello altissimo. Sai sempre cosa è in grado di fare la vettura quando è lui a guidarla, e questo è fondamentale per non perdersi nei set-up o nelle valutazioni del weekend”. Il risultato è una line-up che Wolff definisce senza esitazioni “molto eccitante e davvero forte”.

Lo sguardo, inevitabilmente, è già rivolto al futuro immediato: “È tutto incessante. In fabbrica non ci siamo mai fermati, i piloti hanno lavorato moltissimo al simulatore ed è stata probabilmente la pausa invernale più breve di sempre”. Tra shakedown, test di Barcellona e l’imminente appuntamento in Bahrain, il tempo per fermarsi non esiste.

Le aspettative restano prudenti ma cariche di curiosità: “Non abbiamo ancora visto il vero potenziale degli altri. Sappiamo che questa macchina sarà veloce ed entusiasmante da guidare, se sarà sufficiente per vincere gare o campionati è un altro discorso. Ma non vediamo l’ora di arrivare alle qualifiche di Melbourne per avere il primo vero benchmark”.

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