F1. “Il mio obiettivo? Vincere”: Kimi Antonelli carico per un 2026 da protagonista con la Mercedes. E della Ferrari dice...

F1. “Il mio obiettivo? Vincere”: Kimi Antonelli carico per un 2026 da protagonista con la Mercedes. E della Ferrari dice...
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Andrea Kimi Antonelli ha le idee chiare sul suo obiettivo per la stagione 2026 di Formula 1, Mercedes W17 permettendo. E delle rivali che lo hanno stupito di più dice...
2 febbraio 2026

Andrea Kimi Antonelli per la stagione 2026 di Formula 1 ha un solo imperativo: vincere. “L’obiettivo è quello – spiega nel giorno dell’evento di presentazione della sua Mercedes W17 -. Lo è sempre, ogni volta in cui scendo in pista. Essere il migliore, il più veloce. Il nuovo regolamento è una grande opportunità per tutti, ma a livello personale nel caso in cui fossimo competitivi l’aspirazione sarebbe vincere, ed eventualmente lottare per il titolo. Non sarà facile, perché ho un compagno di squadra molto ostico, ma credo che potremo fare grandi cose”. Antonelli ha mostrato tutto l’entusiasmo dei suoi 19 anni e una volontà di ferro di fronte alla stampa italiana selezionatissima, Automoto.it compreso.

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Non potrebbe che essere così, vista la prova di forza della Mercedes, solida e inarrestabile nel programma nell’avvicinamento alla stagione 2026 di F1. “Il team ha svolto un grande lavoro sin dallo shakedown di Silverstone. Non abbiamo avuto problemi a girare, anche a Barcellona. È stato un test positivo, anche se ovviamente è difficile dire dove siamo rispetto agli altri, non conoscendo i carichi di benzina e le mappature del motore. Le sensazioni che mi ha trasmesso la macchina, però, sono state positive. Non vedo l’ora di tornare in pista in Bahrain”.

Ma come cambia la risposta della monoposto nel nuovo ciclo tecnico della F1? “La potenza è impressionante – osserva Antonelli -. Con l’elettrico, l’accelerazione è più brusca. La batteria non dura moltissimo, ma ha una capacità sufficiente per percorrere tutto il rettilineo, con una riduzione della potenza dell’elettrico dopo la botta di accelerazione iniziale. Così anche la velocità della monoposto plafona, o addirittura diminuisce alla fine del rettifilo, a seconda della sua lunghezza. I riferimenti possono cambiare da curva a curva”.

“La diminuzione del carico si sente nelle curve veloci, mentre nelle lente le sensazioni sono molto migliori. In frenata con una deportanza inferiore e con l’aerodinamica attiva è più facile bloccare. Se l’ala non si chiudesse abbastanza velocemente, ci esporrebbe al rischio di bloccaggio. A Barcellona abbiamo testato anche questo aspetto. Siamo solo all’inizio, e la progressione sarà incredibile nel corso dell’anno, con una miglior comprensione della monoposto da parte dei team”.

Passando alla concorrenza, c’è qualcuno che ha stupito Antonelli? “Devo dire che la Red Bull mi ha impressionato, soprattutto per quanto riguarda il motore. Sviluppare da sé la power unit, anche se con l’aiuto di Ford, rappresenta un grande cambiamento. Il motore però sembra andare bene, hanno colto molti giri. La Racing Bulls ne ha totalizzati di più, ma sappiamo il motivo (l'incidente di Hadjar, ndr). Ci aspettavamo che potessero avere più problemi, ma hanno svolto un grandissimo lavoro. Pure la Ferrari è andata molto bene nei test, anche a livello di affidabilità. In McLaren hanno avuto qualche problema in più, ma la macchina a livello dinamico sembra molto ben fatta”.

Antonelli arriva sullo schieramento della stagione 2026 con un prezioso bagaglio di esperienza accumulata in uno sfidante campionato da rookie, vissuto con l’esposizione brutale dovuta all’essere pilota di un top team. “Il fatto di aver avuto un po’ di tempo per riflettere sulla stagione passata mi ha aiutato. Ho analizzato con calma cosa è andato bene e cosa no, e perché. E mi sono prefissato un obiettivo su cui lavorare nel 2026. L’esperienza accumulata nella scorsa stagione mi rende molto più preparato. Saprò cosa aspettarmi, conosco meglio questo mondo. Sono veramente carico. Non vedo l’ora di scendere nuovamente in pista in Bahrain e soprattutto di iniziare in Australia”.

Kimi sta crescendo, non solo come pilota, ma anche a livello personale. Dopo la maturità, ora è la volta della sua prima esperienza lontano dalla casa in cui è cresciuto. “Mi sono trasferito da un mesetto, e ora è arrivato il momento di essere l’uomo di casa. Sono da solo, devo prendermi cura della casa, pulire, fare lavatrici. È stato un bel cambiamento. Quando vivevo con i miei non facevo nulla. Ora mi tocca, e devo dire che mi piace. È casa mia, ci tengo che sia in ordine e pulita. Sto imparando. Mia mamma ancora mi aiuta, ma immagino che tra un po’ mi dirà che devo arrangiarmi. Comunque mi piace avere il mio spazio quando torno a casa dopo settimane intense come le ultime due, passate tra Barcellona e l’Inghilterra”. Gli servirà questo posto sicuro, in una stagione che potrebbe vedere la Mercedes come team da battere.

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