F1 2026. McLaren, Temple frena gli entusiasmi: “Buona base, ma c’è ancora molto da capire della MCL40”

F1 2026. McLaren, Temple frena gli entusiasmi: “Buona base, ma c’è ancora molto da capire della MCL40”
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La MCL40 ha completato i suoi primi chilometri nello shakedown di Barcellona, ma Mark Temple ha frenato gli entusiasmi: “Abbiamo una buona base, ma c’è ancora molto da capire, soprattutto sul funzionamento della nuova power unit”. La McLaren si concentra ora sull’analisi dei dati per arrivare preparato al test prestagionale in Bahrain
1 febbraio 2026

Si è conclusa a Barcellona la settimana di shakedown della McLaren MCL40, la prima monoposto di Woking nata sotto il nuovo regolamento tecnico 2026 di Formula 1. Tre giorni di lavoro fondamentali per il team britannico, chiamato a interpretare una delle rivoluzioni regolamentari più profonde degli ultimi anni, con l’obiettivo di arrivare preparato al test prestagionale ufficiale in Bahrain.

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Nel corso dello shakedown, la McLaren ha completato complessivamente 291 giri per un totale di 1.355,187 km, con Lando Norris e Oscar Piastri che si sono alternati al volante. L’ultima giornata è stata la più intensa dal punto di vista del chilometraggio, con 166 tornate percorse, permettendo alla squadra di ampliare in modo significativo la mole di dati raccolti sulla MCL40.

I primi giorni in pista hanno consentito al team di costruire una solida base di riferimento sul comportamento della nuova vettura, mentre la fase conclusiva del test è stata dedicata ad approfondire la comprensione complessiva del pacchetto tecnico. Ogni uscita è stata sfruttata per aumentare la conoscenza della monoposto, lavorando su affidabilità, gestione dell’energia e interazione tra telaio e power unit, fattori centrali della stagione alle porte di Formula 1. Nel corso dell’ultima giornata c’è stato anche spazio per iniziare a sperimentare alcune variazioni di assetto, pur restando all’interno di un programma da shakedown.

A fare il punto sul lavoro svolto è stato Mark Temple, direttore tecnico McLaren, che ha spiegato come i primi riscontri siano stati incoraggianti pur in presenza di alcune difficoltà fisiologiche per una vettura completamente nuova. “Abbiamo ottenuto una buona comprensione iniziale della macchina dal punto di vista della baseline, ma abbiamo anche riscontrato alcuni problemi. In particolare abbiamo individuato un guasto al sistema di alimentazione: la vettura è molto complessa e abbiamo deciso di fermarci per smontarla completamente e capire l’origine del problema”, ha spiegato Temple al termine del Day 4.

Un inconveniente che ha limitato parte del programma, ma che rientra nella logica di una fase di debutto in pista. Dal punto di vista dei piloti, però, il lavoro svolto resta prezioso, soprattutto in relazione al nuovo regolamento. “La cosa più importante per Lando e Oscar quest’anno è capire come funziona la nuova Formula 1: come opera la power unit, come viene gestita l’energia e come tutti questi sistemi interagiscono tra loro. Oscar ha già raccolto buoni riferimenti e ha iniziato a capire il comportamento del telaio. Non siamo ancora entrati nei veri test item, stiamo imparando le basi e il grande cambiamento concettuale tra il 2025 e il 2026”.

Secondo Temple, anche i feedback dei piloti sono stati in linea con le aspettative della squadra. “I debrief sono stati positivi. Non c’è nulla di inatteso: il comportamento e il bilanciamento della vettura sono coerenti con quanto avevamo previsto, non c’è nulla che abbia colto di sorpresa i piloti. È soprattutto una fase di apprendimento e conoscenza, che con il tempo ci permetterà di affinare e ottimizzare la macchina”.

Archiviata la prima uscita in pista della MCL40, il lavoro ora si sposterà a Woking, dove i tecnici analizzeranno nel dettaglio tutti i dati raccolti durante lo shakedown. L’obiettivo è arrivare al test prestagionale del Bahrain, in programma tra meno di giorni, con una vettura più affidabile e una comprensione più profonda del nuovo pacchetto tecnico. “Lo shakedown serve esattamente a questo: fare chilometri, individuare i problemi, capirli e risolverli. Vogliamo avere un funzionamento migliore della vettura quando arriveremo in Bahrain”, ha concluso Temple.

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