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Si chiude con segnali positivi lo shakedown di Barcellona per Audi, impegnata con la R26, prima monoposto di Formula 1 della sua storia. Nell’ultima giornata in pista, a prendere il volante è stato Gabriel Bortoleto, che ha potuto accumulare chilometri preziosi nonostante qualche inevitabile intoppo tecnico nelle prime fasi del programma.
“È stato positivo”, ha spiegato il brasiliano al termine della mattinata. “Abbiamo perso qualche ora all’inizio per alcuni problemi, ma una volta risolti siamo riusciti a completare una buona quantità di giri”. In totale, Bortoleto ha messo insieme circa 50 tornate, un numero inferiore a quanto sperato ma comunque significativo, soprattutto considerando che nella prima giornata di test non era riuscito a scendere in pista. “È già un inizio per me – ha aggiunto – perché mi ha permesso di capire un po’ meglio la macchina e di accumulare chilometraggio sia sul telaio sia sulla power unit”.
Guardando al lavoro complessivo del team, Gabriel Bortoleto ha sottolineato come lo shakedown abbia centrato pienamente il suo obiettivo principale: verificare il funzionamento dei sistemi e iniziare a raccogliere dati sulla nuova vettura e sul nuovo motore. “C’è tantissimo da imparare sulla macchina e sulla power unit. Lo shakedown serve proprio a questo: portare la macchina in pista e vedere se tutto funziona”.
I piccoli problemi emersi a Barcellona non hanno dunque sorpreso il box di Ingolstadt. “Ce li aspettiamo, ed è normale averli in questa fase”, ha ribadito Bortoleto. “Siamo comunque contenti di essere riusciti a fare dei giri al mattino e, nel pomeriggio, anche Nico è riuscito a mettere chilometri importanti sulla vettura, lavorando su alcuni temi che sono ancora aperti”. Il clima nel team, nonostante il lavoro ancora da completare, resta positivo: “Siamo nella direzione giusta”.
Concluso lo shakedown, l’attenzione di Audi si sposta ora sul prossimo appuntamento, i test in Bahrain. Per Bortoleto il programma è già chiaro: “Tornerò in fabbrica la prossima settimana per lavorare al simulatore e fare un po’ di correlazione, cercando di capire cosa dobbiamo migliorare sia sulla macchina sia sul simulatore per renderlo più realistico”. Il passaggio a Sakhir rappresenterà una sfida completamente diversa rispetto a Barcellona: “Cambierà tutto: pista nuova, condizioni differenti, clima molto più caldo rispetto a quello che abbiamo trovato qui”. L’obiettivo, però, resta uno solo: crescere passo dopo passo. “Speriamo di migliorare molto la macchina per il prossimo test e iniziare davvero a costruire il nostro lavoro da lì”.