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L’attesa è tanta, così come le aspettative. La Williams è stata la prima squadra a decidere, lo scorso anno, di sacrificare completamente la stagione 2025 – chiusa comunque con il quinto posto nel Mondiale Costruttori e due podi conquistati da Carlos Sainz – per concentrare tutte le risorse sul progetto 2026. Con l’introduzione del nuovo regolamento tecnico, infatti, il team di Grove punta a riportare in alto il nome della Scuderia, ai fasti di un tempo. Per farlo, come ammesso dallo stesso team principal James Vowles, è stata alzata sensibilmente l’asticella. Un azzardo che, però, ha presentato alcune criticità sul fronte delle tempistiche: nonostante i ritardi e lo shakedown di Barcellona saltato, la FW48, scesa oggi in pista per la prima volta a Silverstone, potrebbe comunque rivelarsi una delle monoposto più interessanti.
Riavvolgendo il nastro, James Vowles aveva chiarito fin da subito come il 2025 della Williams sarebbe stato un anno di pura transizione. La vettura precedente, infatti, utilizzava il telaio del 2024 ed era uscita dalla galleria del vento già a gennaio dello scorso anno. Una scelta strategica, mirata a concentrare le risorse sulla FW48, la prima monoposto realizzata secondo il nuovo regolamento tecnico di Formula 1.
La squadra di Grove è stata l’unica a saltare la settimana di shakedown collettivi organizzati a Barcellona. Il motivo è legato a un ritardo nel superamento del crash test necessario per l’omologazione FIA. In realtà, come spiegato dallo stesso Vowles, questo rappresenta solo la punta dell’iceberg di un processo di progettazione e assemblaggio particolarmente complesso della FW48 di Carlos Sainz e Alexander Albon. Come riportato da The Race, il team ha gradualmente accumulato ritardi man mano che emergeva la reale complessità del progetto 2026, definito da Vowles tre volte più complicato di qualsiasi altra monoposto Williams realizzata in passato. Un fattore che ha inevitabilmente inciso anche sulle tempistiche di consegna dei componenti.
Uno dei principali timori legati alla FW48 riguardava il peso. Per superare i crash test si era ipotizzato un irrobustimento del telaio, con un conseguente aumento di massa in grado di penalizzare le prestazioni. Tuttavia, questo scenario non si è concretizzato: dalla scheda tecnica rilasciata ai media dalla stessa Williams emerge che la vettura pesa soltanto 4,4 kg in più rispetto al limite minimo regolamentare, per un totale di 772,4 kg contro i 768 kg consentiti. Un valore perfettamente in linea con quello delle altre Scuderie che hanno già presentato la propria monoposto.
Vowles ha inoltre rivelato che la FW48 avrebbe potuto regolarmente scendere in pista a Barcellona, ma la partecipazione a quel test avrebbe avuto un impatto negativo sulla disponibilità di pezzi di ricambio, componenti e aggiornamenti in vista del test in Bahrain, il primo Gran Premio a Melbourne e oltre. Dopo un’attenta valutazione interna, la squadra ha quindi preferito effettuare un test VTT per arrivare al 100% pronta a Sakhir, piuttosto che girare su una Barcellona fredda e umida, dove prestazioni e dati raccolti sarebbero stati poco indicativi.
Strategica anche la scelta della Williams in fase di presentazione della livrea, realizzata utilizzando una showcar: la base standard impiegata anche da FIA e Formula 1, oltre che da altri team, ma con alcune differenze visive sullo schema sospensivo. Dai rendering, infatti, la sospensione anteriore appare “staccata” dal resto della vettura: una sorta di zero-rod. Dalla prima immagine ufficiale della FW48 scesa in pista a Silverstone si evince che la scelta definitiva è caduta sul pull-rod – soluzione adottata anche da Alpine e Cadillac – e niente push-rod, schema scelto dal resto della griglia. Al posteriore, invece, come indicato nella scheda tecnica, è presente lo schema push-rod, in linea con il resto della griglia.
Parlando di soluzioni sospensive, James Vowles ha espresso grande ammirazione per le scelte tecniche di Adrian Newey sull’AMR26, la sua prima monoposto progettata per Aston Martin. “È davvero impressionante – ha dichiarato il team principal della Williams a The Race – Adrian è semplicemente un designer creativo. È sorprendente ciò che è riuscito a fare posizionando i bracci trasversali in punti che, a mio avviso, non dovrebbero esserci, ma che lui ha saputo sfruttare”.
Pur non essendo presente fisicamente in pista, Vowles ha seguito con attenzione i test di Barcellona: “Sono rimasto molto colpito dalla Red Bull, soprattutto per quanto riguarda la power unit. Progettare un motore da zero e dimostrarsi così affidabili è straordinario. Complimenti a loro. Al secondo posto metto la costanza della Ferrari: forse il ritmo è discutibile, ma la solidità mostrata fin dall’inizio è davvero impressionante”.
Parole di apprezzamento anche per la power unit Mercedes, che equipaggia la FW48: “E poi c’è Mercedes. Sono lì da tanto tempo, sono molto bravi ad affrontare i cambi regolamentari nel modo giusto e a proporre un pacchetto solido e affidabile. Se riesci a simulare una gara completa dopo appena un giorno di test, è qualcosa di davvero impressionante”, ha concluso Vowles.
Non resta quindi che attendere per scoprire quali saranno le scelte tecniche – definite tre volte più complesse rispetto a qualsiasi altra monoposto Williams del passato – adottate sulla FW48 che vedremo finalmente in pista a Sakhir per i test prestagionali di Formula 1.