F1. Alpine mostra la livrea della A526: ecco perché il 2026 è l’anno in cui o la va o la spacca

Pubblicità
La stagione 2026 di Formula 1 per l'Alpine sarà cruciale: dovrà dimostrare che i grandi sacrifici dello scorso anno sono serviti a qualcosa. Tutto dipenderà dalla A256, la monoposto di cui a Barcellona è stata mostrata solo la livrea
23 gennaio 2026

Per l’Alpine il 2026 è un anno cruciale in Formula 1. La stagione inaugurata oggi con la presentazione a Barcellona della livrea della A526 di Pierre Gasly e Franco Colapinto deve dimostrare che i sacrifici fatti nel 2025 sono serviti a qualcosa. La scuderia di Enstone ha deciso di mollare il colpo sul progetto dello scorso anno sin da subito, concentrandosi sul nuovo regolamento tecnico. Una decisione sicuramente sofferta, le cui ripercussioni sono evidenti dal tonfo in classifica Costruttori.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Concludere all’ultimo posto il mondiale 2025 è un risultato da incubo per l’ultima stagione di Renault in Formula 1 come costruttore. Il peso del motore meno performante dell’intera griglia – così come è stato per tutta l’era dell’ibrido – si è fatto particolarmente sentire soprattutto sul finire dell’era dell’effetto suolo, con monoposto inefficaci anche dal punto di vista aerodinamico. Dare un taglio al programma della power unit – con il propulsore già al banco, peraltro – è stato uno strappo doloroso, soprattutto vista la storia di successi di Renault in F1. Ma necessario.

La magnitudine dell’investimento da parte del gruppo Renault non era giustificata da tempo dai risultati, se si pensa che la casa della Losanga nel 2020 si era prefissata l’obiettivo di vincere il mondiale nell’arco di un centinaio di gare. E la scelta di diventare una scuderia cliente è funzionale anche all’eventuale cessione del team, un’eventualità resa appetibile dalla bolla speculativa che ha aumentato a dismisura il valore delle scuderie. Oltretutto, Alpine si è legata a un’eccellenza del mondo della F1, la Mercedes.

Si è parlato talmente tanto della potenziale competitività del motore Mercedes – e del trucchetto legato al rapporto di compressione del propulsore endotermico – che non vale la pena dilungarsi sull’argomento. In ottica Alpine, conta di più sottolineare come liberarsi del motore fanalino di coda dello schieramento possa rappresentare una svolta molto importante. Questo a patto che i tecnici di Enstone siano stati in grado di lavorare in maniera efficace all’integrazione della power unit Mercedes con telaio e aerodinamica sviluppati in-house.

Quali siano le potenzialità dell’Alpine nel 2026 dipendono da questo nodo fondamentale. Ma restano anche dei dubbi da sciogliere sull’organigramma, con il ruolo del team principal sostanzialmente ancora scoperto. Nel settembre del 2025 è arrivato il managing director Steve Nielsen – ex FIA – a supportare Flavio Briatore, a cui riporta. E servirebbe stabilità in un team che negli ultimi anni ha visto un turnover spaventoso nelle posizioni apicali. Troviamo invece continuità nella coppia di piloti.

Nonostante un 2025 zoppicante, Franco Colapinto è stato confermato al fianco di Pierre Gasly per una seconda stagione. È una chance, questa, frutto anche e soprattutto dell’appetibilità che Colapinto rappresenta per munifici sponsor sudamericani. E che Franco deve sfruttare al meglio, se vuole davvero avere un futuro in F1. Gasly, invece, nel 2025 ha mostrato una forma invidiabile, anche se in pochi se ne sono accorti, relegato com’era a fondo classifica come un leone in gabbia. Solo il tempo ci dirà se la A526 gli consentirà di uscire dalla cattività.

Pubblicità