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La storia di Audi in Formula 1 è ufficialmente iniziata. Un processo lungo, che ieri a Berlino ha visto la sua concretizzazione con la presentazione della prima monoposto dei quattro anelli, la R26. Il Circus si prepara a un taglio netto con il passato grazie al nuovo regolamento tecnico, che Audi ha sfruttato al massimo per entrare a gamba tesa nella categoria a ruote scoperte. A cambiare, però, non saranno solamente telaio e aerodinamica, ma soprattutto il motore, finito al centro delle preoccupazioni di Mattia Binotto, responsabile del progetto Audi F1. Non tanto per le prestazioni che avrà in pista, quanto per il confronto con gli altri motoristi, Mercedes e, in minor parte, Red Bull.
Continua infatti a tenere banco la controversia legata al rapporto di compressione del motore a combustione interna (ICE). Con il nuovo regolamento, questo valore è passato da 18:1 a 16:1 ma, stando a voci provenienti dal paddock, Mercedes e Red Bull-Ford avrebbero trovato il modo di trarre vantaggio sfruttando una zona grigia del regolamento. Le misurazioni FIA, infatti, devono essere effettuate in condizioni ambientali, ma si ipotizza che i due motoristi siano riusciti a raggiungere un limite più elevato quando i propulsori funzionano alla temperatura di esercizio. Audi, Honda e Ferrari hanno quindi interpellato la Federazione per ottenere chiarimenti, appellandosi all’articolo C1.5, che stabilisce come “le vetture di Formula 1 devono rispettare integralmente il presente regolamento in ogni momento della competizione”. Di conseguenza, se il rapporto di compressione deve essere pari a 16:1, come indicato esplicitamente, deve esserlo sia a motore fermo sia in funzione.
La FIA e i motoristi si incontreranno domani, 22 gennaio, per discutere della diatriba sul rapporto di compressione, ma difficilmente verranno presi provvedimenti immediati. Già dalla prossima settimana, infatti, le monoposto scenderanno in pista per sei giorni di test a porte chiuse a Barcellona. Chiedere modifiche ai motori a ridosso dell’inizio della stagione risulterebbe improponibile, sia per una questione di tempi sia, soprattutto, di budget cap. Bisognerà dunque attendere: questa è la linea della Federazione, che valuterà eventuali modifiche applicabili solo in ottica 2027 o, al massimo, a partire dalla pausa estiva di quest’anno.
La situazione resta comunque fonte di preoccupazione per gli altri motoristi. Mattia Binotto, direttore operativo di Audi, ritiene infatti che qualsiasi produttore in grado di utilizzare un rapporto di compressione più elevato possa beneficiare di un vantaggio significativo. “Se è reale, si tratta sicuramente di un divario importante in termini di prestazioni e tempo sul giro, e questo farebbe la differenza quando arriveremo alla competizione”, ha dichiarato – come riportato da The Race – durante l’evento di presentazione Audi a Berlino. Secondo alcune fonti, il vantaggio di cui si discute potrebbe essere pari a 10-15 cavalli, traducendosi in circa 0,3-0,4 secondi al giro.
Lo stesso Binotto, tuttavia, non si aspetta interventi rapidi da parte della FIA, che dovrebbe piuttosto discutere un piano d’azione sul medio-lungo termine. “Non credo che ci sarà chiarezza o un compromesso immediato – ha aggiunto –. L’incontro ha come obiettivo principale quello di continuare a discutere su come migliorare o sviluppare una metodologia per misurare in futuro i rapporti di compressione in condizioni operative. Oggi lo stiamo facendo a freddo, con il motore smontato, quindi bisogna aspettare fino alla fine della stagione per sapere se si è conformi. Stiamo semplicemente cercando, tutti insieme, di sviluppare una metodologia che ci permetta di misurarlo in tempo reale mentre l’auto è in funzione. La mia speranza non è fare chiarezza sulla normativa in sé, ma definire una metodologia per il futuro”.
Una possibile mossa concreta per appianare la situazione con Mercedes e Red Bull potrebbe essere la presentazione di un reclamo ufficiale agli steward in occasione del primo Gran Premio in Australia. Binotto, però, ha voluto mantenere basse le aspettative, ritenendo che non sia semplice procedere se non è chiaro cosa venga fatto esattamente: qualsiasi protesta dovrebbe infatti riguardare uno specifico elemento progettuale in violazione del regolamento. “Si può protestare solo se si sa contro cosa si protesta”, ha chiosato il responsabile del progetto Audi F1.
Sulla questione si è espresso anche James Key, direttore tecnico di Audi, che ha chiesto apertamente un intervento rigoroso da parte della FIA di fronte a quella che considera una chiara ingiustizia nei confronti di Audi, Ferrari e Honda. Un vantaggio che potrebbe protrarsi nel tempo, considerando che le power unit saranno congelate per tutto il 2026, salvo il ricorso all’ADUO, ovvero la possibilità di uno sviluppo extra per i motoristi che avessero un ritardo prestazionale superiore al 3% rispetto al motore più potente in griglia, “Penso che se in qualche modo si aggira lo spirito delle normative, allora questo vada controllato – ha affermato Key –. Confidiamo che la FIA lo faccia, perché nessuno vuole restare fuori per una stagione se qualcun altro ha un vantaggio evidente su cui non si può intervenire con un’unità di potenza omologata. Ci auguriamo che la FIA prenda le decisioni giuste”.
“Bisogna garantire parità di condizioni – ha concluso –. Se qualcuno inventa un diffusore intelligente e si stabilisce che non è conforme, nessun altro può usarlo, ma non ha senso permettere a chi l’ha progettato di tenerlo per il resto dell’anno. Non lo accetteremmo mai”.