F1. “Ci siamo solo portati al limite del consentito”: Red Bull risponde così alle voci sul rapporto di compressione del motore

F1. “Ci siamo solo portati al limite del consentito”: Red Bull risponde così alle voci sul rapporto di compressione del motore
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Il direttore di Red Bull Powertrains, Ben Hodgkinson, risponde alle voci su un escamotage che avrebbe consentito al nuovo costruttore della F1 e alla Mercedes di aggirare le normative 2026 sul rapporto di compressione del motore endotermico
16 gennaio 2026

Nelle ultime settimane si è discusso moltissimo dell’indiscrezione secondo la quale Mercedes e Red Bull avrebbero trovato un trucco per aumentare il rapporto di compressione del motore endotermico in condizioni di utilizzo rispetto al limite statico di 16:1 imposto dal regolamento tecnico 2026 di Formula 1. Una soluzione, questa, che potrebbe portare addirittura a un vantaggio di circa tre o quattro decimi sul giro, a quanto si dice. E per la prima volta, arriva un commento su queste voci da casa Red Bull.

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A parlare, a margine dell’evento di presentazione delle livree per il 2026 a Detroit, è il direttore di Red Bull Powertrains, Ben Hodgkinson. “È solo del rumore di fondo – ha spiegato, come riporta The Race -. Dobbiamo semplicemente disputare la nostra corsa. So cosa stiamo facendo, e sono certo che sia legale. Naturalmente ci siamo spinti al limite di ciò che è concesso dalle normative. Sarei sorpreso se non fosse così per tutti. Mi aspetto che tutti siano sul 16:1”. Non che lo stato dell’arte non consenta di fare molto meglio di così, come ammette Hodgkinson.

“Dal punto di vista prettamente tecnico, il limite del rapporto di compressione è troppo basso per la velocità di combustione consentita dalla tecnologia a nostra disposizione. Potremmo arrivare a 18:1. Questo significa che c’è della performance in più in ogni decimo del rapporto. Tutti i costruttori dovrebbero puntare al rischio di arrivare a 15,999 all’atto della misurazione”. Ma per Red Bull, così come per Mercedes, si è parlato di ben altro, della capacità di raggiungere il rapporto consentito dal regolamento tecnico precedente, 18:1.

Hodgkinson, comunque, si è preso anche la briga di lodare il gruppo di lavoro che ha contribuito alla genesi della power unit DM01, chiamata così in onore di Dietrich Mateschitz. “Sono fiducioso della nostra struttura, delle persone che vi lavorano. C’è qualcosa di davvero unico nel gruppo di lavoro di una start-up. È come se fossero dei pionieri. L’impegno profuso in ogni reparto è incredibile. Gli ingredienti ci sono tutti. Che poi diventi un piatto degno di una stella Michelin o meno, lo scopriremo solo con il tempo”.

Manca un raffronto fondamentale, quello con la concorrenza. “Non si sa mai dove ci si ritroverà. È come se fosse una gara sui 400 metri, uno sprint in uno stadio in cui ci sei solo tu, in una nazione diversa dagli altri concorrenti. L’unica cosa che so è che stiamo correndo il più veloce possibile”. Laurent Mekies, il CEO e team principal della Red Bull, ha comunque invitato alla calma, sottolineando che sarebbe “ingenuo” pensare che da novello costruttore il team possa trovarsi subito sullo stesso piano di chi quel ruolo lo svolge da anni.

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