F1. GP Bahrain e GP Arabia Saudita a rischio per il conflitto in Medio Oriente? Ecco le parole di Mohammed Ben Sulayem

F1. GP Bahrain e GP Arabia Saudita a rischio per il conflitto in Medio Oriente? Ecco le parole di Mohammed Ben Sulayem
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Il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, è intervenuto in merito alla possibilità che il GP del Bahrain, il GP dell'Arabia Saudita e la 1812 km del Qatar del WEC saltino per via del conflitto in corso in Medio Oriente
2 marzo 2026

L’escalation di violenza negli ultimi giorni in Medio Oriente, con attacchi al Bahrain, agli Emirati e al Qatar da parte dell’Iran, suscita dei dubbi sulla possibilità dello svolgimento regolare dei GP di Formula 1 in programma in Bahrain il 12 aprile e in Arabia Saudita il 19 aprile. La FIA in mattinata ha diffuso un comunicato con una presa di posizione ufficiale da parte del presidente, Mohammed Ben Sulayem, nato proprio negli Emirati.

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“In qualità di presidente della FIA – si legge - rivolgo il mio pensiero a tutti i coinvolti nei recenti eventi in Medio Oriente. Siamo profondamente addolorati dalla perdita delle vittime e siamo vicini alle famiglie e alle comunità colpite. In questo momento di incertezza, speriamo nella calma, nella sicurezza e in un rapido ritorno alla stabilità. Il dialogo e la protezione dei civili devono rimanere la priorità”.

“Siamo in contatto con i nostri club membri, con gli organizzatori dei campionati, i team e i colleghi sul posto mentre monitoriamo gli sviluppi in modo cauto e responsabile. La sicurezza e la salvaguardia del benessere guideranno le nostre decisioni nel momento in cui valuteremo gli eventi in programma in quell’aerea per quanto riguarda il WEC e la F1”. Oltre alle due gare del Circus, infatti, a rischio potrebbe anche essere la 1812 km del Qatar in programma a fine mese.

“La nostra organizzazione si fonda sull’unità e sulla comunione di intenti. Questa unità è più importante che mai in questo momento”, ha concluso Ben Sulayem. Se correre in Bahrain e in Arabia Saudita fosse impraticabile, non è da escludere che la Formula 1 possa ripiegare su dei circuiti europei. Imola è nella lista, come potrebbero esserlo anche opzioni come Portimao, il Nürburgring o Istanbul. Considerazioni, queste, che finiscono in secondo piano, vista la gravità dell’attuale situazione geopolitica.

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