F1. Volano stracci tra Ford e Cadillac: “Operazione di marketing con Red Bull? Loro usano un motore Ferrari..."

F1. Volano stracci tra Ford e Cadillac: “Operazione di marketing con Red Bull? Loro usano un motore Ferrari..."
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In attesa che inizi la stagione 2026 di Formula 1, Ford e Cadillac battagliano già a distanza, criticando le rispettive modalità di coinvolgimento. Cadillac punta il dito contro la presunta operazione di mero marketing di Ford, mentre dai vertici dell'Ovale Blu si fa notare che il team americano sfrutterà il motore Ferrari
15 gennaio 2026

Ford e Cadillac non sono ancora materialmente arrivate sullo schieramento 2026 di Formula 1, ma tra le due case automobilistiche americane stanno già volando stracci. Ford e General Motors – la controllante del marchio Cadillac – non sono nuove a competizioni sanguigne. In passato si sono date battaglia in svariate categorie, dalla Nascar fino alla 24 Ore di Le Mans. E sono pronte a ritrovarsi nel Circus, con progetti dalla natura decisamente differente.

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Ford ha scelto di unire le forze con la Red Bull, siglando una partnership tecnica sul fronte della power unit. Sviluppato e prodotto nel concreto da Red Bull Powertrains, la divisione dedicata voluta fortemente dall’ex CEO e team principal Christian Horner, il motore di Red Bull e Racing Bulls per il nuovo ciclo tecnico della Formula 1 sarà marchiato Ford. Una denominazione che vuole sottolineare delle sinergie tecniche che vanno al di là della semplice apposizione del logo sulla carrozzeria della vettura.

L’operazione di Cadillac, invece, è infinitamente più ambiziosa. General Motors ha scelto di dare vita all’undicesimo team dello schieramento della F1. Un progetto se vogliamo rischioso, visto che cominciare da un foglio bianco da ogni punto di vista implica per forza di cose uno svantaggio rispetto alla concorrenza. Non è un caso se Audi ha scelto un’altra via, acquisendo la Sauber: in questo caso, le operazioni in pista sono già rodate, così come tutto il complesso apparato di gestione della scuderia. Al rischio di Cadillac, verso la fine del decennio, si aggiungerà anche una power unit sviluppata in-house.

Dan Towriss, il CEO del team Cadillac F1, nel suo incontro con media selezionati a Las Vegas aveva sottolineato le differenze tra i due progetti, andando a pungere Ford. “Uno è un contratto di marketing con un impatto davvero minimo, mentre General Motors controlla la scuderia Cadillac. C’è una commistione profonda dal punto di vista ingegneristico, e l’azienda è coinvolta dal primo giorno. Non potrebbero essere accordi più diversi”, le dichiarazioni di Towriss riportate da The Athletic.

Bill Ford, il presidente esecutivo di Ford Motor Company, ribatte fieramente alle accuse di Towriss. In un’intervista esclusiva rilasciata a The Athletic, punge così: “se c’è qualcosa che sembra un accordo di marketing, è proprio quel progetto”. Ford ha rivelato di essere rimasto “senza parole” e di aver riso una volta lette le dichiarazioni di Towriss, che definisce “palesemente assurde”. “Direi piuttosto che è vero il contrario”.

“Usano un motore Ferrari, e non Cadillac. Non sono nemmeno sicuro che ci siano dei dipendenti di General Motors nella scuderia”, ha aggiunto Ford. Will Ford, general manager di Ford Performance, gli fa eco: “non potrebbe esserci nulla di più lontano dalla realtà del considerare la nostra partnership con la Red Bull come uno sforzo di marketing”. Secondo quanto spiega Ford, diversi ingegneri dell’Ovale Blu lavorano al quartier generale di Milton Keynes, e l’azienda si è occupata della stampa 3D di alcune componenti della power unit, oltre a collaborare allo sviluppo dei software per la gestione dell’energia.

Sarà difficile, in ogni caso, che dalle scaramucce a mezzo dichiarazione si passi a lotte serrate in pista. La Cadillac ha davanti a sé un’enorme montagna da scalare. Pur potendo contare su due piloti esperti come Valtteri Bottas e Sergio Perez, la nuova scuderia sullo schieramento sarà il fanalino di coda dell’inizio del nuovo ciclo tecnico. La Red Bull, invece, dovrebbe avere tutt’altra ambizione, soprattutto se vuole tenersi stretto Max Verstappen. Ma questa è un'altra storia.

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